Coldiretti “Basta incidenti causati da animali selvatici. Piano di abbattimento straordinario”

L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città.

E’ quanto afferma la Coldiretti Piacenza nel commentare il gravissimo incidente stradale sull’autostrada A1 in carreggiata Sud, tra Lodi e Casalpusterlengo con un tamponamento a catena per un gruppo di cinghiali che ha attraversato la carreggiata e causato una vittima e dieci feriti, tra cui 3 bambini.

“Si tratta – afferma Giovanni Luigi Cremonesi, direttore di Coldiretti Piacenza – di un problema più volte denunciato anche nel Piacentino, dove l’ultimo incidente provocato da un cinghiale risale alla notte di San Silvestro a Borgonovo. Da tempo sosteniamo la necessità di intervenire. Oltre agli ingenti danni causati alle produzioni agricole, c’è innanzitutto la necessità di tutelare la sicurezza delle persone. Quanto accaduto sull’A1 a pochi chilometri dalla nostra provincia è una triste conferma della pericolosità di questi animali, il cui attraversamento ha causato l’incidente che ha coinvolto tre auto, provocando la morte di un 28enne e il ferimento di dieci persone tra cui cinque minorenni”.

Negli ultimi dieci anni – secondo le stime della Coldiretti – il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato.

La sicurezza nelle aree rurali e urbane – denuncia la Coldiretti – è a rischio per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati, strade ed anche autostrade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all’anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime.

Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato – continua la Coldiretti – un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora – conclude la Coldiretti – non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi.

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