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Limiti alle Sale Slot “Solo tre comuni rispondono, da Piacenza chiarimento parziale” foto

Lotta al gioco d’azzardo, i comuni di Piacenza “assenti” ingiustificati. E’ quanto evidenziato dal presidente dell’Acli Piacenza (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) Roberto Agosti in occasione della presentazione della seconda edizione del progetto di prevenzione nelle scuole “Il Gioco che non è Gioco“.

Agosti aveva infatti recentemente mandato una lettera aperta ai Comuni della provincia, chiedendo alle Amministrazioni a che punto fossero nel processo di adeguamento alle nuove norme regionali (emesse a giugno 2017 e teoricamente da rendere effettive entro 6 mesi) in materia di divieti e limiti alle sale scommesse e all’installazione di nuovi apparecchi.

“La normativa prevedeva che le sale slot fossero chiuse o spostate a più di 500 metri dai luoghi sensibili” – ha spiegato – “ciò non è avvenuto dappertutto, ho quindi chiesto a tutte le Amministrazioni quali fossero le loro intenzioni e al momento ho ricevuto risposta solo da 3 comuni: Castel San Giovanni, Rottofreno e in parte Piacenza; anche se da quest’ultima la risposta non è stata molto esaustiva. Gli altri Comuni non si sono fatti sentire”.

tavolo presentazione progetto

IL PROGETTO – L’iniziativa “Gioco che non è Gioco”, coinvolgerà 8 classi prime degli istituti superiori Romagnosi e Casali, Isii Marconi ed En.A.I.P, con 2 incontri da 3 ore complessive. “Verranno coinvolti ragazzi delle classi prime perché quando si parla di prevenzione è fondamentale iniziare il prima possibile” – ha spiegato Laura Mocchi, una delle psicologhe, insieme ad Elena Nazzari,  coinvolte nel progetto – “è vero che gli studi ci dicono che il gioco tra gli adolescenti è meno diffuso che tra gli adulti, ma al contempo bisogna tenere conto che i giovani sono più esposti a cadere in dipendenze”.

“Al termine del progetto i ragazzi dovranno inventare degli slogan anti – dipendenza da affiggere poi per la città” – ha aggiunto Sara Losi, responsabile del progetto.

Cristina Capra, preside del complesso Romagnosi – Casali ha poi voluto sottolineare l’importanza “da parte delle scuole di intercettare questo tipo di progetti, coinvolgendo direttamente i ragazzi e rendendoli pienamente protagonisti, affinché abbiano piena comprensione di questo tipo di problematiche”.

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