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Un Piace dal “vorrei ma non posso”: paura di volare?

LOGGIONE BIANCOROSSO (di Giovanni Pecoli e Carlo Politi)

Inabissati nel “vorrei…ma non posso”

VISTA DALL’ALTO – Seconda sconfitta consecutiva per un Piacenza smarrito nella fatal zona Dicembre franziniana. Il periodo di magra già presente nelle precedenti stagioni sembra esser giunto come macigno aggiuntivo ad un periodo già di per sé triste per la morte di ultras Marco Reboli a soli 59 anni e per la giornata di lotta alla violenza sulle donne.

Il big match con l’Arezzo inizia tra foto ricordo di chi da lassù avrebbe voluto di sicuro un atteggiamento più grintoso da parte della squadra leader del campionato ma che, dopo lo scontro con la formazione pistoiese, si lecca le ferite “ricoverato” al pronto soccorso zona play off.

Il primo tempo vede un Piacenza volitivo ma poco efficace, con il rientro di Silva in difesa e con Romero terminale offensivo. Tentativi di rete solo tre di cui uno sfortunato scivolone del ragazzone alto e di nome Nicolò ancor fermo a quota cinque reti. Assalti vani e poco lucidi per poter passare in vantaggio.

La seconda frazione di gioco sembra uno 0-0 scritto con il solito Arezzo ben coperto là dietro (miglior difesa del girone) ed un Piace dal vorrei ma non posso: una sindrome della paura di volare? Cambi tardivi e tattica troppo prevedibile o solo stanchezza fisica?

Urgono risposte specie dopo le due reti subite a causa di errori assurdi con cui Sala e Brunori lanciano il cavallo aretino sopra la testa stordita della lupa.

Ora non vogliamo sia processo immediato, ma di sicuro bisogna capire se si vuol continuare a sognare oppure adagiarsi come gli anni precedenti. Noi preferiremmo sognare dopo anni bui, lo meritiamo perchè siamo i 1.500 che mai hanno abbandonato.

Ora recupero a Vercelli per dimostrare che vogliamo e possiamo.

IN&OUT

IN: La partecipazione del pubblico, la commozione per il saluto a Marco all’inizio della partita, la maglia del centenario (ci piace parecchio soprattutto lo stemma anni settanta, siamo in visibilio), l’aria frizzante sugli spalti sono le cose più belle della serata, unitamente all’applauso comunque partito dai distinti nei confronti dei giocatori che ci hanno messo la faccia anche in condizioni di risultato avverso. Coraggio ragazzi, non è compromesso nulla: rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo.

OUT: I cambi tardivi e strani dell’allenatore. Non è una novità: non vogliamo nemmeno sembrare con queste parole troppo critici nei confronti del Mister, ma non riusciamo a capire perché spesso Franzini aspetti così tanto tempo per fare entrare i rincalzi. E stavolta non siamo riusciti a capire neanche un cambio così strano, togliendo un centrocampista offensivo e mettendo un terzino sullo 0-0. A noi è sembrata una mossa un po’ troppo difensiva, non ci è molto piaciuta. Ripetiamo, nessuna critica: solo non abbiamo condiviso certe scelte.

ACCADDE OGGI: Il 25 Novembre 2001 il Piacenza di mister Novellino con Hubner al centro dell’attacco (gran campionato quell’anno) e il Difra sulla fascia perdevano in casa con l’Atalanta puniti da due gol di capitan-testa alta-mento in alto Doni.

Nonostante il rigore iniziale di Tatanka gli orobici ci punirono con un gol decisivo nel finale. Di fronte a tale sconfitta la squadra si compattò e andò ad affrontare il turno successivo una temibile trasferta a Firenze con noi tifosi a chiederci chissà se la reazione sarebbe arrivata. E arrivò. Si vinse 3-1 al Franchi ,sbancando a nostra volta lo stadio viola. Proviamo a ripetere a Vercelli la stessa cosa?

Alla prossima, cuori biancorossi.

#cipiaceilpiace

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