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Rifiuti, ok dei sindaci al piano finanziario Iren 2019. Le proteste della montagna

Gestione rifiuti, ok dei sindaci di Piacenza al piano finanziario Iren per il 2019, durante l’ultima assemblea Atersir presieduta da Giuseppe Sidoli.

Non sono mancate però le proteste dei primi cittadini di montagna, come Roberto Pasquali (Bobbio), Paolo Negri (Bettola) e Lodovico Albasi (Travo).

Se infatti i costi, su base provinciale, non aumentano se non in maniera molto contenuta, pari allo 0,16%, gli amministratori di località turistiche tornano a porre il problema dei picchi di raccolta di rifiuti segnalati durante l’estate.

Pasquali parla in maniera esplicita di un “contributo di solidarietà” a compensazione nel periodo estivo, soprattutto considerato l’afflusso di turisti in Trebbia. “Turisti che vengono da fuori, sporcano, e non fanno acquisti in paese” sottolinea Pasquali.

Il primo cittadino della Valtrebbia sollecita anche maggiori controlli, per accertare violazioni. “Lo sapete quanti ispettori ambientali abbiamo, in 46 Comuni? Solo due”.

“Nel nostro Comune, a Travo, pur essendo aumentata la percentuale di raccolta differenziata, è aumentata (del 3,72% rispetto al 2018, ndr) anche la tariffa dei rifiuti. Cosa difficile da spiegare ai cittadini” aggiunge Albasi.

Complessivamente, si diceva, l’aumento su base provinciale resta quasi invariato, per il 2019, con un introito complessivo pari a 39 milioni e 220 mila euro. Cosa resa possibile, è stato spiegato durante l’assemblea, dalla riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti nell’impianto di incenerimento e dell’invarianza degli altri prezzi da listino.

Sul fronte degli investimenti, nel 2019 ne verranno stanziati 2 milioni e 373mila euro, riguardanti in gran parte mezzi per la raccolta e lo spazzamento delle strade.

Il direttore di Atersir Emilia Romagna Vito Belladonna invece ha fornito un aggiornamento sulla gara per l’individuazione del nuovo gestore del servizio rifiuti: come già accaduto a Parma, anche a Piacenza la questione si è arenata nelle secche di un ricorso “incrociato” tra due partecipanti, e pertanto si è in attesa del pronunciamento del Tar.

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