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Via Roma “L’impegno per rilanciarla viene dal basso, ma mancano le istituzioni”

Dietro il luogo comune di Via Roma ci sono le persone che ci vivono.

Riprende la nostra inchiesta che dà voce ai residenti del quartiere e li fa parlare a ruota libera.

Già pubblicate le interviste a Tiziana Ponzini e a Gabriele Riccardi, don Alphone Lukoki e Francesca Bertuzzi a cura di Micaela Ghisoni, proseguirà anche nei prossimi giorni con una nuova testimonianza. (foto di Sergio Ferri)

A parlare è Matteo Zambinelli, che lavora nell’Erboristeria-Emporio naturale situata nel cuore del quartiere Roma di Piacenza in via Alberoni.

Zambinelli nelle sue dichiarazioni si fa portavoce del punto di vista dell’intera famiglia che conduce l’attività da oltre 30 anni.

1) Come mai esercitate un’attività commerciale nel quartiere Roma? Si tratta di una scelta, una circostanza, o piuttosto una necessità?

La nostra attività si trova nel quartiere Roma per scelta, non per necessità o casualità. Più di trent’anni fa mio padre e il suo socio hanno volontariamente scelto di intraprendere l’attività in questa zona, in quanto, ai tempi, il centro città era piuttosto vivo e vissuto.

2) Via Roma e l’intero quartiere fanno parte della Storia di Piacenza. Eppure sono luogo di transizione e mutamento, crogiolo di incontro e scontro tra individui e culture differenti. Qual è il rapporto di un negozio “storico” del quartiere, che vende prodotti non tradizionali, con luoghi e persone della zona?

Proprio per i prodotti non tradizionali che commercializziamo, all’inizio della nostra storia gli abitanti del quartiere (in quegli anni soprattutto italiani) guardavano il negozio con sospetto e pregiudizio. Col tempo però clientela e approccio ai prodotti sono andati sempre più diversificandosi: oggi abbiamo acquirenti che spaziano da piacentini a stranieri provenienti da diversi paesi, che sanno di poter trovare da noi generi di uso non comune.

negozio bio via Roma

3) In un momento di grave crisi migratoria e politiche scottanti sul tema, il quartiere Roma può apparire la proiezione locale di problematiche e polemiche più ampie (alto tasso di stranieri fino alla sostituzione etnica, condizioni abitative scadenti, degrado, delinquenza). E’ davvero così secondo voi?

Riteniamo sia lampante il mutamento che ha interessato il nostro quartiere sotto il profilo migratorio. Negli ultimi anni il numero di stranieri residenti è aumentato vertiginosamente.

Ciò non a caso, ma per scelta dei proprietari di negozi e abitazioni, che hanno volontariamente affittato a stranieri sfruttando comodità e interessi personali. Alcuni addirittura sub-affittando abitazioni che avrebbero dovuto essere sottoposte a ristrutturazioni. Che questi fenomeni abbiano generato un degrado complessivo è sotto gli occhi di tutti e non può essere nascosto.

4) Come vi trovate in merito a vivibilità e sicurezza della zona?

Dall’inizio dell’attività non abbiamo mai riscontrato gravi problemi di vivibilità e sicurezza, se non qualche piccolo furto, commesso nel tempo sia da italiani sia da stranieri.

5) Avete riscontrato cambiamenti nel corso del tempo, anche inerenti gestione, esercizio e percezione della Vostra attività?

I cambiamenti maggiori riscontrati sono inerenti al commercio. Anni fa via Roma era una vivace zona di “scambio a cielo aperto”, che nulla aveva da invidiare ai moderni e anonimi centri commerciali. Nel tempo però, negozi diventati rimesse per autovetture o abitazioni private; esercizi commerciali sfitti e non ristrutturati e affittati a negozianti stranieri hanno fortemente penalizzato l’intero quartiere, cambiandone con un segno indelebile la fisionomia originaria.

Oggi i negozi stranieri sono ben più numerosi di quelli storici e le saracinesche chiuse appaiono fin troppo evidenti.

6) Le diverse iniziative promosse, volte alla riqualificazione del quartiere, Vi risultano valide ed efficaci?

Sinceramente non riteniamo siano state intraprese iniziative concrete per riqualificare il nostro bellissimo quartiere; se non altro nulla che negli anni meriti di essere menzionato.

O meglio: gli abitanti della zona si stanno impegnando attivamente e seriamente per migliorarlo, ma la spinta alla riqualificazione parte sempre dal basso, non trovando un vero supporto istituzionale. Al contrario, invece, molti provvedimenti comunali hanno remato contro al nostro quartiere e a tutto il centro città.

L’ultimo – piuttosto seccante – riguarda il divieto di vendita di bevande alcoliche nel quartiere dalle 12 in poi (in qualsiasi contenitore); le non alcoliche possono essere commercializzate, ma non in vetro. Se il fine di ridurre delinquenza e degrado va indubbiamente perseguito, il metodo utilizzato è inefficace, oltre che dannoso per i commercianti.

Vogliono bere birra e fare risse con il vetro? “Basta si spostino in via Colombo, a pochi metri dal quartiere Roma. E noi, che non commercializziamo alcolici, non possiamo vendere succo di frutta perché in vetro.

Micaela Ghisoni

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