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“Il cielo non è per tutti”, linguaggi diversi per il nuovo libro di Barbara Garlaschelli

Il cielo non è per tutti, ma solo, purtroppo, per pochi privilegiati. E, forse, per chi lo sa raggiungere, siano bambini tragicamente violati, o adulti desiderosi di riscatto.

Sembra voler dire questo la scrittrice Barbara Garlaschelli con il suo ultimo libro intitolato appunto “Il cielo non è per tutti“, edito da Frassinelli e presentato alla galleria Biffi Arte di Piacenza contestualmente all’uscita in libreria e negli e-book store.

Una storia di fuga, violenza, fortissima paura, eppure – intorno – densa d’amore. La fuga di Giacomo e Alida da colpe pressanti, soprusi subiti. Il difficile racconto di “personaggi fuori dal coro” che merita una presentazione non convenzionale, come quella di martedì alla Biffi Arte.

Arricchito dalla suggestiva cornice della galleria piacentina, tra le opere del maestro del colore Antonio Liguabue, l’incontro con l’ultima opera di Garlaschelli è infatti andato ben oltre le parole: dopo una prima parte dialogata con la giornalista Elena Caminati, accompagnata da Valeria Cerri, è cominciato il viaggio del pubblico tra lettura, immagini fotografiche e musica in un percorso altamente evocativo.

Il dialogo con la giornalista ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali del libro: la cura dettagliata e amorevole di un romanzo che “la scrittrice ha cesellato fino all’ultima parola, sentendolo profondamente suo”.

La delicatezza usata anche per descrivere la violenza, mai “gettata davanti agli occhi, sempre evocata – spiega Garlaschelli – perchè così fa più paura. Violenza di personaggi borderline, al limite tra il meraviglioso e il detestabile, spesso incapaci di dimostrare (e mostrare) amore”.

L’ambientazione piacentina e il rapporto conflittuale con la città della scrittrice di origine milanese. Poi il reading, che senza svelare il libro lo dipinge, a tratti. Estratti di testo accuratamente scelti, insieme alla fotografie simboliche di Sandra Giammarruto e al suono di fisarmonica di Stefania Virginia Carcubino.

Framenti di incontro, violenza –  fisica e mentale -, desiderio di scomparire senza essere riconosciuti, spensieratezza e allegria portati in vita dalla potenza immersiva delle immagini unita alla forza delle melodie. Musica struggente, malinconica, sospesa a tratti. Prima alternata al testo, poi fuso con lei.

E quando, alla fine del percorso, Michael, un personaggio del romanzo, esce dal libro per suonare con la chitarra”Il cielo non è per tutti” scritta da lui, a ognuno viene da chiedersi: “Io riuscirò a toccare il cielo”?

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