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Qualità della vita in Italia 2018: l’Emilia non ne esce bene

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Italia Oggi, in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma, ha realizzato anche quest’anno l’indagine sulla qualità della vita in Italia.

Le province del Nord-Est – La classifica vede le province del Nord –Est fare la parte del leone, con Bolzano e Trento rispettivamente al 1° e 2° posto, seguite da alcune province del Nord-Est quali Belluno, Pordenone e Treviso rispettivamente al 3°, 5° e 9° posto.

Dunque le regioni di frontiera, quelle del profondo Nord, tanto per essere chiari, sono quelle dove si vive meglio? Pare di sì. Per lo meno in alcune province pare che i cittadini siano contenti.

La situazione in Emilia Romagna – L’Emilia Romagna, a parte Parma che si posiziona al 6° posto – provincia che si è sempre considerata un’isola a parte nel contesto socio-economico della regione – e Reggio Emilia che si posiziona all’11° posto (era al 15°), non ne esce bene. La classifica infatti vede Modena al 17° posto (era al 14°), seguita da Piacenza al 28° (era al 20°), e, sorpresa, Ferrara e Bologna rispettivamente al 41° ed al 43° posto.

Ma come, l’Emilia Romagna, la regione del benessere, quella che produce poco meno del 10% del PIL nazionale, che nel 2017, in controtendenza con le altre regioni, è cresciuta dell’1,7%, con il turismo in crescita che rappresenta il 12% dell’economia regionale, non è considerata un luogo dove si vive bene?

Se consideriamo i nove elementi su cui si basa l’indagine, una risposta ce la possiamo dare.

La qualità della vita, infatti, è misurata in base ad affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.

Se è vero che abbiamo uno dei sistemi sanitari più eccellenti d’Europa, servizi scolastici efficienti, luoghi per il tempo libero che vanno dalle palestre, alle piscine, ai parchi ed alla vicinanza con colline e montagne, nonché un discreto rapporto con le istituzioni, ristoranti, cinema e teatri sempre pieni, è vero anche che nell’ultimo decennio la percezione degli emiliani è che il lavoro sia più precario, i redditi sempre meno adeguati al costo della vita e un significativo aumento della criminalità che ci rende più deboli e spaventati.

E’ il paragone con un passato di grande crescita e un tenore di vita superiore alle nostre reali possibilità che ci rende meno felici e sostanzialmente a disagio. Una regione, da sempre fedele ad una forza politica, che non è più considerata rappresentativa di quei valori che hanno fatto dell’Emilia Romagna parte della forza propulsiva del Paese, e che hanno di certo creato spaesamento, paura, incertezza.

L’incertezza del futuro, sia che riguardi il lavoro che l’agognata pensione, rafforza in modo significativo il disagio. Un disagio che non riguarda tutti ovviamente, altrimenti ci troveremmo ai posti più bassi della classifica, come Vibo Valentia, Catania e Napoli che si trovano rispettivamente al 110° (l’ultimo), al 109° ed al 108° posto.

Le province del Sud Italia – E’ proprio il Sud, “ca va sans dire”, che evidenzia il maggiore disagio sociale. Ma questo ce lo potevamo aspettare. Con un PIL che si assesta attorno al 15,5%, e che non riesce a crescere di un solo punto da diversi anni, con poche prospettive per il futuro, in un territorio violentato da sempre da soprusi sia da parte della malavita organizzata che da una politica arraffona e inconcludente, c’è poco da sperare.

Conclusione

Il dato a livello nazionale mostra un leggero miglioramento della qualità della vita in Italia. Oltre al già citato Nord-Est, sono anche le province del Centro Italia a fare un passo in avanti, a parte Roma che peggiora posizionandosi all’85° posto (era al 67°). Ancona con il 12°posto (era al 17°), Ascoli Piceno con il 16° (era al 32°) e Macerata con il 19° posto (era al 40°), ne sono un esempio.

Due casi che vanno presi in considerazione e che mettono in rilievo elementi contrastanti con la fotografia generale sono Matera e Torino, rispettivamente al 42° (prima città del Sud) ed al 78° posto in classifica.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

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