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La Giornata Mondiale della Gioventù arriva fino in Karamoja

L’entusiasmo per la Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà il 26 di questo mese a Panama, si è propagato in tutto il mondo, senza trascurare nemmeno le zone più lontane e povere, come il Karamoja, regione del nord dell’Uganda.

Lì, da più di 45 anni, la ONG piacentina Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo opera per portare uno sviluppo sostenibile e reale alla popolazione, attraverso la perforazione di pozzi, i progetti socio-educativi e quelli di sviluppo rurale.

Fra le sue tante attività, l’associazione gestisce a Moroto, capoluogo della regione, in stretta collaborazione con la Chiesa locale, un importante centro giovanile, intitolato alla memoria del fondatore don Vittorio Pastori e dove ogni pomeriggio affluiscono dai 300 ai 400 giovani.

Proprio nel centro giovanile la guida spirituale del Movimento, don Sandro De Angeli, organizzerà, come ormai da tradizione, l’evento della GMG in contemporanea con quello di Panama. La volontà è quella di dare ai giovani del Karamoja l’opportunità di “partecipare” a questo raduno mondiale, promuovendo un momento di forte spiritualità e di riflessione che inizierà martedì 22 gennaio e terminerà domenica 27 con la celebrazione della Santa Messa.

Nella giornata di sabato i ragazzi in rappresentanza delle parrocchie dei sette distretti del Karamoja parteciperanno a un pellegrinaggio a piedi al Santuario mariano di Lorengedwat.

Per tutto il periodo della “GMG in Karamoja” i ragazzi saranno ospitati presso lo “Youth Centre”, dove si organizzeranno gruppi l’approfondimento e la rappresentazione teatrale di alcuni momenti significativi della vita della Madonna come l’Annunciazione, la visita ad Elisabetta e la veglia sotto la croce di Gesù.

Ai giovani verrà poi proposta la lettura del messaggio di Papa Francesco per la GMG e, guidati da don Sandro, i giovani rifletteranno e si confronteranno sui temi principali della Giornata Mondiale.

“Portare un messaggio di condivisione e di speranza anche in uno dei luoghi più sperduti del Sud del Mondo è un gesto di grandissima importanza”, spiega il direttore di Africa Mission Carlo Ruspantini.

Proprio nei paesi in via di sviluppo infatti vive la maggioranza della popolazione giovane a livello globale e la Chiesa deve continuare a essere ambasciatrice di un messaggio di Solidarietà, Fratellanza e Umanità, ripudiando la retorica dei muri e del filo spinato che sembra dominare il ricco Nord.

“Ma soprattutto – continua Ruspantini – è importante che la comunicazione sia a doppio senso e che la voce dei giovani dell’Africa, gioiosa e ricca di speranza nel futuro, arrivi ai loro coetanei del “nord del mondo”, per aiutarli a capire che saranno i ponti e non i muri a garantire agli uomini una vita più umana e degna di essere vissuta”.

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