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“Altri volti”, altre storie illuminano l’umanità ai margini del nostro tempo

“Eravamo stanchi di sentir parlare delle solite facce. È tempo di schierarsi, di non essere ambigui, di prendersi le proprie responsabilità. È una presa di posizione ad ampio raggio, molto ben definita. Ha a che fare con la politica nel suo senso migliore.”

In queste parole che hanno chiuso il reading musicale di “Altri Volti”, risiedono tutta la forza e l’impegno programmatico del progetto fotografico-letterario ideato dalla scrittrice piacentina Barbarba Garlaschelli all’interno del blog Sdiario.com e dell’Associazione culturale “TessereTrame”, con il patrocinio di Asp Piacenza.

20 ritratti, in bianco e nero o a colori, e 20 racconti – una mostra fotografica itinerante accompagnata da un volume di testi inediti -, che gli autori del blog letterario Sdiario.com di Garlaschelli hanno scritto ispirandosi alle foto proposte.

Un’umanità “marginale”, che oggi si vorrebbe dimenticare per paura o rabbia -vecchi, bambini, donne, disabili, stranieri, italiani, lavoratori – è stata il seme gettato per la nascita di racconti del tutto originali.

“Ogni pagina una suggestione. Ogni incipit un pensiero che si fa immagine”- sottolinea soddisfatta l’ideatrice del progetto.

Le sale dell’Associazione piacentina “Amici dell’Arte” hanno ospitato l’evento “Altri Volti” nella pluralità delle sue forme: quattro giorni dedicati al proficuo dialogo tra parole e immagini, per combattere la dannosa semplificazione del reale tanto cara al nostro tempo.

In questo spazio di cultura Barbara Garlaschelli ha presentato il volume: per “Altri Volti” ogni scrittore ha scelto lo scatto donato da un fotografo professionista che più lo colpiva personalmente- spiega- ma i testi sono frutto della libera immaginazione dell’autore; la foto è solo il punto di partenza”.

Alcuni racconti intimisti, altri volti all’estroversione, diverse le collocazioni temporali; ma tutti illuminati dalla fiammella positiva che li attraversa, come lieve e potente è il segno delle foto che li ispira.

“Un richiamo, una nostalgia, una gioia”- dice Elena Maiarini, una delle scrittrici-; “una diversità in cui riconoscersi”- continua un’altra autrice, Antonella Zanca. “L’abbraccio con l’altro è stato un atto di fede, generatore di bellezza nell’arte: avvicinamento senza pregiudizi a qualcuno di cui non si conosce la storia ma che sa emozionare”. Ed è questo ciò che conta davvero”.

Momento clou dell’intera iniziativa il reading musicale del pomeriggio di sabato 8 dicembre, massima espressione di interazione tra linguaggi diversi.

Musica dei testi, musica della fotografia e note – quelle vere – dei musicisti unite a testimoniare le complesse sfumature del reale in un unico canto: “quello degli uomini e delle donne che non hanno bisogno di urlare per esistere, ma che gridano con il loro silenzio in ogni angolo del mondo”- sottolinea Garlaschelli.

Molti gli ospiti della giornata, tra scrittori, fotografi e musicisti. Franziscka Frey e Michael Fortunato hanno composto due pezzi musicali appositamente dedicati all’evento. Paola Cominetta, Giovanna Lombardo, Mauro Badadagliacca i fotografi presenti.

Barbara Garlaschelli, Nicoletta Vallorani, Viviana Gabrini, Roberta Lepri, Anna Martinenghi, Alessandro Morbidelli, Chiara Munda, Maria Elena Poggi, Anna Scola, Daniela Scuderi, Ygor Varieschi, Antonella Zanca gli scrittori.

Accanto e insieme a Garlaschelli, Nicoletta Vallorani – amica e Presidente di “Tessere Trame” – a sottolineare l’intento complessivo del progetto: “In un momento storico particolarmente critico- dove si erigono nuovi muri, si segnano ancora profonde differenze e vengono messi in discussione diritti fondamentali (parità di genere, razza e cultura, accoglienza, solidarietà) , l’arte e gli artisti devono far sentire chiara la propria voce”.

“Noi l’abbiamo fatto con un un’iniziativa non ideologica, ma politica, nel senso migliore del termine: un invito a prendere consapevolezza della realtà circostante.”

Contro l’onda lunga della rabbia e della paura, contro la “guerra di sicurezza”- sempre più aspra e diffusa in Italia- “abbiamo bisogno di Altri Volti”- si legge nel libro-“ che ci raccontino il mondo con occhi diversi”. “Noi siamo ciò che incontriamo: gli Altri Volti siamo quindi anche noi”.

Solo la bellezza nata dal confronto con l’altro può forse riuscire a salvare dal buio dell’indifferenza. Restare umani è la sfida più grande di questo tempo.

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