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Via Francigena patrimonio dell’umanità, primo sì della Commissione italiana per l’Unesco

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Primo passo nella candidatura della Via Francigena italiana a patrimonio dell’umanità Unesco.

Il Consiglio direttivo della Commissione italiana per l’Unesco ha infatti espresso parere favorevole all’iscrizione dell’antico tracciato di pellegrinaggio nella ‘Lista propositiva nazionale’.

Il primo tassello era stato messo nel marzo 2017, con l’accordo siglato tra sette Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio, Valle d’Aosta, con il coordinamento della Toscana) che si proponevano appunto di candidare la Francigena a patrimonio dell’Unesco (World Heritage List).

Lo studio preliminare è stato successivamente consegnato il 30 maggio 2018 grazie al lavoro condiviso delle sette Regioni. La strada resta ancora lunga, ma il percorso si può dire concretamente avviato.

“Siamo soddisfatti per questo primo passo nella candidatura della Via Francigena a patrimonio dell’umanità Unesco, che testimonia il buon lavoro di squadra messo in campo dalle sette Regioni interessate dal tracciato della storica via” – le parole dell’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini.

“Ora l’auspicio è che il governo finanzi quanto prima gli accordi operativi, tra cui quelli della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni interessati, in modo da dare gambe agli interventi indispensabili di riqualificazione e valorizzazione di un cammino di indubbio valore storico e spirituale, oltre che meta turistica sempre più apprezzata in Italia e all’estero”.

Sugli oltre mille chilometri che – tra il Passo del Gran San Bernardo e Roma – ne costituiscono il tratto italiano, la Via Francigena attraversa anche gli Appennini delle province di Piacenza e Parma.

Dichiarato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 1994, il cammino entra in territorio piacentino con il Guado di Sigerico e, dopo un breve tragitto sull’argine del Po e vari rettilinei su strade provinciali, arriva alle porte della città, dove il percorso tocca Piazzale delle Crociate e Piazza Cavalli per poi sboccare sulla Via Emilia.

LE ALTRE CANDIDATURE – Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha deliberato che la candidatura per la Lista del Patrimonio Mondiale nel ciclo di valutazione 2019-2020, con esito finale da parte del Comitato del Patrimonio Mondiale a giugno-luglio 2020, sarà quella di “Padova Urbs Picta-Giotto, La Cappella degli Scrovegni e i cicli pittorici del Trecento”.

Nello stesso ciclo di valutazione rientra anche la candidatura delle “Great Spas of Europe” che raggruppa, oltre al nostro Paese, Germania, Austria, Francia, Belgio, Regno Unito e Repubblica Ceca, che svolge il ruolo di capofila.

Il Consiglio Direttivo ha poi stabilito che la candidatura delle “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”, che il Comitato del Patrimonio Mondiale nell’agosto del 2018 aveva rinviato allo Stato proponente con alcune raccomandazioni al fine di migliorare il dossier di candidatura, è pronta per essere nuovamente sottoposta alla valutazione del Comitato del Patrimonio Mondiale 2019.

Il Comitato valuterà anche la candidatura transnazionale delle “Alpi del Mediterraneo” che include l’Italia, come capofila, Francia e Principato di Monaco.

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