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Diga in Valnure, 3 proposte. I sindaci “Tavolo di lavoro, ma il vero tema è l’acqua”

Diga in Valnure, 3 le soluzioni proposte dalla commissione composta da Iren e Consorzio di Bonifica di Piacenza e redatte dallo studio Geotecna Progetti.

Ora la palla passa ai sindaci della vallata, che hanno intenzione di discuterne il 28 dicembre durante il consiglio dell’Unione, coinvolgendo tutti i primi cittadini.

Sulla questione gli amministratori sono stati molto chiari: Paolo Negri (Bettola) e Sergio Copelli (Pontedellolio) sottolineano che il tema vero è l’approvvigionamento idrico della vallata, sia per i cittadini che per le imprese che sussistono sul territorio.

“Il tema vero – ribadisce Copelli – è l’acqua, non la diga, che può essere semmai una soluzione”.

A questo proposito tre le ipotesi presentate agli amministratori, nella sede del Consorzio di Bonifica, insieme al presidente Fausto Zermani.

“Dalle 8 ipotesi di partenza si è passati a 3, tenendo in considerazione i volumi di accumulo di acqua sufficienti per giustificarne la sostenibilità economica, ossia 10 milioni di metri cubo, la sicurezza territoriale e la multifunzionalità, ossia l’utilizzo potabile, irriguo e produttivo (idroelettrico, ndr)” dice Zermani.

Tra queste ipotesi, la migliore è quella che insiste sul rio Restana, tra Olmo e Farini.

La discussione, comunque è più che aperta. “La domanda che dobbiamo farci – dice il sindaco Negri – è se la diga in Valnure sia utile, arrivando a una condivisione più alta possibile con i cittadini”.

Dopo la discussione in sede di consiglio dell’Unione dell’Alta Valnure, il confronto si aprirà nella metà di gennaio ai contributi degli altri sindaci della vallata, e con la costituzione di una commissione tecnica che valuterà le soluzioni possibili, dopo aver raccolto dati relativi al consumo d’acqua (ad uso pubblico e produttivo), alle precipitazioni e condizioni meteo.

“Su questo tema scontiamo un forte ritardo, imputabile a chi ha amministrato il territorio. Ora, la diga può essere una soluzione ma non è la soluzione di tutti i mali” continua Copelli.

“Quello che è apprezzabile di questa giornata è l’aver per la prima volta aver affrontato il tema dell’emergenza idrica in un momento in cui questa emergenza non c’è – osserva Giovanni Malchiodi, primo cittadino di Ferriere -. Questo è già un passo avanti notevole. Rispetto ad altri territori, Ferriere non ha necessità di approvvigionamento idrico e ospitiamo già altri invasi, quindi potrei dire che noi abbiamo già dato. Ma vedo oggi molta positività da parte degli altri sindaci, nonostante il tema sia impopolare, perché si vuole arrivare ad avere una visione d’insieme della vallata. E questo è importante”.

“Nel 2015 e nel 2017 abbiamo visto quali danni possa creare l’acqua – interviene Alessandro Piva, sindaco di Podenzano -, è una risorsa che, in quanto tale, va governata, come accade fin dall’inizio dei tempi. E’ un bene importante, serve ai cittadini e serve anche alle attività produttive. Aziende che hanno reso Podenzano quello che è. Quindi credo che su questo tema sia importante ragionare, e non usare solo la pancia”.

Filippo Arata, in rappresentanza dei produttori di pomodoro del Piacentino, prende la parola per spiegare le ragioni del mondo agricolo. “E’ una valutazione (quella sulla diga, ndr) da fare, pur essendo rispettosi di tutte le normative previste”.

“Il problema di Piacenza non è la quantità di acqua – conclude Zermani -, ma come è emerso chiaramente durante l’estate 2017, la qualità della risorsa idrica e della sua disponibilità. Questi sono i temi da affrontare e da risolvere”.

 

 

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