PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Castelli (Cerignale) alla Camera col lutto: “Spopolamento uccide i nostri paesi” VIDEO

Applausi alla Camera per sindaco di Cerignale (Piacenza) Massimo Castelli che è intervenuto in occasione dell’assemblea dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) a Montecitorio alla presenza del premier Giuseppe Conte.

Castelli ha parlato con una fascia nera sopra la manica della giacca. “Con orgoglio indosso la fascia tricolore con lo stemma del mio comune, ma al braccio porto il lutto, perché voglio testimoniare in quest’aula che, ogni giorno, un piccolo paese della nostra Italia muore a causa dello spopolamento”.

Queste le parole di Castelli, coordinatore nazionale dei piccoli comuni dell’Anci, rivolte al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al presidente della Camera Roberto Fico.

IL VIDEO della seduta (l’intervento di Castelli dal minuto 27 e 35 secondi)

Accanto ai sindaci delle grandi città metropolitane, il sindaco di Cerignale, in modo accorato ha issato il vessillo dei territori e i colleghi lo hanno apprezzato a tal punto che, il suo intervento, è stato interrotto diverse volte dagli applausi.

“I Beni comuni – ha detto parafrasando il titolo dell’iniziativa – sono le acque, l’ambiente, le risorse naturali, l’Italia rurale dei borghi, degli alpeggi, l’Italia dei pastori sardi, che noi rischiamo di perdere per sempre”.

“Amici sindaci, signori presidenti – ha aggiunto – il latte versato sulle strade della Sardegna è un atto di protesta di tutti i territori dell’Italia: dalle Alpi alla Sicilia, territori che non ce la fanno più. Io qui oggi dovrei parlare di altre cose ma se perdiamo queste cose, perdiamo l’identità della nostra nazione”.

“A voi dovrei dire – ha proseguito Castelli rivolgendosi a Conte e Fico – ‘lasciateci lavorare’. Invece una burocrazia assurda ce lo impedisce, al pari della mancanza di risorse e di norme scritte da persone che non sanno come funziona una piccola comunità. Vi faccio una domanda: a cosa servono un sindaco e un comune se non ci sono più gli abitanti? Cosa serve ricostruire una scuola in un comune terremotato, se poi non facciamo in modo di tenere lì i bambini e le loro famiglie?”.

“Presidente Conte, la prima grande opera che andrebbe fatta dovrebbe essere quella di mettere in collegamento l’Italia del Frecciarossa con l’Italia delle aree interne, Italia delle difficoltà e della marginalità. Nel 2017 abbiamo esultato per la legge sui piccoli comuni. Due anni dopo è ancora ferma e inattuata e non sappiamo dove si sia persa”.

“Con l’Anci abbiamo costruito un’agenda che parla di banda larga, di impresa, di artigianato e di tutto quel che serve per ridare sparenza ai borghi. Ma vogliamo che il tema dell’equilibrio demografico diventi strategico nell’agenda del governo del Paese. Carlo Azeglio Ciampi diceva: ‘l’Italia è un Paese fatto di paesi’. Aiutateci, noi sindaci ci siamo”, ha concluso Castelli.

La risposta del premier Conte non si è fatta attendere: “Io stesso sono nato in un Comune che adesso annovera circa 400 abitanti. Sicuramente ho potuto vivere la ricchezza di una piccola comunità e il senso di coesione sociale che si respira in una piccola comunità, che oggi sta scomparendo.

Da questo punto di vista quindi il grido di allarme del sindaco Castelli non mi può lasciare indifferente”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.