Giornata della Memoria: la cerimonia e la medaglia ai familiari di un deportato fotogallery

Giorno della memoria, cerimonia istituzionale e consegna delle medaglie a Piacenza.

Nella mattinata del 27 gennaio – presso il Giardino della Memoria dello stradone Farnese – la cerimonia istituzionale di commemorazione delle vittime della Shoah.

Il prefetto Maurizio Falco ha consegnato la medaglia d’onore – concesse ai cittadini italiani militari e civili deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale – ai familiari di Omero Quarati, pittore ed insegnante nato ad Alessandria, che ha vissuto gran parte della sua vita in Val Nure.

Presenti la vedova di Omero Quarati, le figlie Elisa e Silvia con i figli.

Morto nel 1995, Quarati fu rinchiuso nel 1943 nel campo di concentramento di Strasshof in Austria, dal quale riuscì a fuggire per poi continuare la lotta partigiana in Italia.

“Si commemora una pagina inumana della nostra storia” – ha commentato il vicesindaco Elena Baio – “vorrei complimentarmi con gli studenti e i giovani che oggi, nonostante sia domenica, si sono alzati presto e sono qui con noi. La memoria storica è infatti importante per i ragazzi, affinchè la Shoah – così come tutti i genocidi che hanno segnato gli ultimi 100 anni della storia umana –  non avvengano più in futuro”.

“La memoria e il ricordo sono strumenti non certo da utilizzare per rinfocolare vendette o rimisurare le colpe, ma per insegnare a non ripetere più incredibili errori di cui l’umanità si è macchiata, e che al tempo venivano presentate come azioni politiche giuste” – ha evidenziato nel suo intervento il prefetto Falco – “Seppur costellata da tali e continue contraddizioni, e capovolgimenti delle sorti tra vittime e carnefici, tutta l’esperienza umana non smette di comunicare che la base delle società democratiche è il rifiuto senza se e senza ma della violenza e della sopraffazione come strumento di potere”.

“Se sapremo sommare” – ha concluso –  “e non speculativamente contrapporre i fatti e i naturali sentimenti di pietà e solidarietà universale dovuti verso tutte le vittime del passato – come facciamo oggi, ma a maggior ragione verso tutti i diseredati e gli esclusi del nostro tempo- avremo esercitato nel modo migliore il diritto – dovere del ricordare, e potremo rafforzare il progetto della democrazia con maggiore dignità.

“Questo può avvenire solo attraverso il collante sociale della fiducia reciproca, che chiama tutti a guardare a un futuro con meno ombre, anche se pure talvolta ancora oggi, in certe occasioni, sembrano ancora addensarsi al nostro orizzonte”.

Alla cerimonia era presente a rappresentanza delle istituzioni piacentine anche il vicepresidente della Provincia Sergio Bursi, insieme alle diverse autorità civili e militari, Anpi e associazioni combattentistiche.

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