Logopedia via computer, 21 sedute in provincia nel primo anno del progetto foto

Logopedia via computer, 21 sedute in provincia a un anno dall’avvio del progetto dell’Azienda Usl di Piacenza, capofila in Italia.

Teleriabilitazione in logopedia a Piacenza

Quattro postazioni di teleriabilitazione situate a Bobbio, Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Podenzano per consentire ai pazienti di aver accesso alla terapia senza essere costretti ogni volta a percorrere decine e decine di chilometri per raggiungere dalle valli la città.

Una condizione molto diffusa, visto che su 115 pazienti del reparto – come specificato dal direttore assistenziale Mirella Gubbelini – è emerso che ben 78 non erano residenti nel comune di Piacenza.

E’ un bilancio positivo quello illustrato nella mattinata del 10 dicembre dai promotori dell’innovativo sistema, che ha già suscitato interesse anche a livello nazionale; Michela Benvenuti, logopedista e “anima” del progetto, realizzato in stretta collaborazione con l’Unità operativa sistemi informativi, nei mesi scorsi ha potuto illustrarlo in importanti eventi scientifici dedicati al tema dell’assistenza a distanza, al bambino Gesù di Roma e ad Aosta.

Il funzionamento, che necessita dell’attivazione del fascicolo sanitario elettronico, è molto semplice: la persona prenota come di consueto tramite Cup e dopo un primo incontro “tradizionale”in ospedale, necessario per eventuali esami strumentali o funzionali, le successive sedute possono svolgersi nella postazione più vicina alla zona di residenza dell’interessato.

Il paziente, all’ora stabilita, potrà collegarsi dall’apposito computer con il medico, tramite una web camera ad alta risoluzione e una connessione garantita da un software che consente di sfruttare le linee di trasmissione aziendali con fibra ottica, che garantiscono anche la necessaria privacy, come spiegato da Flavio Bisotti, direttore Sistemi informativi e telecomunicazioni.

Il prossimo step in elaborazione è la “teleseduta” direttamente al domicilio del paziente, il quale potrà avere a disposizione un note book con le stesse funzioni della postazione.

“Un percorso nato da un bando dedicato alle professioni sanitarie e strutturato anche ai fini della ricerca scientifica, tramite una raccolta dati fondata su basi rigorose – ha raccontato Evelina Cattadori, responsabile Qualità e Ricerca – di cui attendiamo l’esito e la pubblicazione”. Dati che testimoniano anche come non via sia alcuna differenza di beneficio tra le sedute faccia a faccia e quelle “virtuali”.

La sede finora più utilizzata dai piacentini è stata quella di Bobbio, che ha catalizzato gli abitanti della zona di Marsaglia e Perino. Nel 2018 su 30 pazienti ai quali è stata proposta la nuova tipologia di seduta, solo in sei però hanno accettato.

“Ci siamo chiesti come mai vi fosse questa diffidenza, spiega Michela Benvenuti -; da un lato è per l’età della popolazione, per lo più anziana e poco informatizzata e dall’altro alto perché si predilige il contatto umano. Il nostro obbligo ora sarà quindi affiancare inizialmente il paziente per insegnargli a utilizzare la postazione e poi promuovere i risultati ottenuti. Chi ha già provato la teleriabilitazione ha risposto a un questionario di gradimento e alla domanda se cambierebbe modalità di seduta, la risposta è sempre no”.

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