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Sul Po 520 militari impegnati nella maxisercitazione fotogallery

E’ il giorno della maxi esercitazione condotta da diverse componenti delle Forze Armate sulle rive del fiume Po, nel tratto compreso tra la riva piacentina e quella lodigiana, che vede dispiegati 520 militari e 13 reparti.

La maxiesercitazione sul Po dell'esercito

Lo scenario di simulazione è quello di un’area di crisi in cui la Nato è chiamata ad intervenire per assicurare una testa di ponte su un corso d’acqua non guadabile e permettere così il transito di truppe e assicurare i rifornimenti dalle retrovie.

LE FASI DELL’ESERCITAZIONE – L’esercitazione inizia con la fase d’Assalto: una prima aliquota denominata “Forza di assalto” approccia la sponda lontana del Po e garantisce una prima sicurezza all’interno dell’area “Testa di ponte”.

Durante la fase di assalto si registra un attacco portato da “Insurgents” ed un militare viene ferito, quindi parte una richiesta di intervento con l’elisoccorso effettuato con un elicottero UH che si 205A. Il ferito sarà trasportato al Role 2 per le cure del caso.

Viene quindi realizzato un Ponte Galleggiante Motorizzato (PGM) da parte del 2° Reggimento Genio Pontieri con attraversamento degli automezzi (Blindo Centauro, VTLM e VBR) in una cornice di sicurezza garantita anche da una sezione del 121° Reggimento Artiglieria Contraerea (lancia missili Stinger) e da una squadra della Task Force Informazioni Tattiche.

La maxiesercitazione sul Po dell'esercito

A seguito della segnalazione della presenza di sfollati (Internally Displaced Persons) in fuga ed in movimento verso il ponte, e della richiesta di supporto, gli sfollati vengono fatti passare sul ponte per essere accolti dal team di soccorso.

A seguito del controllo sanitario viene individuato tra loro un personaggio ostile, già noto, che viene fermato da un nucleo del 13° battaglione “Aquileia” per cercare di ottenere informazioni. Nel frattempo gli automezzi hanno ripercorso il ponte per fare ritorno sulla sponda amica, ad eccezione di una Blindo Centauro che sarà recuperata successivamente perché ritenuta potenzialmente contaminata da materiali tossici industriali.

Dopo l’approdo le varie portiere risalgono il fiume, mentre da valle sopraggiunge un traghetto e la Blindo Centauro viene sottoposta a decontaminazione dal personale del  2° Reggimento Pontieri.

LE FORZE IN CAMPO – Oltre mezzo migliaio di soldati tra fanti, genieri, guastatori, artiglieri, aviotrasportati, ripartiti in 14 Unità: Comando Reggimento di Roma, 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, 7° Reggimento NBC “Cremona” di Civitavecchia, Multinational CIMIC Group di Motta di Livenza, 121° Reggimento Artiglieria contraerea “Ravenna” di Bologna, 2° Reggimento Trasmissioni di Bolzano, 33° Reggimento EW di Treviso (specializzato nella “guerra elettronica”), 41° Reggimento “Cordenons” di Sora (Frosinone), 13° Battaglione “Aquileia” di Anzio (Roma), 2° Reggimento Sostegno AVES “Orione” di Bologna, Reggimento Lagunari “Serenissima” di Mestre (Venezia), 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine, Reggimento “Genova Cavalleria” di Palmanova (Udine) e il Reggimento Artiglieria a Cavallo di Vercelli.

La maxiesercitazione sul Po dell'esercito

L’esercitazione “Smart Sapper” del Comando Genio, che è affiliata all’esercitazione “Atlante 18” del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto di Verona – e che, a sua volta, è federata all’esercitazione “Golden Wing”, attività addestrati complessa condotta dal Comando Divisione “Friuli” di Firenze.

“Ha lo scopo di mantenere le capacità operative sia dei comandanti che dei soldati – ha spiegato il colonnello Salvatore Tambè, comandante del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza – in un contesto Pluri-Arma, ossia condotta da diverse componenti della Forza Armata, perciò addestrarsi nel coordinamento e nell’interoperabilità”.

L’esercitazione, inoltre, tiene in massima considerazione il potenziale impatto che le attività addestrative possono avere sul territorio e l’ambiente.

La maxiesercitazione sul Po dell'esercito

I Reparti e i Comandi dell’Esercito Italiano impegnati nell’esercitazione, infatti, sono stati opportunamente preparati a svolgere i vari compiti assegnati adottando tutte le cautele finalizzate al rispetto ambientale e del territorio, dagli aspetti naturalistici che quelli di salvaguardia della salute.

LA NOTA UFFICIALE

Si è svolta oggi, presso l’area addestrativa “Scalo Po” a Piacenza, la fase “Livex” dell’esercitazione “Smart Sapper 2018”. L’esercitazione “Smart Sapper” del Comando Genio di Roma, è affiliata all’esercitazione “Atlante 18” del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto di Verona che, a sua volta, è federata all’esercitazione “Golden Wings”, un’attività addestrativa complessa, condotta dal Comando Divisione “Friuli” di Firenze.

“Smart Sapper” è un’esercitazione Pluri-Arma, ossia condotta da diverse componenti della Forza Armata (Genio, Artiglieria terrestre e contraerea, NBC e Trasmissioni) che operano con l’Arma Base, in quanto l’esercitazione ingloba le unità dell’esercitazione “Golden Wings” (Lagunari, Cavalleria e l’Artglieria a Cavallo) in uno scenario comune con gli stessi sistemi di Comando e Controllo. Questo permette di testare ed implementare le procedure operative di coordinamento e cooperazione con le componenti di manovra e con le altre componenti di supporto.

All’attività hanno assistito il Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola TOTA, Comandante delle Forze Operative di Supporto, il Generale di Corpo d’Armata Amedeo SPEROTTO, Comandante delle Forze Operative Nord, il Generale di Divisione Carlo LAMANNA, Comandante della Divisione “Friuli”, accompagnati dal Generale di Brigata Francesco BINDI, Comandante del Comando Genio.

Lo scenario di esercitazione è stato quello di una possibile area di crisi in cui la NATO è stata chiamata ad intervenire, pertanto le situazioni operative che hanno caratterizzato la manovra delle unità esercitate sul terreno sono state quanto più possibile reali, perfettamente in linea con esperienze già vissute dai Reparti nelle missioni all’estero e con scenari operativi possibili nel futuro. Addestramento mirato quindi, a mantenere le capacità operative dei Comandanti e delle truppe, a perfezionare le capacità di risposta e ad affinare le procedure di coordinamento.

Dopo una breve descrizione e dimostrazione delle fasi di varamento di un modulo da ponte PGM (Ponte Galleggiante Motorizzato) in dotazione al 2° Reggimento Genio Pontieri, si è svolto l’atto tattico. A premessa del suddetto atto tattico, per ridurre l’efficienza operativa di eventuali forze ostili poste in profondità, vi è stato l’impiego del fuoco di artiglieria con n. 3 obici “FH70” del Reggimento di Artiglieria a Cavallo di Vercelli. La prima fase ha riguardato alcune ricognizioni specialistiche eseguite da vari assetti, in particolare:

– un’esplorazione aerea preventiva impiegando un velivolo a pilotaggio remoto fornito dal 41° Reggimento “Cordenons” di Sora (FR);
– una ricognizione anfibia effettuata da n. 2 sub del Reggimento Lagunari “Serenissima” di Mestre (VE);
– una ricognizione tecnica del genio condotta dal nucleo ricognizione sponde del 2° Reggimento Genio Pontieri;
– un monitoraggio dello spettro elettromagnetico eseguito dalle unità dell’Electronic Warfare del 33° Reggimento di Treviso;
– un monitoraggio della minaccia chimica attuata dal Veicolo Blindato da Ricognizione (VBR) del 7° Reggimento NBC di Civitavecchia.

Una volta terminate le ricognizioni ha avuto inizio la fase di assalto per la presa della sponda lodigiana (nemica) e la successiva messa in sicurezza che ha visto protagonisti le unità della specialità Lagunari. Durante questa fase vi è stato uno scontro a fuoco con unità nemiche presenti sulla sponda opposta ed un Lagunare è rimasto ferito. A questo punto, dopo la richiesta di soccorso, un elicottero UH-205 A del 2° Reggimento di Sostegno AVES è intervenuto per recuperare e trasportare il ferito.

In supporto alle unità anfibie sono stati aggregati dei nuclei con capacità ACRT (Advanced Combat Reconaissance Team) del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine.
In contemporanea all’azione delle unità anfibie sulla sponda piacentina (amica) vi erano n. 4 Blindo Centauro del Reggimento “Genova Cavalleria” di Palmanova (UD) per fornire supporto di fuoco diretto e n. 2 posti tiro con lanciamissili “Stinger” del 121° Reggimento artiglieria contraerea di Bologna.

A seguire sono entrati in azione i militari del 2° Pontieri, unico Reparto della Forza Armata in grado di superare corsi d’acqua inguadabili mediante il gittamento di ponti galleggianti, ovvero la realizzazione ed esercizio di linee di traghettamento, che impiegando il materiale da ponte PGM hanno unito le due sponde. Per realizzare la suddetta struttura di circa 200 metri sono state impiegate due “portiere” costituite da 4 moduli PGM ciascuna e due “teste da ponte” costituite da 5 moduli ed una rampa ciascuna. Si è trattato del ponte più lungo mai gittato in quest’area addestrativa.

Dopo di che vi è stato l’attraversamento veicolare delle unità di manovra con le Blindo Centauro, del VBR del 7° reggimento NBC e del VTLM “Lince” del 3° Guastatori.
Successivamente sono stati individuati una ventina di sfollati (Internally Displaced Person) che scortati dal personale delle forze di manovra hanno attraversato il ponte e sono stati accolti dal personale del Multinational CIMIC Group di Motta di Livenza e successivamente sottoposti al triage medico. Al termine di queste operazioni il personale è stato fatto salire su un mezzo per essere trasportato nei centri di accoglienza.

Nel punto di raccolta degli sfollati vi era un team di Human Intelligence del 13° Battaglione”Aquileia” di Anzio che ha avvistato un potenziale elemento ostile, già noto, che è stato fermato per ottenere informazioni.

Nel frattempo vi è stata un’attivazione CBRN, in particolare una Blindo Centauro è risultata contaminata da radiazioni nocive dovute a scorie industriali. Gli altri mezzi presenti sulla sponda lodigiana hanno riattraversato il Po e successivamente il ponte è stato sconnesso. La Blindo contaminata invece è stata trasportata su di un traghetto PGM per poi essere decontaminata presso l’area appositamente attrezzata dal 7° Reggimento NBC.

Tutte le comunicazioni sono state garantite grazie alla partecipazione di una squadra del 2° Reggimento Trasmissioni di Bolzano.
L’esercitazione “Smart Sapper” inquadrata nell’esercitazione “Atlante 18” prosegue a Binazzano Po (RE) dove il Reggimento Ferrovieri avrà la completa gestione di uno scalo ferroviario, sia per la parte sicurezza che per la parte manovra ed esercizio ed in coordinamento con la componente CIMIC, effettuerà un’attività di gestione e smistamento dei profughi in fuga mediante la creazione di un CIMIC CENTRE MOBILE”.

Le moderne tecnologie e gli equipaggiamenti, gestiti grazie alla qualità della componente umana, di cui sono dotate le Unità dell’Esercito, e che sono stati usati durante l’esercitazione, sono utilizzati nelle missioni all’estero e nelle operazioni svolte sul territorio nazionale per garantire la sicurezza interna e per essere poste al servizio del cittadino in tutte le attività di supporto in caso di eventi straordinari, emergenze umanitarie nonchè per rispondere ad esigenze iniziali di soccorso e di prima emergenza, fino alla gamma di interventi svolti, quotidianamente, dagli artificieri nella bonifica del territorio dagli ordigni residuati bellici delle due guerre mondiali.

Le attività sono state condotte con spirito di cooperazione ed in accordo con le prerogative locali ed istituzionali.
L’esercitazione ha tenuto in massima considerazione il potenziale impatto che le attività addestrative potevano avere sul territorio e l’ambiente.

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