“Ogni sera 200 ragazze in strada, vittime della tratta” fotogallery

“Fermiamo la domanda”, questo lo slogan della manifestazione promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, una fiaccolata per “lanciare un appello alle coscienze dei milioni di clienti italiani che ogni notte abusano di migliaia di donne costrette alla prostituzione”.

L’iniziativa si è tenuta nel pomeriggio di sabato 9 febbraio con ritrovo all’imbocco del Pubblico Passeggio. L’evento ha visto la partecipazione della vice sindaco Elena Baio, del questore Pietro Ostuni e del comandante dei carabinieri Michele Piras.

La manifestazione ha visto diversi momenti, oltre alla fiaccolata in Piazza Duomo si è tenuto un concerto del coro gospel piacentino New Sisters, Tommaso Carturan ha cantato “Non sei sola” in memoria di Cristina uccisa da un cliente, mentre don Mario Zacchini ha raccontato l’incontro in carcere con clienti autori di violenza ed omicidio ai danni delle donne di strada.  In serata il vescovo Gianni Ambrosio ha presieduto la Messa in Cattedrale.

L’iniziativa arriva in occasione della Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani, istituita da Papa Francesco in memoria di Santa Giuseppina Bakhita, bimba sudanese di 7 anni resa schiava, poi divenuta suora e proclamata Santa nel 2000.

“Il fenomeno della prostituzione purtroppo continua a dilagare – dice Romina Lurato, della Comunità Papa Giovanni XXIII -, siamo presenti con un’unità di strada a Piacenza da più di 5 anni, e in questo arco di tempo abbiamo incontrato centinaia di ragazze che raccontano tutte la stessa storia. Arrivano dall’Africa e dall’Est Europa e sono tutte vittime di tratta. E’ un fatto che è sotto gli occhi di tutti: non si può più nascondere che queste violenze che avvengono ogni giorno siano frutto di una libera scelta. Difficile fare una statistica perché il fenomeno assume forme diverse. Abbiamo calcolato che più o meno ogni sera ci sono 200 ragazze in strada. A questa forma di prostituzione si affianca anche quella in casa o nei centri massaggio, ed è difficile fare una stima attendibile. L’unico numero che vogliamo abbattere è quello dei 3 milioni di italiani che ricorrono a prestazioni sessuali a pagamento da queste ragazze. Se non ci fosse la domanda non ci sarebbe l’offerta, è una legge di mercato antichissima”.

“E’ un fenomeno che cerchiamo di contrastare – dice il questore Pietro Ostuni -, sia con foglio di via obbligatoria, quando ci troviamo ad avere a che fare con cittadine straniere regolarmente residenti sul territorio, spesso coniugate con italiani, sia con operazioni di indagine più complesse, che richiedono la collaborazione della vittima, cosa per noi fondamentale. Le cittadine straniere, che si prostituiscono e vogliono affrancarsi, possono chiedere un permesso di soggiorno come previsto dall’articolo 18 del decreto 286 del 1998, è un permesso di protezione sociale. Apprezziamo molto il lavoro svolto da queste associazioni, perché consentono a queste ragazze di essere accolte e ascoltate”.

La Comunità Papa Giovanni XXIII ha liberato dalla strada e accolto oltre 7000 ragazze vittime del racket della prostituzione. Ogni settimana è presente con 28 unità di strada e 120 volontari per incontrare le persone che si prostituiscono.

Promuove, insieme ad un cartello di associazioni, – tra cui CISL, AGESCI, Azione Cattolica, Forum Famiglie, Rinnovamento dello Spirito – l’iniziativa Questo è il mio Corpo, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione.

La proposta, ispirata al modello nordico, ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e sanzionando i clienti delle persone che si prostituiscono.

Hanno aderito all’evento: Comunità Islamica di Via Caorsana, Chiesa Evangelica Metodista di Piacenza, Diocesi di Piacenza Bobbio, Cisl di parma e Piacenza, Albero di Cirene.

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