“Bariola non avrebbe dovuto opporsi al riconteggio delle schede”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata dal legale di Samuele Raggi, l’avvocato Marco Malvicini, in merito alla vicenda legale che coinvolge anche Gianluca Bariola.

Ritengo necessario, avendo letto la nota del Signor Bariola apparsa su tutti i media locali e altresì alcuni articoli precedenti apparsi mesi or sono, prendere posizione non tanto sulle questioni politiche che non sono mio compito, ma sulle questioni giuridiche sollevate dal Signor Bariola. In particolare ho avuto modo di leggere valutazioni del consigliere comunale oggi in carica che reputo offensive e diffamatorie in ordine alla mia professionalità e capacità. Nello specifico il Signor Gianluca Bariola ha più volte affermato che il sottoscritto, nella sua qualità di difensore del Raggi, avrebbe commesso una serie di errori che avrebbero comportato lungaggini, sentenze negative eccc… “ se rimostranze vogliono essere fatte, sono all’avvocato di Raggi” afferma Bariola nella nota pubblicata in data 7.02.2019 ed 8.02.2019.

Non comprendo quale tipologia di rimostranze si intendano e non posso accettare che l’attuale consigliere comunale accusi il sottoscritto di non si sa bene quale errore tecnico o “lungaggine”. Pertanto tenterò di spiegare lo svolgimento della vicenda giudiziaria, riferendomi esclusivamente ai procedimenti in corso.

Tutto quanto evidenzierò è riscontrabile negli atti a mie mani:

1) come afferma il Signor Bariola subito dopo lo spoglio il Raggi veniva a conoscenza che nella sezione Borghetto era stato commesso un errore. Nello specifico gli veniva riferito dal Presidente di sezione che per un mero errore le 12 preferenze che aveva riportato erano state attribuite ad un altro candidato (il Signor Petronzio);

2) d’accordo con il Signor Raggi si decideva di rivolgersi al Tar al fine di ottenere il riconteggio delle schede della sezione Borghetto ed il conseguente riconoscimento al Raggi di essere il soggetto più votato nella lista “con Rizzi la Piacenza del Futuro”.

3) il Signor Bariola era il controinteressato in quanto soggetto che risultava formalmente il più votato della medesima lista. Preciso che ove a Samuele Raggi fossero state attribuite le 12 preferenze della sezione Borghetto il Raggi avrebbe sopravanzato il Bariola;

4) il Bariola si costituiva in giudizio effettuando, come suo pieno diritto, alcune eccezioni. Le più eclatanti sono le seguenti:
a) Il Raggi non aveva interesse ad agire in quanto né il Bariola, né il Raggi erano stati eletti, ma erano solo il primo ed il secondo dei non eletti della lista;
b) Il Giudice Amministrativo non aveva giurisdizione (paragrafo II della memoria difensiva di Bariola) in quanto in un caso come quello di cui si trattava – affermava la difesa del consigliere – solo il tribunale ordinario avrebbe potuto, mediante querela di falso, smentire il verbale di sezione che non riportava le preferenze attribuite al Raggi. Preciso che tale eccezione era supportata da sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione.

In sostanza, e questo è il punto cruciale, il Bariola si difendeva al Tar affermando che l’Autorità adita non aveva giurisdizione per ordinare il riconteggio delle schede;

5) ritengo che la prima eccezione sia stata smentita dallo stesso Bariola che ad oggi siede nel consiglio comunale. Pertanto mi sembra di comprendere che l’interesse del Raggi sia più che suffragato;

6) La seconda eccezione è la più interessante: è il Bariola stesso che chiedeva al Tar di non proseguire nel giudizio in quanto il Giudice competente, in quel particolare caso, sarebbe stato il Tribunale di Piacenza e non il Tar di Parma;

7) lette le difese del Bariola, rilevando che la questione della giurisdizione, in questo caso particolare, non fosse del tutto peregrina e che sussisteva un moderato rischio che il Tar non disponesse il riconteggio, decidevo, d’accordo con il cliente, di effettuare querela di falso al Tribunale di Piacenza e di chiedere anche in quella sede il riconteggio delle schede di sezione. All’udienza fissata avanti al Tar facevo presente di avere così proceduto ed il Tribunale Amministrativo, su mia richiesta, sospendeva la procedura in attesa che il Tribunale di Piacenza procedesse al riconteggio. Preciso che, contrariamente a quanto dichiarato dal Bariola, non c’è stato nessun provvedimento negativo del Tar nei confronti del Raggi, ma il procedimento è semplicemente sospeso e varrà riavviato una volta ottenuta la sentenza del Tribunale di Piacenza. Il Bariola ha riferito che gli atti sono riscontrabili da tutti. Bene, la sospensione da me richiesta è a verbale.

Sul procedimento avanti al Tribunale di Piacenza nulla esprimerò in quanto lo stesso è in corso e (solo in questo caso concordo con il consigliere Bariola) occorre attendere la sentenza. Posso solo dire al momento di essere soddisfatto dell’andamento di entrambi i procedimenti.

Ritengo rilevante affermare che non posso accettare che il Signor Bariola dichiari che certe lungaggini sarebbero dovute a miei errori quando la decisione di rivolgersi al Tribunale di Piacenza è stata diretta conseguenza di una richiesta del Bariola stesso! Se infatti il predetto si fosse costituito e non si fosse opposto ai conteggi probabilmente il Tar li avrebbe disposti immediatamente.

Certamente è diritto del Bariola difendersi con tutte le armi a propria disposizione, ma è intollerabile che il soggetto che si oppone ai conteggi del Tar affermando che unico soggetto idoneo ad effettuarli sia il tribunale di Piacenza, sia lo stesso soggetto che oggi incolpa l’avvocato avversario di lungaggini, errori e quant’altro.

Ribadisco che la decisione di rivolgersi al Tribunale di Piacenza è semplicemente una contromossa dovuta alle eccezioni dell’avversario (contromossa che tra l’altro sta fornendo ottimi risultati). Il sottoscritto ed il Signor Raggi avrebbero certamente preferito definire celermente la questione al Tar di Parma, ma non è stato possibile non certo per l’inadeguatezza dello scrivente difensore!

Ritengo pertanto di non avere sbagliato nulla. Ho semplicemente deciso di evitare in qualsiasi modo il rischio di non potere effettuare il riconteggio delle schede elettorali di Borghetto, riconteggio che, con soddisfazione, siamo riusciti ad ottenere. Concludendo voglio semplicemente evidenziare che il sottoscritto risponde delle proprie scelte e del proprio lavoro esclusivamente al proprio cliente. Ed in questo caso il Signor Samuele Raggi è totalmente soddisfatto del lavoro svolto.

Pertanto mi aspetterei che chi sui media ha più volte svolto accuse che ritengo diffamatorie nonché del tutto inveritiere sul mio operato professionale presenti con urgenza le proprie scuse.

Avv. Marco Malvicini

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