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In aprile la centrale di Caorso apre per due giorni le porte ai cittadini

Arriva alla terza edizione Open Gate, l’evento che permetterà a tremila cittadini di visitare, nel fine settimana del 13 e 14 aprile, le quattro centrali nucleari in dismissione di Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina, e Garigliano (Caserta).

Per poter partecipare è sufficiente iscriversi su www.sogin.it entro il 31 marzo.

LE VISITE – Nel corso delle due giornate, sono previsti per i siti di Caorso, Garigliano e Trino due percorsi di visita: “Area industriale” e “Zona controllata”. Per il sito di Latina è previsto un unico percorso, “Area industriale”.

Il percorso “Area industriale” prevede la visita dell’ambiente, all’interno di un impianto nucleare, dove sono in corso attività di smantellamento e il cui accesso non è regolamentato da specifiche procedure ai fini della protezione dalla radiazioni ionizzanti.

L’accesso a tale percorso è consentito sia ai maggiorenni che ai minori dai sei anni in su, obbligatoriamente accompagnati da un adulto, già iscritto all’evento, che ne assume la piena responsabilità (ovvero da chi esercita la potestà genitoriale oppure un suo delegato che dovrà presentare il giorno della visita la delega e la copia del documento di riconoscimento del delegante).

Il percorso “Zona controllata” prevede la visita della zona controllata che, all’interno di un impianto nucleare, è un ambiente di lavoro delimitato il cui accesso, per motivi di protezione dalle radiazioni ionizzanti, è segnalato e regolamentato da specifiche procedure.

L’accesso a tale percorso è consentito solo a uomini e donne, non in stato di gravidanza o allattamento, che abbiano già compiuto 18 anni al momento dell’iscrizione. È, dunque, vietato l’accesso ai minori, alle donne in stato di gravidanza o allattamento. L’accesso non è idoneo alle persone con mobilità ridotta.

Per entrambi i percorsi (“Area industriale” e “Zona controllata”), la visita ha una durata di circa due ore, ma è necessario presentarsi con un’ora di anticipo rispetto all’orario prescelto per espletare le verifiche di accesso.

DECOMMISSIONIG, 2018 MIGLIOR ANNO DI SEMPRE PER SOGIN – L’iniziativa è stata annunciata nel corso della presentazione dei principali risultati di preconsuntivo 2018 di Sogin, illustrati dall’Amministratore Delegato, Luca Desiata.

Sogin ha realizzato nel 2018 un volume di attività di smantellamento (decommissioning) degli impianti nucleari per 80,4 milioni di euro (+41% rispetto alla media storica 2010-2017), di cui 1,7 milioni di euro di attività svolte direttamente dalla Società. Si tratta del miglior risultato in termini economici da quando la Società è stata costituita.

“Nel corso del 2018 – spiega una nota – la Società si è impegnata nell’implementazione di una strategia di riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività di decommissioning. Tale strategia si basa sulla minimizzazione dei rifiuti radioattivi, sull’efficientamento dei consumi energetici, il riciclo dei materiali prodotti dagli smantellamenti e il riutilizzo di edifici d’impianto per non costruirne di nuovi in un’ottica di economia circolare”.

“Lo smantellamento delle sole quattro centrali nucleari permetterà, ad esempio, di riciclare oltre un milione di tonnellate di materiale, il 94% dei materiali complessivamente smantellati”.

Su questa strategia Sogin ha chiesto alla IAEA, International Atomic Energy Agency, una peer review, per verificare il suo impegno nel campo dell’economia circolare anche rispetto ai benchmark internazionali e ricevere suggerimenti per l’ulteriore implementazione di politiche di sostenibilità ambientale.

Il 2018 è stato per Sogin l’anno del miglior risultato nelle attività di decommissioning da quando la Società è stata costituita – ha affermato l’Amministratore Delegato di Sogin, Luca Desiata. Abbiamo impresso una forte accelerazione alle attività, perseguito l’efficienza operativa e ottenuto una significativa riduzione dei costi, il tutto incrementando le commesse verso terzi e sviluppando politiche gestionali per valorizzare i talenti e la parità di genere, con la nomina di tre direttori donna”.

“Ora – ha aggiunto Luca Desiata – il decommissioning nucleare è pronto a entrare nella sua fase cruciale con lo smantellamento dei reattori”.

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