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Frodi creditizie, a Piacenza 61 casi nel primo semestre 2018

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Le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano a crescere senza sosta e nei primi 6 mesi del 2018 in Italia hanno superato i 12.100 casi, contro i circa 11.000 del corrispondente semestre 2017, per un danno stimato pari a circa 72 milioni di Euro.

Sulla base delle rilevazioni presentate nella 27^ edizione dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie realizzato da CRIF e Mister Credit – la divisione di CRIF dedicata ai servizi ai consumatori – si registra però un netto calo del valore medio delle frodi, che nel periodo di osservazione è risultato pari a 5.929 Euro contro i 7.047 Euro del 2017, a conferma della consolidata tendenza da parte dei criminali a orientare la propria attività anche verso l’acquisizione fraudolenta di beni e servizi di importo più contenuto.

In prossimità del periodo natalizio, che tradizionalmente vede un forte incremento dei casi, diventa pertanto quanto mai rilevante elevare il livello di attenzione nei confronti di un fenomeno criminale che continua a crescere anno dopo anno.

La situazione in Emilia-Romagna – Per quanto riguarda nello specifico l’Emilia-Romagna, sono stati ben 861 i casi di frode registrati nel I semestre 2018 contro i 588 casi del corrispondente periodo del 2017, dato che posiziona la regione al 6° posto della graduatoria nazionale alle spalle di Campania (1.758 casi), Lombardia (1.505 casi), Lazio (1.360 casi), Sicilia (1.241 casi) e Puglia (920 casi).

A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Bologna, con 167 casi (che la collocano al 16° posto nel ranking nazionale), davanti a Modena, con 131 casi (24^ posizione), Reggio Emilia, con 116 casi, e Rimini, con 102. A Piacenza i casi sono stati 61.

Il profilo delle vittime – L’Osservatorio CRIF presenta anche un’analisi del profilo delle vittime di furto di identità utilizzato per portare a termine una frode creditizia.

Nello specifico, la distribuzione delle frodi per sesso della vittima evidenzia una prevalenza di uomini (63,4%), che vedono anche aumentare il peso sul totale (+12,2%) mentre la fascia di età maggiormente colpita è risultata essere quella compresa tra 41 e 50 anni (con il 25,6% del totale, per la precisione).

Sono però gli over 60 ad aver fatto registrare l’incremento più consistente (+8,8% rispetto al I semestre 2017).

Le principali tipologie di beni e servizi acquistati attraverso una frode creditizia – Anche nei primi 6 mesi dell’anno in corso l’acquisto di elettrodomestici mediante un prestito ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia più diffusa, con una incidenza del 30,9% sul totale (seppur con una incidenza in sensibile diminuzione rispetto al corrispondente periodo 2017) ma una vera e propria esplosione dei casi (+49,8%) si registra per la categoria auto-moto, il cui peso arriva al 13,6%, seguita dai crediti relativi a spese per immobili e ristrutturazioni (10,8% del totale; quasi +30%) e per articoli di arredamento (10,4%), che raddoppiano la loro incidenza.

Da sottolineare anche il significativo aumento dei casi che hanno come oggetto finanziamenti relativi all’acquisto di elettronica e telefonia (+65%), trattamenti estetici e medici (+30%), anche se il loro peso si ferma al 5,5% del totale.

La tipologia di finanziamento oggetto di frode – La forma tecnica del prestito finalizzato continua a fare la parte del leone, arrivando a rappresentare il 72,2% dei casi totali, con una incidenza cresciuta del +28% rispetto al primo semestre 2017 e con un importo medio pari a 5.400 euro.

Al secondo posto del ranking si confermano le frodi perpetrate sulle carte di credito, con una quota del 12,2% dei casi, seguite da quelle sui prestiti personali, con il 7,1%.

La ripartizione delle frodi per fasce di importo – Nel I semestre 2018 i casi di frode con un importo compreso tra i 3.000 e 5.000 Euro sono risultati essere maggioritari, rappresentando il 21,2% del totale, ma soprattutto sono triplicati rispetto al primo semestre del 2017.

Si registra un forte incremento (oltre il 20%) anche per i casi con importo superiore ai 20.000 Euro mentre calano invece leggermente quelli inferiori ai 1.500 euro (-4,7%).

I tempi di scoperta – I tempi di scoperta si polarizzano principalmente da due macro categorie: da un lato quasi il 57% dei casi viene scoperto entro 6 mesi (con una incidenza in lieve calo rispetto al I semestre 2017), dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto tre, quattro e addirittura dopo cinque anni prima della loro scoperta (con un aumento di circa il 7,8% rispetto al I semestre 2017).

“Sempre più persone e aziende si stanno aprendo al mondo digitale e, di conseguenza, i frodatori non rimangono a guardare e si stanno specializzando sulle frodi online – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. La vulnerabilità alle frodi di identità si può verificare anche solo perché sul web sono pubblicati i nostri dati identificativi, ad esempio nome, cognome e codice fiscale, o dei dati di recapito, tipicamente l’email o il numero di cellulare”.

“Nessuno può dirsi veramente al riparo dai rischi di subire una frode, ma in particolare tra gli over 40, che dall’ultima rilevazione risultano essere la categoria più colpita, sarebbe importante una presa di consapevolezza e la conseguente adozione di comportamenti virtuosi per ridurre i rischi”.

“Soprattutto in questo periodo di feste e acquisti di regali natalizi, in cui tipicamente si registra un picco di casi, per i consumatori è indispensabile tenere sotto controllo i propri dati personali, usufruendo di tutte le opportunità offerte dalla rete ma senza temere che la propria identità possa essere sottratta o falsificata per compiere un reato.”

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