Licenziamenti alla Gls, il presidio dell’Usb: “Lavoratori colpiti per aver denunciato irregolarità” foto

Licenziamenti e sospensioni alla Gls: i facchini di Usb Piacenza si sono riuniti nella mattinata del 30 gennaio davanti alla Prefettura per protestare contro le recenti lettere di sospensione e licenziamento fatte pervenire a 38 lavoratori dell’hub piacentino.

Come spiegava la nota diffusa nelle scorse ore dall’Usb, delle 38 lettere, 32 erano relative a licenziamenti, mentre le altre 6 a sospensioni.

VIDEO – IL PRESIDIO DELL’USB DAVANTI ALLA PREFETTURA

“Negli anni abbiamo denunciato diverse irregolarità – ha commentato in occasione del presidio Riad Zaghdane dell’Usb – ed oggi i lavoratori si trovano senza lavoro solo perché hanno preteso che dentro il magazzino della Gls ci sia un clima diverso e di lavoro normale e ordinario. Questi lavoratori sono stati colpiti solo per aver denunciato questa situazione”.

Quello di stamattina secondo quanto affermato da dal sindacato è solo il primo passo di una serie di percorsi di mobilitazione che proseguirà con gli attivi dei delegati (venerdì a Milano) e lo sciopero nazionale della logistica.

La nota di Tommaso Foti (FdI) sul rischio chiusura della sede Gls a Piacenza  – “Da mesi denuncio gli atti di violenza che stanno inducendo diverse attività della logistica piacentina a ridimensionarsi oppure a chiudere” è l’allarmato giudizio di Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha rivolto una interrogazione ai ministri Salvini e Di Maio.

“L’impossibilità di ottenere il rispetto dei più elementari principi contrattuali – rimarca Foti – è fonte di pesanti perdite per le aziende del settore. Occorre scongiurare con ogni mezzo la fuga della logistica da Piacenza, ed il relativo disastro che ne conseguirebbe per l’economia del nostro territorio”.

Per il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni la situazione è grave: “Se un’azienda del calibro di Gls – sottolinea Foti – si appresta a chiudere i battenti, non vi sarebbe da sorprendersi se altri decidessero di seguirne le orme. E’ infatti del tutto intollerabile che il susseguirsi degli scioperi, l’assenteismo cronico, nonché le continue risse tra lavorati di sigle sindacali tra loro avversarie, rendano impossibile la normale organizzazione del lavoro”.

I numeri, come riporta nell’interrogazione il deputato di Fratelli d’Italia, sono infatti desolanti: “Gls ha registrato mancati incassi per 3,8 milioni di euro nel solo 2018. Il susseguirsi degli incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico – chiosa Foti con rammarico – non ha prodotto quell’auspicato clima di serenità che è indispensabile al lavoro”.

“Non è accettabile – scrive il parlamentare al Governo – che pochi facinorosi facenti capo a Si Cobas e Usb possano minare uno dei settori più importanti del nostro territorio. Un ritorno alla legalità non è altrimenti rimandabile”.

Per Foti il da farsi è ben chiaro: “Serve un deciso intervento da parte delle Forze dell’Ordine, il Ministero dell’Interno valuti quindi di disporre l’invio di personale aggiuntivo da destinare a Piacenza. Quanto al Ministero dello Sviluppo Economico – è l’invito del parlamentare piacentino – faccia quanto in suo potere per scongiurare la chiusura dello stabilimento di GLS, eventualità le cui conseguenze sarebbero incalcolabili”.

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