Piacentini con la valigia “Negli ultimi 20 anni emigrazione aumentata del 40%”

Presentato alla Cattolica nella mattinata del 25 gennaio il progetto “Emilia Romagna altrove. Storie, caratteristiche, dinamiche dell’emigrazione piacentina nel mondo“.

progetto emigrazione

“Si tratta di un progetto che si focalizza sulla emigrazione piacentina all’estero” – ha spiegato la professore Barbara Barabaschi, del gruppo di ricerca della Facoltà di Economia e Giurisprudenza  – “l’obiettivo sarà andare a capire come i piacentini emigrati si organizzano una volta arrivati nei paesi di destinazione, e se, e come, intrattengono rapporti con la comunità d’origine.

“Il progetto sarà sviluppato con un’ottica intergenerazionale” – ha proseguito – “per capire come sono cambiate le storie di vita e di viaggio nel tempo, con un focus specifico sulle attività imprenditoriali che i piacentini emigrati sviluppano all’estero, cercando di capire se mantengono i contatti con il paese d’origine, e se è possibile rafforzare i contatti con le comunità di partenza”.

“Negli ultimi 20 anni l’emigrazione piacentina è cresciuta tantissimo, si stima del 40%” – ha poi evidenziato – “se un tempo era il sud a farla da padrone, oggi questo fenomeno si è esteso anche al nord e in Emilia Romagna, dove Piacenza è al secondo posto“.

Il progetto sarà finanziato anche grazie a un contributo della Regione – “Come consulta degli emiliano romagnoli all’estero abbiamo aperto un bando destinato alle università con una capienza finanziaria di 80mila euro” – ha spiegato Gianluigi Molinari consigliere Regione Emilia Romagna – “Sono arrivati 10 progetti per un valore di 200mila euro di richieste: finanzieremo sicuramente i primi quattro, tra i quali c’è Piacenza, e valuteremo se riusciamo a recuperarne altre due”.

“Grande soddisfazione per questo progetto” – ha poi aggiunto Mauro Balordi, direttore della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore   – “Ho per mie pregresse esperienze avuto modo di conoscere le tante comunità di piacentini all’estero, constatando che in tanti di loro ce l’hanno fatta a raggiungere traguardi sul piano lavorativo e un successo di carriera”.

IL PIANO DI LAVORO – Verrà costituito un comitato tecnico-scientifico dai partner del progetto e un’equipe di ricerca composta dai ricercatori universitari.

La ricerca prevede:

1. Analisi quantitativa in serie storica relativa agli iscritti all’Aire dei principali Comuni di partenza della provincia di Piacenza.

2. Case studies sulle caratteristiche delle comunità nelle principali mete di approdo dei piacentini: Londra, Parigi, New York, Buenos Aires.

3. Indagine ad hoc sulle realtà imprenditoriali fondate dai piacentini nei Paesi di destinazione.

4. Raccolta di almeno 20 storie di vita e di viaggio sia in loco che a distanza

5. Azione di animazione territoriale tramite l’organizzazione di focus group presso alcune delle Associazioni indagate come momento di interpretazione dei dati e di riflessione comune.
Attraverso una stretta partnership con le Associazioni di rappresentanza all’estero saranno individuati i testimoni da intervistare e i momenti e le modalità più opportune di somministrazione e raccolta dei questionari.

Il lavoro verrà condotto sia a distanza, sia con la presenza dei ricercatori nei contesti in esame.

I risultati verranno raccolti in un report di ricerca integrato con la realizzazione di videointerviste e docufilm.

Si intende infine realizzare un momento di approfondimento e restituzione degli esiti del progetto che darà occasione ai soggetti coinvolti di poter discutere dei risultati, porre a confronto le diverse realtà associative e scambiare criticità e best practices. Il report di ricerca sarà utilizzato per la pubblicazione di un Quaderno di Ricerca del Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’Università Cattolica di Piacenza.

Le conoscenze acquisite potranno dare nuovo impulso e rendere più stretti e proficui i rapporti tra Piacenza e le comunità all’estero, in particolare, potranno rivelarsi utili a definire strategie e interventi per l’integrazione e il mantenimento di positivi rapporti con i luoghi di provenienza.

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