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Violenza sessuale e spaccio, dopo il carcere scatta l’accompagnamento alla frontiera 


Violenza sessuale e spaccio, dopo aver scontato la pena in carcera scatta l’accompagnamento alla frontiera.

Il provvedimento ha colpito un albanese di 27 anni e un tunisino 26 anni, entrambi ritenuti soggetti pericolosi che nella giornata del 9 novembre saranno condotti dalle forze dell’ordine all’areoporto di Malpensa e imbarcati su due voli diretti ai loro paesi di origine.

Il giovane albanese ha scontato una detenzione di 5 anni per rapina e violenza sessuale di gruppo, commessi ad Ancona; il tunisino invece ha scontato un cumulo pena, pari a 5 anni e 10 mesi, per reati quali furto, rapina e spaccio di stupefacenti nella zona di Forlì e Firenze.

Entrambi erano stati trasferiti alle Novate e sono tornati liberi nei giorni scorsi, facendo partire una serie di accertamenti della terza sezione dell’ufficio immigrazione di viale Malta, volti alla loro identificazione e quindi a consentire il loro allontanamento “forzato”, in quanto cittadini stranieri la cui permanenza in Italia è ritenuta pericolosa, in virtù dei crimini compiuti.

Da inizio anno sono 260 le persone colpite da decreto di espulsione, della quali 31 con accompagnamento ai Cpr (modalità che viene attivata quando non è possibile procedere direttamente con l’allontanamento coatto) e 25 alla frontiera.

Il lungo e complesso lavoro di identificazione dei soggetti è infatti un passaggio fondamentale per procedere di fatto con l’espulsione, come spiegato dalla dottoressa Tiziana Bonomo, dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura.

Per dare un nome, un cognome e una nazionalità certa agli stranieri sprovvisti di documenti, è necessario risalite con certezza allo stato di provenienza, anche tramite richieste di conferma ai consolati competenti, che molto spesso restano senza risposta.

Difficoltà che in questo caso non hanno “salvato” i due giovani stranieri da un’identificazione certa, che ha portato a fissare un’udienza davanti al giudice di pace  subito dopo la loro scarcerazione e a provvedere in tempi rapidissimi al rimpatrio.

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