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“Il film più spaventoso” di Hitchcock: stasera “Gli Uccelli” al Jolly2

“Il film più spaventoso che io abbia mai girato”. Con queste parole nel 1963 Alfred Hitchcock presentava al pubblico il suo film “Gli Uccelli”. A più di 50 anni di distanza il capolavoro del maestro del brivido ritorna sul grande schermo in edizione restaurata grazie alla cineteca di Bologna, nell’ambito del progetto “Cinema ritrovato”.

L’appuntamento è stasera alle 21:30, presso il cinema Jolly 2 di San Nicolò (Piacenza).

È stata la cinquantesima pellicola di Hitchcock- genio assoluto del cinema e maestro spirituale di tutti i registi della Nouvelle Vague e della New Hollywood- e ha lasciato milioni di spettatori affascinati, turbati, incantati dall’ineguagliabile capacità del maestro di spingere al massimo le enormi potenzialità narrative e creative del cinema nel fare emergere paure, conflitti interiori, angosce, misteri dell’animo.

Si tratta di un un Hitchcock che utilizza le forme dell’arte pop con consapevolezza e ironia feroce, piegando la loro potenza grafica alla propria cupa visione della condizione umana.
Gli uccelli è infatti uno splendido esempio di cinema virtuoso, specie per quel che riguarda la messinscena e gli effetti speciali. Il ritmo del film è frutto innanzitutto del comportamento dei volati,imitato anche dalla struttura del racconto: attacco, ritirata, raggruppamento per un nuovo attacco.
Per la prima volta viene rappresentato il confronto fra esseri umani e animali, in un teatro d’azione fatto di strade, paesaggi e spazi interni, dove entrambe le specie diventano attori e protagonisti.

Film definibile in un certo qual modo “ambientalista” l’azione stessa dei volatili non viene propriamente guidata, ma piuttosto è la macchina da presa a sfruttare i movimenti stessi dello stormo, veicolando in maniera discreta il volo in picchiata su di uno spazio che da umano diventa non luogo: non umano, non urbano, non vegetale; un altro mondo all’interno del quale non è detto che l’uomo ci dovrà far parte.

Per tutti coloro, che ricordanano “Gli Uccelli” come del più terrificante dei film, questa edizione restaurata del capolavoro di Hitchcock è imperdibile. L’ingannevole azzurro di Bodega Bay, i bagliori platino della chioma di Tippi Hedren, il pentagramma stridulo di quelle ali nere, sempre più numerose, sempre più minacciose; e poi solo loro, gli uccelli, divenuti l’unica cosa visibile, l’unica pensabile, l’unico destino.

È così che il “Cinema ritrovato” permetterà anche alle nuove generazioni di immergersi, per una sera, all’interno di quella che il critico americano Jonathan Rosenbaum ha definito “smisurata fantasia apocalittica”, di cui Hitchcock si nutriva scavando in fondo alle ossessioni di un inconscio ricco di fascino, azione, adrenalina e naturalismo esoterico.
Un film senza precedenti e senza eguali, che ha influenzato tutto il cinema dei decenni a venire.

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