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“Estirpare la bestia nel cuore dell’uomo” A 74 anni dall’eccidio di Rio Farnese

“C’è un compito dello Stato e c’è un compito della politica (…), perché c’è sempre una bestia nel cuore dell’uomo ed è compito della politica estirparla”.

E’ l’esortazione lanciata domenica 13 gennaio dall’onorevole Pier Luigi Bersani, oratore ufficiale alla commemorazione dell’eccidio nazifascista avvenuto a Rio Farnese (Bettola) il 12 gennaio 1945, che costò la vita a 21 giovani barbaramente trucidati.

Piacentini, cremonesi, comaschi, di Sondrio, di Salerno, di Cagliari, poche manciate di giovani che rappresentavano l’Italia. Di altri l’identità è rimasta ignota; come è triste la storia quando l’identità degli esseri umani è annullata per mano di altri umani.

“Come fa un uomo – si è chiesto continuando l”intervento Bersani – a sparare freddamente alla testa di un altro uomo un colpo di pistola, e lo fa 21 volte, e come fa un uomo a programmare a tavolino i campi di sterminio”.

La commemorazione dell'eccidio di Rio Farnese

Parole dure che incidono la memoria, mai abbastanza dure per esprimere le atrocità compiute durante la lotta di Liberazione.

La cerimonia, promossa dall’Anpi provinciale di Piacenza rappresentata dal presidente Stefano Pronti, in collaborazione con il Comune di Bettola, ha avuto un folto seguito: parenti dei caduti, sindaci di enti locali della Valnure, il presidente del consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso, rappresentanti di sezioni dell’associazione di partigiani, alcuni giovani della scuola media Enrico Fermi di Bettola con le loro insegnanti.

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La commemorazione dell'eccidio di Rio Farnese

Proprio ai giovanissimi ha voluto lasciare il suo messaggio il sindaco Paolo Negri “ai quali noi, la generazione che ha conosciuto i protagonisti di quella fase storica durissima – intendendo i 20 mesi della Resistenza che cancellarono la dittatura del fascismo e l’oppressione nazista -, consegniamo il testimone per continuare la difesa della libertà e della democrazia”.

La seconda ragione con la quale ha voluto connotare il ricordo, ha continuato il sindaco Negri “è che in questo modo noi onoriamo la Costituzione italiana, quella carta dei diritti nata dal sacrificio di molti, anche dei giovani che qui hanno perso la vita”.

La commemorazione dell'eccidio di Rio Farnese

Commoventi le frasi elaborate da alcune ragazze della scuola media che hanno concluso la cerimonia sulle note del Silenzio.

E’ seguita, al cimitero di San Giovanni, l’inaugurazione del dipinto di Walter Lusardi, posto nella cappella ove sono custodite le spoglie dei partigiani trucidati a Rio Farnese, dei due fratelli bettolesi Antonio e Gian Maria Molinari e di altri combattenti uccisi sul territorio comunale.

Con il presidente dell’Anpi provinciale, Stefano Pronti è intervenuto Mario Spezia, presidente nazionale dell’Associazione dei partigiani cristiani “che hanno combattuto insieme a tanti di altri schieramenti politici, ma accomunati da due valori fondanti la nostra Costituzione: libertà e democrazia, che sono diritti universali”.

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