Pd “Congresso serio e confronto tra contenuti, non su candidati”

Un congresso serio, con un confronto reale su contenuti, programmi e non solo sui leader.

Silvio Bisotti, segretario del Pd di Piacenza, apre la fase congressuale insieme al comitato di garanzia dell’assisse, guidato da Edmondo Ioannilli e affiancato da Giorgio Alessandrini, Giovanna Palladini, Christian Fiazza e Giuseppe Ardizzi.

“Noi vogliamo che questo congresso sia una cosa seria. Arriva in ritardo, a nove mesi dalle elezioni nazionali, e questo non ha aiutato. Vogliamo che sia serio non solo per il Pd – dice Bisotti -, vogliamo costruire all’area riformista che il Pd vuole rappresentare e fare opposizione vera. In questi giorni stanno arrivando i primi segnali di insofferenza dell’elettorato che ha sostenuto questo governo, una coalizione che si è fatta forza delle paure dei cittadini e che ora sta dimostrando tutti i suoi limiti. Ora è necessario dare slancio a una risposta riformista che dia speranza a un Paese che soffre molto”.

“Il Pd sui social e non solo è spesso oggetto di dileggio, una tentazione cui cedono i leoni da tastiera così come alcuni nostri iscritti e rappresentanti – continua Bisotti -. Ecco, io credo che un conto sia la critica costruttiva, un conto è ledere un’esperienza in cui l’elettorato crede ancora”.

Il congresso di Piacenza sarà un punto di partenza e non di arrivo: è un passaggio democratico, siamo l’ultimo partito che ancora lo celebra e dovrà produrre dei cambiamenti concreti. Il confronto dovrà essere garantito, e dovrà avvenire su idee e contenuti, non solo su leader. Le assemblee di circolo dovranno essere aperte, e il Pd dovrà essere il più possibile inclusivo, le piattaforme devono essere oggetto di costruzione. Nessuno ha la vittoria in tasca”.

Insomma deve emergere l’idea di “politica come sforzo serio e non come pettegolezzo continuo su tutto”.

Un passaggio viene fatto anche sull’amministrazione locale, guidata da Patrizia Barbieri, dove progetti importanti avviati dall’amministrazione precedente, stanno “rallentando – dice Bisotti – come quello sul nuovo ospedale e il bando periferie. Le pratiche passano di scrivania in scrivania”.

Assemblee aperte, il Pd deve essere inclusivo, le piattaforme dei candidati devono essere oggetto di costruzione. Nessuno ha la vittoria in tasca. Politica come sforzo serio e non pettegolezzo continuo su tutto. A me piacerebbe riemergessero i contenuti emerso a settembre. 

Tutti vogliamo il cambiamento, non basta annunciarlo. Un minuto dopo l’elezione definitiva del segretario ci renderemo disponibili per quello che è necessario. Non abbandoneremo la nave, ma con la disponibilità a fare un passo di lato. Appena possibile renderemo.  Congruo spazio per gli iscritti, per ridurre i 6 candidati a 3, poi primarie di marzo. 

Ecco quindi il cronoprogramma dei lavori: dopo la chiusura delle candidature a segretario nazionale del 12 dicembre, dal 7 al 23 gennaio 2019 si terranno le assemblee di circolo, con elezione dei delegati alla convenzione provinciale e votazione dei candidati della segreteria nazionale. Il 29 o il 30 gennaio si terrà la convenzione provinciale, con elezione dei delegati alla convenzione nazionale. 

Il 2 febbraio si riunirà la convenzione nazionale, che proclama il risultato di voto nei circoli, e dichiara aperta la fase delle primarie, cui accedono i 3 candidati alla segreteria nazionale che abbiano preso il maggior numero di voti.

Le primarie si terranno il 3 marzo e saranno aperte a tutti, non solo agli iscritti. L’esito sarà proclamato il 10 marzo.

“Un minuto dopo l’elezione del nuovo segretario, il sottoscritto e l’intero esecutivo si metteranno a disposizione del partito. Questo non significa abbandonare la nave. Non basta solo annunciare il cambiamento, bisogna anche metterlo in pratica” conclude Bisotti.

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