Carmine, il sindaco a Italia Nostra “Osservazioni tardive, progetto già noto”

Il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, risponde alle critiche mosse da Italia Nostra in merito alla chiesa dell’Ex Carmine.

Si tratta di osservazioni tardive, fa presente Barbieri, in quanto il progetto, già comprensivo di alcuni dettagli come quello della pensilina ora contestato da Italia Nostra, è stato più volte presentato in iniziative di carattere pubblico.

Ecco il testo integrale

Ho avuto modo di leggere la lettera aperta a me indirizzata da Italia Nostra in merito al progetto di recupero dell’ex Chiesa del Carmine, che è attualmente in fase realizzativa e che promette di consegnare alla città e ai piacentini uno spazio prestigioso e funzionale, che sarà un ponte aperto verso il futuro.

Come è stato più volte sottolineato, il progetto definitivo di recupero è stato autorizzato dalla Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza già il 9 maggio del 2016 con successivo nulla osta al progetto esecutivo in data 30 settembre dello stesso anno.

E’ ovvio che sensibilità e gusti personali diversi ci portano ad avere opinioni differenti e, per questo, non voglio entrare nel merito degli sferzanti giudizi critici che Italia Nostra, pur immagino con spirito collaborativo, rivolge alla cosidetta “pensilina”, da sempre inclusa nel progetto di recupero.

Spiace però rilevare come queste considerazioni, con la relativa richiesta di sospendere il cantiere, giungano soltanto ora e non nelle diverse occasioni in cui lo stesso progetto esecutivo è stato presentato alla città.

Solo per citare alcuni appuntamenti al riguardo, ricordo come l’amministrazione comunale che ci ha preceduto – e che ha approvato il progetto – abbia organizzato tra il dicembre 2016 e il gennaio 2017 una mostra in Cappella Ducale dal titolo “Come il Carmine verrà restituito alla città”, la cui locandina di presentazione riportava addirittura un rendering del soppalco al centro ora degli strali anche di Italia Nostra.

A seguire, l’attuale amministrazione ha presentato a più riprese pubblicamente e tramite mezzi di informazione locale il progetto esecutivo di recupero, comprensivo di disegni e rendering degli spazi interni. Pur sulla carta, i cittadini hanno quindi avuto in questi anni diverse occasioni per rendersi conto di quanto si sarebbe realizzato e si realizzerà nell’ex Chiesa del Carmine, anche coloro che oggi così puntualmente, ma tardivamente criticano l’intervento, non avendo detto nulla in questi anni.

Ciò rilevato, sono molto più interessata a che i lavori di recupero siano completati nei tempi e modi previsti, in modo che venga riconsegnata alla fruizione della città uno spazio funzionale di grande valore, da troppo tempo abbandonato a sé stesso, che sono certa i piacentini sapranno apprezzare.

L’AMMINISTRAZIONE: “SARA’ SPAZIO DI TUTTA LA CITTA'” – “La realizzazione del soppalco, prevista e approvata dalla precedente Amministrazione nell’ambito della riqualificazione della ex chiesa del Carmine, è strettamente correlata alla futura destinazione d’uso del complesso come laboratorio aperto e spazio polivalente a servizio della comunità piacentina”.

“Come ogni altro aspetto progettuale dell’intervento di recupero, anche questo è stato sottoposto all’attenzione della Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza, nel pieno rispetto delle normative a tutela di un bene storico che è patrimonio della collettività”.

La precisazione arriva dall’assessore ai Lavori Pubblici Marco Tassi che, mettendo l’accento “sull’impegno dell’Amministrazione comunale per valorizzare la struttura e restituirla alla fruizione della cittadinanza”, specifica che il progetto definitivo per il recupero del Carmine è stato autorizzato dalla Soprintendenza il 9 maggio 2016, con successivo nulla osta per il progetto esecutivo rilasciato il 30 settembre dello stesso anno.

La struttura del soppalco – finalizzata alla realizzazione degli spazi richiesti nelle linee guida approvate dalla Giunta regionale nel 2015, per l’attuazione del programma di finanziamento – è permanente.

“Colgo l’occasione per ricordare – aggiunge il vice sindaco Elena Baio, che nei giorni scorsi ha ufficialmente presentato i gestori del laboratorio aperto – che le funzioni cui sarà destinato questo splendido edificio sono ancora in fase di definizione”.

“Rinnovo quindi l’appello affinché tutti coloro che sono interessati avanzino le loro idee e proposte in tema di innovazione, mobilità sostenibile e logistica intelligente, per costruire un utilizzo il più condiviso possibile. La gestione del laboratorio aperto è stata affidata a due realtà prestigiose e riconosciute anche per la loro esperienza a livello internazionale, Fondazione Brodolini e MBS, il cui piano economico-finanziario per il Carmine prevede nei prossimi otto anni un fatturato di circa 3 milioni e mezzo di euro, di cui solo 180 mila euro a carico del Comune”.

“Ciò che conta – conclude l’assessore Baio – è che Piacenza avrà a disposizione, entro la fine dell’anno, un contenitore di rara bellezza nel quale potranno trovare sede le attività più varie: dai servizi per i pendolari a corsi di formazione e alfabetizzazione digitale, da sportello e vetrina di accoglienza per i turisti, in un contesto strategico come quello di piazza Cittadella, a spazi per il co-working e la consegna di acquisti on line, senza dimenticare le potenzialità come cornice di mostre ed eventi culturali”.

Con la collaborazione di tutti, il recupero del Carmine potrà portare un effettivo valore aggiunto alla città: per questo, spero vivamente che i contributi propositivi prevalgano sulle critiche aprioristiche, aspettando l’apertura per esprimere giudizi”.

 

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