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Piazza Duomo: “Spostare la Madonna” per riportare alla luce l’antico Battistero

Far riemergere l’antico basamento del battistero di Sant’Apollinare di Piazza Duomo a Piacenza.

Per riportare alla luce i resti dell’edificio che affiancava la Cattedrale, potrebbero partire nel 2019 le prime ricerche, ovvero i carotaggi nell’aiuola che circonda la statua della Madonna al centro della piazza.

Qualora i carotaggi dovessero dare esito positivo, la Diocesi (che è proprietaria dell’area verde dove sorge la colonna in questione) si metterà alla ricerca di finanziatori che consentano di riportare alla luce questi reperti dall’inestimabile valore storico e icona paleocristiana.

«Siamo cauti sulla questione, ma confidiamo di trovare le prove della presenza della base del battistero – fa notare il vescovo di Piacenza monsignor Gianni Ambrosio –. Successivamente occorrerà rivalutare tutta la piazza: riportando alla luce i resti del battistero la colonna dovrà essere inevitabilmente spostata, forse più vicina ai gradini del Duomo».

piazza Duomo

«L’antico pavimento a mosaico bianco e nero – ha aggiunto Sergio Pecorara, consigliere di Forza Italia del Comune di Piacenza – dovrebbe trovarsi ad una profondità di circa 2 metri».

Tutto ciò, detto così, può effettivamente lasciare stupiti la maggior parte dei piacentini. E in effetti, all’interno della Cattedrale di Piacenza (detta anche Duomo), il cui nome è chiesa di Santa Maria Assunta è conservato, nella parte sinistra del transetto, il battistero paleocristiano a vasca in marmo. Che qui fu collocato intorno all’anno 1544 e proveniente dalla chiesa di San Giovanni de Domo (distrutta in quell’anno per ordine del cardinale Marino Grimani Legato Pontificio, per lasciare spazio alla piazza della Cattedrale).

“Come primo atto della Commissione Sviluppo Economico, nella prima riunione tenutasi lo scorso anno, è stato presentato il progetto di Piazza Duomo – ha aggiunto Mauro Saccardi, consigliere comunale e presidente della Commissione Sviluppo Economico del Comune di Piacenza – comprensivo sia degli scavi che dell’eliminazione delle due aiuole. Inoltre, si è già arrivati ad un accordo con uno soggetto terzo che finanzi gli scavi”.

UN PO’ DI STORIA – Ma se la storia ci indica quale inizio della costruzione della Cattedrale l’anno 1122, quale fonte battesimale era utilizzata nel periodo compreso tra il 1122 e 1544? E dov’era collocata?

Facciamo un passo indietro. Nell’area dell’attuale Piazza del Duomo, all’interno delle mura romane, vi era una chiesa che fu edificata intorno al VI secolo d.C. (nel bel mezzo della supremazia bizantina in Italia).
Questa chiesa nell’anno 934 ci risulta che fosse ancora in piedi e che il tempio fosse sacrato a Sant’Apollinare vescovo di Ravenna. Quest’edificio fu abbattuto per far posto all’attuale Cattedrale e la sede vescovile intorno al 1120.

Molte stagioni dovettero passare per arrivare al 1857, anno nel quale fu dato il via ai lavori di scavo per la fondazione e la costruzione del basamento che avrebbe sorretto la colonna sulla quale venne posta la statua della Madonna (colonna e statua che sono ancora oggi al centro di Piazza Duomo). In quell’occasione venne alla luce un grandioso pavimento romano a mosaico attribuito al II secolo d.C. di forma rettangolare e avente i lati di metri 10 x 7.

antico battistero Duomo

Inoltre, i rilievi effettuati a quel tempo stabilirono che su quell’antico pavimento si trovasse un edificio dalla forma ottagonale. Stando a queste indicazioni, corredate dalla trascrizione dei materiali utilizzati, con buona approssimazione, sarebbe possibile individuare nell’ottagono esterno il perimetro della chiesa di Sant’Apollinare e nell’ottagono interno il vano centrale della chiesa, il cui tetto assai probabilmente era sorretto da colonne e corredato da una cupola.

Ed è proprio la forma ottagonale e la presenza della cupola a suggerire agli storici che il tempio avesse funzione di battistero.

Parlando in generale, infatti, il battistero (nei casi più rappresentativi) è separato dal corpo della chiesa ed è collocato generalmente al suo fianco o di fronte al prospetto principale. L’edificio in genere si presenta a pianta poligonale o circolare con una copertura a cupola e al suo interno contiene la fonte battesimale, che in genere è costituita da una vasca in marmo per consentire quantomeno la parziale immersione di colui che doveva essere battezzato.

Solo in epoche successive si preferì destinare allo scopo una cappella collocata all’interno dell’edificio principale, in genere la più vicina all’ingresso, anche in seguito alle modifiche del rito, che attualmente avviene solo con l’aspersione di una modica quantità di acqua sul capo del battezzando. La fonte battesimale, in questi casi, non è più costituita da una vasca, ma da un elemento architettonico simile a un acquasantiera. Ad ogni modo, la cappella dedicata al battesimo, seppur non più costituita da un edificio autonomo, viene chiamata battistero.

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