Il commercio secondo il M5s: “Chiusure domenicali per gli iper, esclusi i centri storici”

“Orari negozi arriva la svolta per frenare le folli liberalizzazioni selvagge del Governo Monti votate da Pd e Forza Italia”.

Lo affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli, Maria Laura Mantovani e Gabriele Lanzi, che annunciano l’accordo con la Lega per una legge.

“La nuova legge frutto dell’accordo di maggioranza a Roma tra Movimento 5 Stelle e Lega una volta approvata ed entrata in vigore dal 2020 – fanno notare – cambierà il commercio piacentino mettendo un freno allo strapotere di quei centri commerciali che hanno “strozzato” il centro storico di Piacenza e in generale il piccolo commercio obbligando molti giovani a turni domenicali”.

“La nuova legge – spiegano – prevede la chiusura nelle 12 festività nazionali (laiche e religiose) con massimo 4 derogabili a scelta dalle Regioni. Inoltre, sempre con calendario deciso dalle Regioni, saranno 26 le aperture massime domenicali, quindi solo due domeniche su 4 ogni mese”.

“Per i centri storici, quindi anche quello di Piacenza e tutti i centri storici dei nostri Comuni definiti dai piani regolatori ci sarà la deroga e lo stesso varrà per i piccoli negozi di vicinato e le zone turistiche” – dichiarano i parlamentari.

“Si tratta di un testo sul quale abbiamo da sempre dato massima attenzione e impegno sin dalla scorsa legislatura, per giungere alla migliore soluzione possibile e condivisa. È una battaglia storica del Movimento che ha iniziato già a partire dalla scorsa legislatura nel Parlamento e nel 2011 in Regione, e che nasce da un principio a noi tutti caro che pone al centro la dignità delle persone prima di qualsiasi forma di guadagno e tutelare i piccoli commercianti”.

“Le Regioni avranno quindi la possibilità di definire un piano triennale di aperture d’intesa con enti locali e associazioni di categoria. I vantaggi sono diversi: Su un totale di 52 domeniche infatti, prevediamo che gli esercizi commerciali possano decidere di tenere aperto per un massimo di 26 giorni, in base alle esigenze e ai picchi di afflusso, come il periodo dei saldi.

“I lavoratori dei negozi dei centri commerciali quindi al massimo lavoreranno due domeniche su quattro. Delle 12 festività invece, sono 4 i giorni al massimo in cui si potrà tenere aperto, mentre nei restanti giorni tutti i lavoratori potranno godersi le feste in famiglia. Si potrà così garantire e ridare valore al tempo familiare ed il tempo libero per tutti, garantendo ai lavoratori e ai commercianti una qualità di vita migliore”.

I piccoli commercianti, come quelli del centro storico di Piacenza potranno organizzare come meglio credono le loro giornate e competere ad armi pari con i centri commerciali. Sono previste, tra l’altro, anche delle salate sanzioni pecuniarie per chi non rispetterà le regole stabilite con la possibilità poi di riutilizzare tali fondi per il compimento di opere utili alla comunità” – spiegano i parlamentari pentastellati.

“Chiunque violerà le disposizioni – proseguono – sarà punito con sanzioni amministrative da euro 10mila a 60mila e in caso di recidività la sanzione verrà raddoppiata. Sarà prevista anche la sospensione per non più di 5 giorni in caso di particolare gravità e nel caso la violazione venga ripetuta nello stesso anno. I proventi delle sanzioni sono destinati al contrasto dell’abusivismo commerciale e ad azioni di promozione del decoro urbano”.

“A fronte della nuova normativa ci saranno dei passi successivi che riguardano la regolamentazione dell’e-commerce e i contratti dei lavoratori che dovrebbero avere una revisione anche a fronte nel nuovo scenario” – precisano i parlamentari, spigando che su questa parte legislativa “si dovrà intervenire per competenze con altri provvedimenti legislativi e di governo”.

“Per i centri storici, pensiamo ad esempio a quello di Piacenza questo sarà un vantaggio perché non subirà più la concorrenza domenicale della grande distribuzione e centri commerciali sorti come funghi negli ultimi decenni. Queste attività e gli esercizi di vicinato sono, infatti, esentati dall’applicazione di questa norma”.

“Il cambiamento – concludono – interesserà solo i negozi fuori dal centro che dovranno ora seguire il calendario delle chiusure”.

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