“Gls, no al piano di ristrutturazione: a Piacenza cento famiglie in strada”

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“Nella giornata di mercoledì 20 febbraio è cominciata la lotta contro il piano di ristrutturazione prospettato da GLS, piano che a partire da Piacenza vorrebbe ridisegnare la struttura della multinazionale sul modello dei “mini hub””.

Così il Sicobas con una nota sulla vertenza in corso alla Gls: “L’obiettivo esplicito – afferma il sindacato – è quello di sbarazzarsi della manodopera sindacalizzata che in questi anni è riuscita a imporre non solo l’applicazione dei contratti, prima disattesi, ma anche sostanziosi trattamenti migliorativi rispetto agli stessi”.

“Contro questo tentativo di riportare indietro le lancette dei diritti, oggi a Piacenza, Milano, Roma, Padova, Firenze, Modena, Pizzighettone, Parma e Gerbido si sono bloccati i cancelli della GLS”.

“La ristrutturazione – proseguono – dovrebbe partire proprio da quella Piacenza che è stata fieramente avanguardia proprio per le conquiste sindacali, preceduto da un vero e proprio lavoro di preparazione che si è servito di propaganda, provocazioni disciplinari e addirittura di altre sigle “sindacali” di base che creassero una condizione funzionale alla chiusura”.

“In questo momento, il 100% della manodopera impiegata presso il magazzino di Montale aderisce al S.I.Cobas, e come di consueto questi operai si sono attrezzati per dare una risposta sotto forma di lotta. Attorno a loro si è vista in queste ore la solidarietà non solo del S.I.Cobas, ma anche di altre sigle come Non Una Di Meno (solidale ai picchetti in numerose realtà emiliane), di centri sociali e collettivi studenteschi nonché di altri sindacati come ADL-Cobas e USI”.

“Coerentemente ai nostri slogan, riteniamo che “se toccano uno, toccano tutti”, e fedeli alla logica della solidarietà continueremo a opporre i nostri corpi e la nostra forza fino a che avremo fermato un piano che lascerebbe in strada nella sola Piacenza quasi cento famiglie”.

“Ci appelliamo infine – concludono – a tutte le persone e alle associazioni cittadine con senso di responsabilità affinché facciano pressione sulla multinazionale per aprire un tavolo di trattativa e tornare al più presto sui suoi passi”.

GLS, licenziamenti e sospensioni. Torri-Taruffi (Si) e Prodi (Misto): tutelare i dipendenti – Le “tensioni tra lavoratori e datori di lavoro all’hub piacentino di GLS” e le 32 lettere di licenziamento e 6 di sospensione consegnate a 38 lavoratori diventano oggetto di un’interrogazione presentata in Regione da Yuri Torri e Igor Taruffi di Sinistra italiana e Silvia Prodi del gruppo Misto.

“Il contesto nel quale questi fatti avvengono – spiegano i consiglieri – è quello in cui tre militanti di Usb vengono aggrediti con tirapugni e pistola al peperoncino. La colpa degli iscritti sarebbe quella di essersi mobilitati contro il clima di violenza e aver scioperato per rivendicare sicurezza e serenità nel posto di lavoro”.

“Dalla denuncia del sindacato – aggiungono i consiglieri – si evince che il datore di lavoro in questione, la Seam (cooperativa che ha l’appalto della forza lavoro nello stabilimento di Montale), ha comunicato l’intenzione di cessare l’appalto alla GLS di Piacenza il 31 gennaio, con il conseguente rischio del non assorbimento, da parte dell’impresa subentrante, di tutto il personale, come previsto invece dall’articolo 42 del Contratto nazionale”.

Per questo motivo, Torri, Taruffi e Prodi chiedono alla Giunta “cosa intenda fare per garantire il rispetto del principio di legalità, la tutela dei lavoratori e la salvaguardia dell’economia regionale”.

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