Quantcast

Le Rubriche di PiacenzaSera - UniCatt

Distretto di Ponente, servizi a disabili e minori “Necessari standard di riferimento comuni”

Servizi frammentati e che troppo spesso non dialogano, ma al contempo ferma volontà di dare risalto alle singole peculiarità di ogni territorio.

Sono questi i principali elementi di criticità emersi dalla ricerca – riferita al periodo 2016-17 – condotta in sinergia dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza e il Distretto socio sanitario di Ponente, volta allo studio dello stato attuale dei servizi sociosanitari  erogati a minori e disabili dei comuni distrettuali, e congiuntamente all’elaborazione di piani futuri per promuovere forme di integrazione e coordinamento capaci di rafforzare le organizzazioni che operano sul territorio.

Presentata nella mattinata del 31 gennaio in Cattolica, la ricerca si è focalizzata quindi sul funzionamento e le necessità dei servizi destinati ai minori e disabili, nel territorio che va da Castel San Giovanni, alla Val Tidone, alla Val Trebbia fino alla Val Luretta, in modo da migliorarne l’accessibilità e l’efficacia.

“Il seminario di oggi ha l’obiettivo di restituire i risultati delle analisi compiute in questi mesi – ha commentato il professore Emanuele Vendramini, che ha seguito per Economia il percorso di tutorship che ha coinvolto Asp Azalea, AUSL di Piacenza, ufficio di piano del distretto, referenti dei gestori dei servizi e sindaci  – “facendo vedere che inevitabilmente esistono situazioni di eterogeneità, per via dei contesti differenti tra i comuni.

“Questa eterogeneità però” – ha aggiunto – “può rappresentare una sfida per un miglioramento continuo, in modo da creare per tutti i cittadini omogeneità – pur nella diversità –  ed offrire standard di riferimento comuni a tutti. Si tratta di un primo passo nell’ottica di un continuo miglioramento verso il nostro obiettivo che è il 2020“.

Giuseppe Magistrali, da dicembre 2018 nuovo direttore del Distretto di Ponente, ha voluto evidenziare come “ci si stia già preparando per  il “secondo tempo “di questo percorso, che si è connotato per essere un laboratorio e un officina, fatta anche di emozioni ed arte, e che nel miglioramento dei servizi socio – sanitari abbina quindi una dimensione etica ma anche estetica”.

“Orientare i nostri servizi è fondamentale per rispondere ai crescenti e legittimi bisogni sociali che altrimenti rischiano di non emergere” – ha aggiunto” – Ci sono però, per proseguire, alcune condizioni fondamentali: è necessaria la dimensione unitaria del sistema, in quanto in questo modo si dà forza, equità, omogeneità – non dimenticando però al contempo le peculiarità dei singoli territori – la seconda condizione fondamentale è quella che deve insistere sul lavoro sinergico di tecnici, amministrazione, e società civile; infine non bisogna fare l’errore di cancellare ciò che nel sistema già c’è e funziona. Innovazione e tenuta sono infatti due facce della stessa medaglia“.

I dati sui servizi per i disabili sono stati presentati da Stefania Bellani, sindaco di Gossolengo, che ha evidenziato ancora una volta come il “lavoro condiviso tra i diversi enti debba essere alla base. E’ importante per il futuro anche ridefinire servizi e funzioni in un linguaggio comune, rafforzando in particolare i servizi per l’accesso, e  andando a creare un coordinamento organizzativo per la disabilità, oltre che un sistema più omogeneo in termini di servizi per la disabilità”.

Necessità condivise anche con l’area dei servizi destinati ai minori, le cui attività sono state presentate nel report di Lucia Mazzocchi, dell'”Unione dei comuni di alta val Trebbia”, ma anche da Maria Grazie Veneziani di Asp Azelea “E’ necessario creare percorsi integrati che siano patrimonio di tutto il territorio – hanno commentato – “puntando sul dialogo, la condivisione e la formazione professionale omogenea”.

“Tutti noi operatori dobbiamo ritrovare in noi stessi la bellezza e la creatività per migliorare i nostri servizi” – ha infine sottolineato Silvia Castagna, dell’Ufficio di Piano distretto di Ponente – “Mettendo quindi nuova energia e creatività al servizio di questa riorganizzazione, in modo tale da creare servizi non impermeabili, bensì di prossimità e che siano vicino alle persone. Solo dove c’è volontà di conoscenza si possono effettuare dei cambiamenti”.

Al termine della presentazione della ricerca si è tenuta una prima tavola rotonda – coordinata da Costanza Ceda, direttore sociale Ausl Piacenza – sui temi emersi durante la mattinata con tutti i sindaci del Distretto di Ponente presenti.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.