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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Cooperazione

Uno sportello per aiutare i lavoratori a “rigenerare” le imprese. L’iniziativa di Confcooperative

Esiste una risposta concreta alle crisi aziendali per contrastare la chiusura di una ditta o per scongiurare la serrata di un’impresa.

E’ il modello dei “Workers Buy Out“, vale a dire l’acquisizione del capitale sociale da parte dei dipendenti, siano essi operai, impiegati o dirigenti. Fondo Sviluppo, il fondo di sviluppo mutualistico per la promozione e lo sviluppo delle cooperative di Confcooperative, ha lanciato una call per assistere e sostenere le cooperative costituite da lavoratori di aziende in crisi.

Sostegno nella fase di start up costituito da consulenza specializzata e sostegno economico. Il sostegno alle imprese “rigenerate” rappresenta l’impegno concreto di Confcooperative all’occupazione, alla valorizzazione e preservazione delle conoscenze, del know how e dell’avviamento, in sostanza del patrimonio economico, sociale e culturale dei territori interessati.

L’iniziativa è avviata su tutto il territorio nazionale. Per questo Confcooperative Piacenza ha messo a disposizione uno sportello dedicato, con l’obiettivo di accompagnare passo dopo passo chi volesse intraprendere il percorso, approfondendo i modelli organizzativi più adeguati e gli strumenti giuridici e societari che possono rappresentare il miglior sostegno per i lavoratori.

“I workers buy out – sottolinea il Presidente di Confcooperative Piacenza, Daniel Negri – sono uno strumento importante perché permettono di salvare occupazione e reddito rendendo protagonisti i lavoratori.

Rappresentano il segno tangibile di quello che la cooperazione permette di realizzare in risposta a situazioni di crisi. I workers buy out uniscono chi rischia di perdere il lavoro, affidando loro le sorti dell’impresa e dando vita a un progetto imprenditoriale rinnovato. Negli scorsi anni sono centinaia i casi di imprese recuperate e diverse migliaia i posti di lavoro salvati e ricreati, anche in Emilia Romagna.

Penso sia uno strumento importante, che val la pena ricordarlo ha una lunga storia che risale alla legge Marcora del 1985, e sono molto soddisfatto che la nostra associazione lo sostenga con questo intervento”.


Quattro le tipologie di intervento previste, fra loro eventualmente cumulabili.


A) Interventi finanziari nella misura massima del capitale sociale apportato dai soci cooperatori, nelle seguenti forme e condizioni, eventualmente combinabili:
a) apporto al capitale sociale a titolo di socio sovventore /finanziatore con patto di riacquisto a 7 anni;
b) mutuo a tassi agevolati, garantito da Cooperfidi Italia;
c) strumenti finanziari partecipativi;

B) Servizi di accompagnamento allo start up tramite il rimborso dei costi dei servizi erogati dalle società di servizi del sistema confederale ICN, e/o del CSA, e/o dall’Unione territoriale Confcooperative, per 3 anni per un importo massimo di 15 mila euro;

C) Formazione e tutoraggio, in particolare, percorsi di formazione imprenditoriale e associativa triennale per i neo cooperatori; partnership con realtà cooperative attive nello stesso settore e affiancamento manageriale per 6 mesi, a partire dal 2°-3° anno.

D) Agevolazioni tramite l’accesso alle convenzioni e agli accordi quadro tra Fondo Sviluppo e le altre società di sistema (Gruppi Bancari Cooperativi, Cooperfidi, Compagnie di Assicurazione)
Le candidature sono già aperte e possono essere presentate fino al 15 maggio 2019. Il testo integrale della call e la modulistica sono disponibili sul sito www.fondosviluppo.it.

Per quanto riguarda Piacenza, ci si può rivolgere a Davide Carolfi (0523/606263, e-mail carolfi@unioncoopiacenza.it) oppure a Luca Cattanei (366/5874876, e-mail cattanei.l@confcooperative.it).

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