Giovanili Pro, l’appello dei genitori: “Lasciate liberi i ragazzi di trovare un’altra squadra”

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Nonostante il clima surreale intorno alla società sono ripresi gli allenamenti del Pro Piacenza, che pare intenzionato a tornare in campo al rientro dalla sosta di campionato (il 20 gennaio contro l’Alessandria).

Per il club i bonus sportivi sono finiti: al prossimo forfait i rossoneri saranno esclusi dal campionato. Al Siboni, sotto la guida del tecnico Maspero, un gruppo di ragazzi della Berretti ai quali si aggiungono tre-quattro “reduci” della rosa della prima squadra.

I macigni sulle spalle della società, con Pannella uomo solo al comando, sono sempre più pesanti e i tempi per liberarsene sempre più stretti, dal nodo fideiussione, ai creditori, all’impianto in cui giocare causa gli arretrati da saldare al Piacenza per l’utilizzo del Garilli (si era parlato di giocare a Santarcangelo, ma l’ipotesi non sarebbe praticabile).

GIOVANILI – Vi è poi tutto il discorso del patrimonio sportivo rappresentato dalle squadre giovanili, la cui attività sportiva si è fermata, rimaste di fatto prive di allenatori oltre che degli stessi calciatori.

Tanti (circa un centinaio) si trovano loro malgrado in una sorta di limbo, come ci hanno raccontato alcuni genitori che hanno contattato la nostra redazione. Ragazzi, giovani e giovanissimi, con in mano un nulla osta che consente loro di allenarsi con altre formazioni ma che di fatto restano tesserati per il Pro Piacenza.

“Chiediamo che venga concesso loro il prestito o il trasferimento in altre società” – l’appello dei genitori, che lamentano l’impossibilità di avere un contatto con il presidente Pannella. In caso contrario, solo con il fallimento o la radiazione della società i ragazzi si potrebbero “liberare”.

Foto propiacenza.it

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