Bergonzi con Zingaretti: “Puntare a un modello alternativo ai populismi”

“Il dibattito congressuale non può esaurirsi in un giudizio postumo sull’operato delle segreterie passate, né tanto meno sull’azione degli ultimi governi Pd, il suo compito è quello di formulare risposte credibili al fallimentare modello di governo populista-sovranista gialloverde, costruendo una piattaforma sociale ed economica alternativa.”

Con queste premesse un nutrito gruppo di sindaci, segretari Pd ed esponenti bolognesi ed emiliani, fra cui l’onorevole Gianluca Benamati e l’ex deputato piacentino Marco Bergonzi, si schiera in occasione del congresso Pd a sostegno della mozione congressuale presentata da Nicola Zingaretti, e allo stesso tempo si fa portatore di una richiesta di impegno per sua la candidatura a segretario.

La proposta del governatore del Lazio appare secondo i firmatari la più indicata per un partito che oggi più che mai sente il bisogno di confermare la sua vocazione di “casa comune e amalgama delle migliori tradizioni riformiste”, e deve evitare ogni dannoso “ritorno al passato”, che riporti “a modelli organizzativi e a una fisionomia politica superati”.

La mozione – questa la posizione dei firmatari – può incanalare il Partito Democratico verso il rinnovamento, inducendolo a interpretare “la sua vocazione maggioritaria non come corsa solitaria, ma come capacità di essere solido cemento di un fronte riformatore di centrosinistra”. Sulla scia di questa proposta, il Congresso che con le Primarie del 3 marzo porterà alla scelta del nuovo Segretario può diventare l’occasione per “un libero, vero e sostanziale confronto di idee”.

“I questi giorni non si discute solo del futuro del Pd, ma di quello dell’intero Paese, un Paese che è riuscito a uscire dalla crisi economica globale grazie al lavoro svolto dal Partito Democratico, chiamato dal 2011 al 2018 a guidarlo nella fase più drammatica della recessione. Sono stati anni difficili, ma durante i quali, grazie all’impegno e al lavoro svolto, si è riusciti a rimettere sul cammino della ripresa un’Italia che era in ginocchio. I frutti positivi di quegli anni di governo si vanno però rapidamente perdendo sotto i colpi del governo gialloverde, che, in ultimo, ha varato una Legge di Bilancio sconclusionata e dannosa, che potrebbe riportare l’Italia in recessione.

Oggi, dobbiamo essere in grado di scrivere una pagina nuova per il futuro del Pd e del Paese. Serve dunque un progetto che punti sui temi del lavoro, dell’equità sociale, dell’Europa, della sicurezza, dell’accoglienza e dell’ambiente, temi che devono costituire anche l’ossatura del piano di rilancio del Pd.”

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