Sportello edilizia “140mila pratiche bloccate a Rende (Cosenza)”

140mile pratiche, rogiti e documenti edilizi appartenenti ai piacentini bloccati a Rende (Cosenza).

È questa la situazione paradossale descritta dall’assessore all’urbanistica Erika Opizzi nella mattinata del 24 gennaio in un incontro chiarificatore con i giornalisti in merito alla serie di disservizi dello sportello Sueap.

Della digitalizzazione della pratiche edilizie si occupa l’azienda che nel 2017 aveva vinto il bando di gestione del servizio. Già da alcuni mesi – secondo quanto spiegato – si sarebbero verificati ritardi nella consegna delle copie scansionate dei documenti, ma la situazione è precipitata a settembre, quando ogni attività di trasmissione di copie d’archivio sarebbe definitivamente cessata.

L’amministrazione ha quindi deciso di darci un taglio con una prima diffida formale per mezzo dell’Avvocatura, attivandosi nel frattempo per recuperare fisicamente l’archivio da Rende: “Grazie al lavoro del consigliere Gian Paolo Ultori e all’attività congiunta di Ordine degli architetti, dei Geometri e degli Ingegneri, viene comunque garantito ai cittadini di continuare ad attuare le pratiche di rogito”.

La questione è inoltre al centro di un’accesa disputa tra l’amministrazione Dosi – che aveva dato il sevizio in appalto – e quella attuale, in un botta e risposta di accuse reciproche che dura da alcune settimane: “Non accetto che mi si dia dell’incapace” – ha tuonato Opizzi – “dato che ho cercato di porre rimedio e correggere il tiro di questa situazione sin dal mio insediamento”.

“Stiamo tra l’altro parlando di un bando che aveva già dei difetti alla base” – ha proseguito – “Il problema originario di questo bando, infatti, era che non c’erano abbastanza soldi per poter garantire la scansione completa dell’archivio, e si è quindi deciso di procedere con una scansione parziale, tra cui non era stata contemplata quella a colori, fondamentale per i professionisti”.

“Eravamo stati inoltre costretti a pagare il 70% del corrispettivo alla azienda al momento della consegna delle pratiche (ovvero 50mila euro, il valore del bando era di 124mila euro su 142mila di base d’asta)”.

Nonostante l’empasse Gian Paolo Ultori ha spiegato “che sarà possibile, grazie alla disponibilità degli uffici e alla sensibilità dei singoli notai, poter effettuare atti di compravendita in quanto è importante si rispetti la conformità catastale e non anche quella urbanistica”.

“Non si sa con sicurezza entro quanto la situazione si sbloccherà, ma si confida nel giro di pochi mesi” – ha concluso il dirigente comunale di settore Enrico Rossi a margine dell’incontro.

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