Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Inter Cultura

La via obbligata dell’interculturalità. Viaggio tra i nuovi piacentini

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LA VIA OBBLIGATA DELL’INTERCULTURALITA’

E’ il titolo di un libretto scritto nel 1994 da Antonio Perotti, piacentino, missionario scalabriniano, esperto di migrazioni a fare da motivo ispiratore della nuova collaborazione tra PiacenzaSera.it e le associazioni “Mondo Aperto” e “Sentieri nel Mondo” che si occupano da anni di formazione e di mediazione interculturale. Un viaggio a puntate nel mondo delle comunità straniere che vivono, lavorano (e pagano le tasse) a Piacenza. 

Questo scritto di Gian Carlo Sacchi ci introduce nel tema. 

E’ il titolo di un libretto del 1994 di Antonio Perotti, piacentino, grande esperto di migrazioni, precursore del dibattito sociale e politico dal quale ancora oggi non riusciamo a districarci, nonostante facciamo parte di una società che si dice dinamica e pluralista.

Proprio questo contesto favorisce l’intreccio di reti di relazioni dalle quali si sviluppa la capacità di vivere insieme questa pluralità di culture alle quali ciascuno partecipa. Già da allora il Perotti ci diceva che l’intercultura non è un fatto transitorio, ed incominciamo a rendercene conto, ma un “sistema di pensiero permanente” in rapporto ad una situazione di cambiamento continuo.

Il riferimento a questa pluralità culturale ha il vantaggio di ampliare i problemi posti dalle popolazioni immigrate, evitando che diverse identità concepite in modo totalizzante entrino in conflitto.

L’approccio interculturale interessa tutti, non solo gli immigrati, i bambini e gli adulti, e non può riguardare soltanto una conoscenza superficiale delle diverse realtà che entrano in contatto, ma deve entrare nella dimensione culturale appunto, cioè quella relativa ai valori che vengono incarnati e trasmessi. Andranno approfonditi i diritti dell’uomo, di pari passo con le cause dell’intolleranza e della xenofobia.

Intercultura vuol dire anche interlingua, un sapere che apre le porte ad altri saperi umani ed all’evoluzione tecnologica, come strumento di comunicazione e come funzione identitaria e di radicamento in una comunità d’origine.

Questa complementarietà tra le lingue e le culture è importante che si traduca in progetti di formazione per opera di insegnanti e mediatori, al fine di aiutare ad interpretare le diversità e fornire strumenti adatti per la gestione delle relazioni e l’elaborazione interculturale.

Abbiamo la necessità, dunque, di porre la relazione al centro della comunicazione e la cultura come criterio unificante di una nuova convivenza sociale e territoriale, contro le discriminazioni, per un percorso integrato di ricerca e di educazione dei giovani e degli adulti.

L’edificazione della società dell’avvenire, sono sempre parole di Perotti, non può attendere che il ciclo delle generazioni diluisca o assorba le attuali differenze. La sfida politica consiste nel trovare un giusto rapporto tra le diversità culturali e la coesione sociale: questa è vera democrazia.

Partendo da questi presupposti e facendo riferimento al sistema delle relazioni tra comunità di diversa provenienza e con i piacentini, nonché all’aspetto culturale come espressione dei vari gruppi sociali che contribuiscono alla costruzione della comunità locale, presentiamo questo strumento di comunicazione che può preludere ad altre iniziative di aggregazione e di approfondimento.

In queste pagine verranno promossi riflessioni, esperienze virtuose di integrazione realizzata, progetti culturali e sociali, per uno scambio e il reciproco arricchimento ed anche per la migliore conoscenza della lingua italiana ed il recupero delle “lingue madri”, attraverso la pubblicazione di testi in diverse lingue.

Tutto questo potrà avvenire anche attraverso la collaborazione tra le associazioni, italiane e di altri Paesi, che già operano nel settore e che insieme potrebbero rendere maggiormente visibile alla città il progressivo sviluppo delle attività interculturali.

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