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“Rifiutato un bene confiscato alla mafia, cosa fa il Comune per la sicurezza?”

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Pubblichiamo la nota a firma del gruppo consiliare del Pd (Giorgia Buscarini, Stefano Cugini, Christian Fiazza, Giulia Piroli) in tema di sicurezza

IL TESTO – Avvalendosi dell’articolo 6 della lr 24/2003 il comune di Piacenza aveva sempre stipulato con la Regione accordi ad hoc sulla sicurezza urbana, siglando protocolli per attuare politiche di prevenzione integrata.

Ad oggi nulla è stato fatto in questo senso, nonostante il tema della sicurezza sia stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale del centro-destra.

A questo si aggiunge il diniego ingiustificato da parte dell’amministrazione alla opportunità offerta dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) di avvalersi di uno stabile confiscato alla Mafia sito in via Tibaldi 7, grazie a quanto previsto dalla lr 18/2016.

Spazi da adibire, per esempio, a soggetti fragili, quelli che di sicurezza avrebbero più bisogno. Ci sarebbe stata anche la possibilità di ristrutturare l’appartamento attraverso i fondi regionali messi a disposizione dal Testo Unico sulla Legalità. Opzione che non è stata minimamente presa in considerazione.

Quindi, ricapitolando, l’assessore Zandonella che parla della sicurezza come prioritaria per il nostro territorio, non sigla gli accordi sulla sicurezza urbana con la Regione; rifiuta un bene confiscato dalla Mafia; parla delle nuove telecamere in arrivo, per le quali sono stati stanziati 200mila euro, ma che sono frutto di azioni intraprese dal Governo precedente (si tratta infatti di risorse stanziate, per il triennio 2017 – 2019, sul fondo speciale previsto dall’art. 5, comma 2-ter, del D.L. n. 14/2017 – c.d. Decreto Minniti sulla sicurezza delle città), così come l’arrivo di 18 nuovi poliziotti in rinforzo alle volanti destinati a Piacenza il prossimo febbraio.

Elenco, che ha come fil rouge la sicurezza, a cui si aggiungono i nuovi strumenti forniti agli agenti di polizia locale, previsti dalla legge regionale approvata pochi mesi fa dall’Assemblea legislativa.

A questo punto si vorrebbe capire, al di là dei proclami, che cosa l’assessorato stia facendo di sua iniziativa per rendere Piacenza una città più sicura.

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