“Da città dei papi al Ducato Farnesiano” L’intesa per valorizzare Piacenza fino al 2020

Piacenza da città dei Papi a città del Ducato farnesiano. Questo il fulcro del protocollo d’intesa per la valorizzazione culturale della città, che avrà valenza triennale grazie agli enti promotori Comune di Piacenza, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio.

Un protocollo d’intesa aperto – ha affermato il sindaco Patrizia Barbieri – a realtà imprenditoriali, gruppi bancari, soggetti privati intenzionati a investire sulla promozione culturale di Piacenza’.

Il tema principale, fil rouge che unisce Piacenza e Parma capitale della cultura, sarà declinato in tre filoni di eventi, mostre e esposizioni: ‘I tesori nascosti: la chiesa e i monastero di San Sisto’, ‘La natura morta tra il XVII e il XVIII secolo: la tavola e i rituali del cibo’, ‘I simboli della città: i gruppi equestri del Farnese’.

L’accordo è stato siglato dal sindaco, dal vescovo Gianni Ambrosio e dal presidente della Fondazione Massimo Toscani. Assente il presidente della Camera di Commercio Alfredo Parietti per impegni istituzionali, aveva già siglato il testo.

‘Dobbiamo lavorare insieme, valorizzando le cose belle che abbiamo – dice il vescovo Gianni Ambrosio – in questo modo rendiamo la nostra vita più bella e anche perché c’è un senso di appartenenza che cresce, perché questi simboli importanti che verranno messi in risalto ci identificano”.

“Abbiamo bisogno di rafforzare la nostra identità, la nostra appartenenza a questa comunità. Avviene questo in un momento liturgico come quello del Natale in cui viene enfatizzata la fratellanza”.

Si rinnova quindi la positiva collaborazione tra istituzioni, avviata lo scorso anno in occasione della candidatura di Piacenza a capitale della cultura, ricorda il sindaco Barbieri. Ora la sfida è di collaborare con Parma, vincitrice della “competizione”, evitando di perdere importanti opportunità di promozione.

“Abbiamo inteso collaborare con la Diocesi, con la Fondazione e io ringrazio dell’opportunità che viene data alla città di continua crescita culturale – afferma il sindaco Barbieri – oggi presentiamo quella che è l’idea di un progetto culturale che va in sintonia con quello che si sta facendo a Parma, concretizziamo quello che ci siamo sempre detti: lavorare, lavorare su dei progetti che possano portare al territorio di Piacenza grande beneficio, i risultati si stanno già vedendo, quindi per me è veramente gratificante vedere che ancora una volta la Fondazione, la Camera di Commercio e la nostra Diocesi sono vicini a una progettualità così importante”.

“Ribadisco che questo è un protocollo aperto, quindi sono ben accette tutte le categorie, i gruppi bancari, chiunque voglia far crescere sempre di più il tema della cultura all’interno della città”.

‘Il protocollo è un’idea aperta, con la speranza che al protocollo aderiscano altri soggetti, e che diventi un progetto condiviso della città – continua il presidente della Fondazione Massimo Toscani -. Non è un protocollo vuoto perché abbiamo già alcune idee su cui lavorare: San Sisto, i cavalli del Farnese e la natura morta, in ambito farnesiano”.

“Il tutto da attualizzare, contestualizzare ai giorni nostri. Quindi immagino una valorizzazione di San Sisto in cui si possano vedere le sagrestie, gli appartamenti dell’abate, e una visione nuova innovativa della Madonna Sistina, una valorizzazione dei cavalli, con una serie di opere realizzate da artisti diversi, collocate in vari punti della città. Sulla natura morta, parliamo di una mostra realizzata con opere di artisti piacentini che si unisca però a una valorizzazione dei nostri prodotti tipici”.

Il protocollo siglato oggi prevede la costituzione di un comitato di indirizzo, composto dai rappresentanti degli enti sottoscrittori, con l’obiettivo di definire priorità per l’attuazione del programma, monitoraggio dello stesso e definizione di ulteriori accordi attuativi o integrativi.

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Nel protocollo viene evidenziato che: “gli Enti nel recente passato hanno pianificato, curato la realizzazione e la promozione di eventi culturali in maniera tra le stesse congiunta e coordinata e che intendono per il futuro ribadire la propria disponibilità ad una reciproca collaborazione, come recentemente avvenuto partecipando al bando ministeriale per il conferimento del titolo “Capitale italiana della cultura 2020″, iniziativa volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura al fine di diffondere il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, l’innovazione e la creatività, la crescita e lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo”.

Inoltre “gli Enti hanno attivato importanti iniziative culturali di valorizzazione del patrimonio locale, a testimonianza dell’interesse che la cultura assume per lo sviluppo del territorio e per la sua conoscenza, cogliendo appieno le potenzialità che un’adeguata offerta culturale può rappresentare quale elemento di richiamo turistico non solo locale, ma anche nazionale ed internazionale”.

Si afferma pertanto che “il percorso avviato possa essere rinnovato con l’obiettivo, nel rispetto della specifica progettualità individuale o “istituzionale”, di sviluppare una maggiore condivisione capace di attivare il territorio proseguendo nello sviluppo culturale; e allo scopo di dare attuazione a questi principi, gli Enti hanno già individuato i seguenti progetti per la realizzazione di iniziative culturali sul territorio:

Piacenza da città dei Papi a città del Ducato Farnesiano : un percorso lungo due secoli:

a)”l tesori nascosti : la Chiesa e il Monastero di San Sisto”;

b)”La natura morta tra XVII e XVIII sec. 2 la tavola e i rituali del cibo”;

c)”l simboli della città : i gruppi equestri del Farnese”.

L’intesa prevede la costituzione di un Comitato di indirizzo composto dai rappresentanti legali, o loro delegati degli Enti, dei soggetti sottoscrittori, che svolge i seguenti compiti:

– individuazione dei criteri di coordinamento e delle priorità per l’attuazione del Programma;

– monitoraggio e valutazione della realizzazione del Programma;

– definizione di ulteriori accordi attuativi o integrativi del presente protocollo;

E’ anche prevista la costituzione di un Comitato tecnico di coordinamento.

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