Fratelli Inzaghi: due piacentini alla conquista del grande calcio

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In casa Inzaghi il calcio sembra essere qualcosa di più di un semplice sport. Per Simone e Filippo Inzaghi, due piacentini che hanno saputo conquistare il mondo del calcio prima da calciatori e poi da allenatori, infatti, il calcio è una questione di vita. Un legame di sangue che li accomuna e che li mette al centro di due storie incredibili e tanto simili.

Sin dai primi calci al pallone si nota che i due hanno stoffa. Simone, il più piccolo dei due, sembra essere forte quanto il fratello che ha molta energia, si muove tantissimo tra i campi di periferia e segna tanti gol. Tecnicamente Simone è più bravo di Filippo, ma non lo vale come spinta, propulsione verso la porta. Filippo macina chilometri di fama, Simone si ritaglia una bellissima carriera senza però conquistare la folla.

Filippo Inzaghi

Ma procediamo con ordine: il primo, Filippo, nasce a Piacenza il 9 agosto del 1973. A livello calcistico si fa notare sin da subito con la maglia dell’Atalanta, nei primi anni ’90, quando comincia a segnare con una certa regolarità. Il passaggio alla Juventus lo lancia nel mondo del calcio che conta, ma è con la maglia del Milan che si imporrà come uno degli attaccanti italiani più forti di sempre.

Con la maglia rossonera vince due Champions da protagonista, una nel 2003 ed una nel 2007, mentre nel 2006 spinge la Nazionale Italiana alla conquista della coppa del Mondo. Dopo la doppietta nella finale di Coppa del Mondo per club realizzata il 16 dicembre 2007 contro il Boca Juniors è diventato l’unico giocatore ad aver segnato in tutte le competizioni internazionali, sia quelle riservate ai club che quelle riservate alle nazionali.

In serie A ha raggiunto il ragguardevole traguardo dei 300 gol nel mese di marzo del 2009.

Come raccontato da Tuttomercatoweb.com, il  3 novembre del 2010 ha segnato una doppietta contro il Real Madrid di Mourinho (partita del 4° turno della fase a gironi di Champions League) che gli ha consentito di superare Gerd Müller e Raúl in testa ala classifica dei marcatori più prolifici nelle coppe europee con 70 gol e allo stesso tempo di raggiungere e superare Marco Van Basten nella classifica dei cannonieri del Milan di tutti i tempi.

La sua carriera da allenatore comincia nelle giovanili del Milan dove si fa notare in maniera importante, tanto di prendere il posto di un ex compagno di squadra, Clarence Seedorf, sulla panchina della prima squadra nella stagione 2013/2014. Sarà un’avventura in chiaroscuro che lo porterà all’esonero qualche tempo dopo, per poi continuare la carriera da allenatore al Venezia, dove collezionerà risultati importanti, e poi al Bologna in Serie A, avventura, questa, che si è interrotta qualche settimana fa.

Simone Inzaghi

Simone Inzaghi nasce a Piacenza il 5 aprile del 1976, e cresce sulle orme del Fratello Filippo coltivando la stessa passione sfrenata per il calcio. Cresciuto nelle giovanili del Piacenza, a 18 anni Simone Inzaghi debutta in serie C1 con il Carpi e poi inizia a girare l’Italia per maturare esperienza: Novara, Lumezzane, Brescello fino al 1999 quando arriva alla Lazio. Resta in biancoceleste per sei anni per andare in prestito, sei mesi, prima alla Sampdoria e poi all’Atalanta e fare ritorno nella squadra della capitale dove conclude la sua carriera nel 2010, un anno prima della fine del contratto.

La sua carriera da calciatore comincia con tante ore di studio a Coverciano e con la panchina degli allievi regionali e della Primavera della Lazio. Nell’aprile 2016 la decisione di promuoverlo come allenatore della prima squadra: ottimi risultati raggiunti, ma soprattutto conquista il cuore dei tifosi.

Sulla panchina della Lazio si impone come uno degli allenatori emergenti più bravi del campionato italiano. In pochi anni raggiunge risultati importanti come la qualificazione all’Europa League e sfiora più volte l’accesso alla Champions League. Il suo gioco è molto armonico: squadra corta, aggressiva e pronta a ripartire.

Ha il merito di rilanciare calciatori che sembravano aver perso smalto. Primo su tutti quel Ciro Immobile che, sotto la guida di Simone Inzaghi, segna gol a raffica di campionato in campionato, vincendo anche la classifica marcatori – a pari merito con Mauro Icardi – nel campionato 2017/2018 e che quest’anno cerca di dire la sua nonostante ci sia un CR7 davvero incredibile dal punto di vista realizzativo. Le quote dei siti scommesse come Betway danno ovviamente favorito il portoghese, ma Immobile c’è, per cui la considerazione da parte di chi si occupa di analizzare tutte le squadre ed il campionato è comunque alta.

Simone ha il merito di valorizzare i calciatori che ha a disposizione nella rosa. Basti pensare alla crescita esponenziale del talento serbo Serjei Milinkovic Savic e dell’andaluso Luis Alberto. La squadra lo segue ed i suoi risultati non sono passati inosservati ai grandi club italiani ed europei. Nella scorsa stagione, infatti, il Napoli di De Laurentiis aveva pensato in maniera importante a Simone Inzaghi per la panchina azzurra per sostituire il partente Maurizio Sarri, passato al Chelsea.

Due carriere, quelle di Filippo e Simone, che si somigliano e si incrociano. Il primo è stato indiscutibilmente più bravo in campo, vincendo molti più titoli. Il secondo, invece, sembra essere maggiormente portato per la carriera di allenatore. La strada da fare per i due in questa nuova veste può riservare tante piacevoli sorprese.

 

 

 

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