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“Non si può arrestare la conoscenza, sta all’umanità farne buon uso” foto

Una donna di scienza che dirige uno degli istituti di ricerca più qualificati al mondo, il Cern di Ginevra.

Fabiola Gianotti, sabato primo dicembre è a Piacenza in occasione dell’annuale incontro dei giornalisti scientifici, per tenere una “Lectio Magistralis” al Teatro Municipale.

Fabiola Gianotti, Dosi e Libè

(nella foto con Alberto Dosi e Tiziana Libè della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

L’abbiamo incontrata per rivolgerle alcune domande:

In un momento come questo, di tecnologia diffusa a disposizione di tutti, perchè assistiamo a un’involuzione nel rapporto con la scienza? 

“Non vedo la tecnologia a portata di tutti come la causa di un’involuzione. Come sempre tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione possono essere utilizzati in maniera corretta e a fin di bene e se ne può anche abusare, sta a noi poter discernere e decidere del loro utilizzo. Spesso viene detto che la conoscenza possa portare disastri all’umanità come in passato la fisica con le bombe nucleari. Sì ma non si può arrestare la conoscenza, anzi è molto importante spingere avanti i suoi limiti. Sta all’umanità farne un buon uso”.

E chi torna a sostenere versioni pseudoscientifiche di teorie e fatti che davamo per acquisiti? Magari diffondendo informazioni sbagliate…

“La cosa che possiamo fare è educare i giovani a basare il proprio giudizio sui fatti e non sulle illazioni che non hanno nessun fondamento scientifico. Anche noi scienziati abbiamo una responsabilità per continuare a informare sulla base del metodo scientifico e capire quando una notizia è fondata o meno”.

Un consiglio per i giornalisti?

“Ai giornalisti posso dire che per quanto possibile devono recuperare la notizia alla sorgente e non basarsi su informazioni di seconda o di terza mano che non possono riflettere la verità, perchè ad ogni passaggio nella propagazione della notizia può essere distorta. Nel caso della scienza occorre essere più vicini a noi scienziati”.

A una bambina con la passione per la scienza, cosa vorrebbe consigliare?

“Non c’è niente di più gratificante di contribuire a far progredire le conoscenze dell’umanità, dal nostro piccolo angolino ovviamente, se un bambino ha voglia di approfondire le materie scientifiche non posso che dire di farlo con grande motivazione, con passione, con coraggio, con umiltà e anche molta pazienza, ma è una strada bellissima e quindi non se ne pentirà”.

Fabiola Gianotti

L’iniziativa odierna stata è organizzata dalla Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, dall’Unione giornalisti italiani scientifici, Fondazione di Piacenza e Vigevano in collaborazione con il Comune di Piacenza.

“Il mestiere del ricercatore nell’avventura dell’universo e della vita”, questo il titolo della lectio magistralis di Gianotti che aprirà i lavori, e illustrerà l’avventura delle origini dell’universo osservate al CERN, il più grande laboratorio di fisica del mondo.

Seguono le testimonianze di Telmo Pievani dell’Università di Padova, che svela gli enigmi dell’evoluzione della vita sulla Terra e di Paolo Soffientini dell’Istituto Firc di Oncologia Molecolare di Milano e musicista, che descrive come la ricerca in laboratorio si fonde con la passione per la musica e con la divulgazione.

Ma il 2018 celebra anche i 110 anni dalla nascita di Edoardo Amaldi, personalità internazionale decisiva per lo sviluppo della scienza in Europa e “figlio illustre” di Piacenza.

La maratona si conclude quindi con il film “La scelta: la scienza senza confini di Edoardo Amaldi” dedicato al grande scienziato.

La giornata vedrà l’introduzione di Giovanni Caprara, presidente Ugis, editorialista scientifico Corriere della Sera, e i saluti delle autorità Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza, Massimo Toscani, presidente Fondazione di Piacenza e Vigevano, e Giovanni Rossi, presidente Ordine dei Giornalisti Emilia Romagna.

LA BIOGRAFIA DI FABIOLA GIANOTTI 

La carriera al CERN

Scelta nel 2014, Fabiola Gianotti è dal gennaio 2016 direttore generale del CERN, la prima donna nella storia della grande istituzione; la terza italiana dopo Carlo Rubbia (1989-1994) e Luciano Maiani (1999-2003). Muove i primi passi nel più prestigioso laboratorio di fisica del mondo nel 1987, contribuendo a diversi esperimenti, tra cui ALEPH al LEP, UA2 al Proton Synchroton. Dal 1992 partecipa con migliaia di studiosi da 40 paesi all’esperimento Atlas, ritenuto ancora oggi il più grande progetto scientifico di tutti i tempi. Ne assume il coordinamento dal 1999 al 2003; ritorna in tale ruolo nel 2009 eletta dai colleghi.

Nel luglio del 2012 rende noto al mondo durante la conferenza con Joseph Incandela, portavoce dell’esperimento CMS, che è stata osservata per la prima volta una particella compatibile con il Bosone di Higgs. E nel 2013 Peter Higgs la vuole accanto alla cerimonia di consegna del premio Nobel.

Fabiola Gianotti nasce a Roma nel 1960, figlia di una letterata siciliana e di un geologo piemontese. A 7 anni la famiglia si trasferisce a Milano. Dopo il liceo classico si iscrive alla facoltà di fisica e si laurea all’Università degli studi nel 1984 con indirizzo sub-nucleare; segue il dottorato di ricerca sulle particelle elementari.

Visibilità internazionale

La rivista Time la inserisce nella lista delle persone dell’anno; addirittura al 5° posto

La rivista Forbes la mette nell’elenco delle 100 donne più potenti al mondo, al 78° posto e unica italiana assieme a Miuccia Prada.

Principali onorificenze

2009-Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana

2012-Ambrogino d’oro del Comune di Milano

2012-Grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana

2013-Professore onorario dell’Università di Edimburgo

2013-Premio Enrico Fermi della Società italiana di fisica

2014-Ordine di Gran Croce della Repubblica italiana

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