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Punto di ascolto, controllo di vicinato e videosorveglianza: fondi dalla Regione per l’Unione Valnure Valchero

Bologna – Interventi di riqualificazione urbana per il recupero di complessi edilizi o spazi ad alto rischio di criminalità e degrado. L’installazione di sistemi di videosorveglianza “intelligenti”, 12 finanziati nel 2018 e 53 dal 2014, in grado, per esempio, di leggere i caratteri e quindi le targhe degli automezzi, trasmettendoli in tempo reale alle autorità di pubblica sicurezza.

Le iniziative di controllo di vicinato, con i residenti pronti a segnalare anomalie nelle proprie zone attraverso piattaforme condivise e rimanendo in contatto con la Polizia locale: sono 79 i gruppi nati e sostenuti negli ultimi cinque anni, gli ultimi 4 nel 2018. E a proposito di Polizia locale, l’innovazione tecnologica delle loro dotazioni. E ancora, l’animazione sociale e comunitaria delle città finalizzata al contenimento di fattori criminogeni.

Misure adottate nelle città dell’Emilia-Romagna grazie agli Accordi di programma o protocolli di intesa sottoscritti dalla Regione insieme ai territori: 80 i ‘patti’ stretti dal 2014 e orientati alla prevenzione integrata, con un impegno finanziario della Regione di oltre 4,3 milioni di euro.

“Solo tra il 2017 e il 2018 – spiega la Regione – sono stati finanziati in tutto 45 progetti che hanno coinvolto 34 amministrazioni comunali, 10 Unioni e l’Università di Bologna, con un finanziamento regionale complessivo di oltre 2,3 milioni di euro”.

In provincia di Piacenza nel 2018 è stato finanziato con 47.700 euro il progetto “Community prevention info point” dell’Unione Valnure Valchero che prevede la realizzazione di un punto di ascolto della Polizia locale all’interno di ogni Municipio dell’Alta Valnure, dove i cittadini possano comunicare istanze, problemi, segnalazioni e contestualmente chiedere informazioni, attraverso un sistema di videoconferenza che mette in contatto il cittadino con la centrale operativa della Polizia locale.

Viene inoltre predisposto un luogo di aggregazione per i gruppi di comunità attivi nell’ambito della prevenzione nel territorio delle Unioni. Infine, sarà potenziato il collegamento delle singole videocamere di videosorveglianza dei Comuni dell’Alta Valnure con la centrale operativa della Polizia locale interunionale.

Il costo totale del progetto è stato di 68.200 euro e la Regione assicura un contributo di 47.700 euro. Da inizio legislatura sono stati finanziati complessivamente sette progetti con oltre 441 mila euro.

“PIU’ RISORSE” – E per il 2019, la Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha deciso di raddoppiare gli stanziamenti dell’anno scorso, mettendo a bilancio oltre 2 milioni di euro per la sicurezza nelle città. Le risorse, previste dalla legge regionale 24/2003, consentiranno di sostenere i nuovi progetti per la sicurezza urbana e la prevenzione della criminalità. Risorse che saranno destinate, soprattutto, alle periferie.

In una realtà, più in generale, nella quale vanno consolidate iniziative che continuino a dare alle comunità locali strumenti di ascolto, contrasto e partecipazione, per rafforzare una tendenza positiva – con i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno che vedono la criminalità in calo costante in Emilia-Romagna, -15% la delittuosità totale dal 2013, in particolare i furti, che costituiscono oltre i due terzi dei reati registrati, a partire da quelli in appartamento, idem i reati violenti, omicidi – ma anche per scongiurare atti come scippi e borseggi, in aumento, particolarmente odiosi e che accrescono la preoccupazione dei cittadini.

“Fino ad oggi abbiamo garantito sempre più risorse- sottolinea il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Giammaria Manghi – e le raddoppieremo quest’anno perché si tratta di dare alle comunità locali la possibilità di utilizzare strumenti concreti per accrescere la sicurezza dei cittadini, dalle telecamere alla maggiore illuminazione di determinate aree, passando per i gruppi di vicinato e la riqualificazione urbana contro il degrado”.

“Tutto realizzando progetti che nascono e sono promossi e realizzati direttamente dai territori. Affrontare in modo integrato le politiche per la sicurezza urbana e lavorare per garantire il miglior livello di sicurezza possibile significa considerare e valorizzare materie e necessità diverse ma tutte unite da una medesima finalità: la promozione e lo sviluppo della qualità di vita delle persone”.

“Diamo così il nostro contributo, affiancando il fondamentale lavoro di controllo, indagine e repressione portato avanti dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine, a cui va il nostro grazie e la massima collaborazione. Il calo generale della delittuosità che si registra costantemente negli ultimi anni ci conforta- chiude Manghi- ma certo non intendiamo abbassare la guardia”.

La criminalità in Emilia-Romagna – Negli anni dal 2013 al 2017 si registra una diminuzione costante, con la delittuosità totale scesa di un -14,8%. In particolare, calano i furti, che costituiscono oltre i due terzi dei reati registrati: -38,7% i furti di veicoli; -20,8% quelli di oggetti sulle auto in sosta; -11,9% i furti nelle abitazioni e -62,8% le rapine in banca.

Diminuiscono anche i reati violenti: -30,8% gli omicidi; -9,2% le violenze sessuali. Restano con il segno positivo scippi (+6,3%), borseggi (+11,6%) e lesioni dolose (+2,1%).

Nel 2018 firmati 16 Accordi con 13 Comuni e 3 Unioni – Nell’anno appena trascorso, sono stati finanziati interventi in tutte le province, realizzati grazie ai 16 nuovi Accordi di programma firmati dalla Regione con 13 amministrazioni comunali (Bologna; Modena e Formigine; Reggio Emilia; Ferrara e Cento; Ravenna; Forlì; Rimini, Riccione e Bellaria Igea Marina; Salsomaggiore Terme e Fornovo di Taro nel parmense) e 3 Unioni (Terre di Castelli nel modenese; Pedemontana Parmense e Valnure Valchero nel piacentino).

Videosorveglianza e controllo di vicinato: i dati provincia per provincia – Sono 53 i progetti, finanziati dalla Regione dal 2014 ad oggi, che prevedono la creazione o il potenziamento di impianti di videosorveglianza, spesso accanto ad altre misure di prevenzione: 6 a Bologna; 13 a Modena; 9 a Reggio Emilia; 7 a Parma; 3 a Piacenza; 5 a Ferrara; 2 rispettivamente a Ravenna e nella provincia di Forlì-Cesena e 6 a Rimini.

I 79 progetti di controllo di vicinato sono stati sostenuti con risorse finanziarie o supporto tecnico da parte della Regione in tutta l’Emilia-Romagna: 9 a Bologna; 24 a Modena; 20 a Reggio Emilia; 7 a Parma; 6 a Piacenza; 1 a Ferrara; 7 a Ravenna e 5 a Forlì-Cesena.

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