Progetto Vita dona 37 defibrillatori, il Comune se ne prenderà cura

“Un passo epocale per Progetto Vita”. Così la dottoressa Daniela Aschieri, presidente dell’associazione piacentina da anni impegnata per diffondere la cultura della defibrillazione precoce, ha annunciato la donazione all’Amministrazione comunale, di 37 defibrillatori – alcuni dei quali di prossima installazione in punti strategici della città – affinchè il Comune si faccia carico direttamente della loro cura e manutenzione, in quanto servizio essenziale per la collettività.

“Un passo – ha voluto sottolineare Aschieri proprio nel giorno in cui un defibrillatore ha permesso di salvare un uomo colto da malore all’interno dell’ufficio del Catasto di Piacenza – che rappresenta l’istituzionalizzazione di un progetto partito 20 anni grazie ai volontari e crea a Piacenza un modello semplice, di poco costo, ma veramente efficace, che lo rende unico e speciale. Per questo nel 2019 saremo modello di riferimento in Europa”.

Parole di ringraziamento a Progetto Vita sono arrivate dal sindaco Patrizia Barbieri e dall’assessore Paolo Passoni: “E’ un’associazione che si è spesa per il territorio e le istituzioni devono dare una giusta risposta. Avremo anche la possibilità di installare nuovi defibrillatori, in particolare per il centro storico: sono le risorse meglio spese dal Comune perchè servono a salvare vite”.

Defibrillatore

La manutenzione per ciascuno dei dispostiti salvavita ammonta a 90 euro all’anno: i defibrillatori donati al Comune sono posizionati in varie zone della città, dalla sede della polizia municipale, alle scuole elementari e medie, all’argine del fiume Po.

A breve verranno installati anche alcuni totem (i primi arriveranno in Piazza Cavalli e Piazzale Marconi) con defibrillatori dotati di telecontrollo che consentirà il monitoraggio in tempo reale dello strumento e la comunicazione con i servizi di emergenza.

“E’ fondamentale intervenire entro i primi 5-6 minuti dall’arresto cardiaco – ha sottolineato Ernesto Grillo di Progetto Vita -, in questi anni abbiamo investito molto non solo in defibrillatori ma anche sull’informazione e sulla formazione: con un gesto molto semplice si può salvare una vita”.

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