“Non c’è spazio a Piacenza per nuovi centri commerciali e supermercati”

“Stiamo monitorando attentamente il percorso che prossimamente porterà in Consiglio Comunale di Piacenza i criteri, approvati in Commissione Territorio, con i quali verranno valutate le proposte inviate dai privati in relazione a nuove aree a destinazione commerciale”.

“Ciò che ci preoccupa maggiormente è il possibile proliferare di nuove strutture commerciali in un mercato a nostro giudizio fortemente saturo di attività di questo tipo”.

Così il Presidente di Unione Commercianti Raffaele Chiappa: “Comprendiamo – prosegue – le esigenze dell’Amministrazione di Piacenza di voler riqualificare aree di recupero o aree con immobili dismessi, tuttavia, auspicheremmo che questo potesse avvenire percorrendo un’altra strada”.

“Agire in questa direzione infatti – sottolinea il Direttore dell’Unione Commercianti Alberto Malvicini – ci esporrebbe, non solo ad un possibile danno al tessuto economico esistente dei nostri negozi di vicinato, ma anche ad una guerra tra la Grande Distribuzione che potrebbe lasciare sul terreno cattedrali nel deserto costruite o riqualificate per poi essere abbandonate in quanto investimenti non sostenibili in questo fragile contesto sociale”.

“Certamente – prosegue – l’aver inserito la presentazione di una relazione di valutazione di impatto socio – economico e ambientale con riferimento alla zona urbanistica interessata è stata una scelta corretta e importante così come lo è stato aver imposto un limite per lotto a non più di una sola medio struttura, tuttavia un grave errore è stato quello di aver previsto che tutto questo potesse applicarsi solamente a superfici inferiori ai 50.000 mq”.

“Come Associazione già durante la passata campagna elettorale – precisa il Presidente Chiappa – avevamo chiesto a tutti i candidati a Sindaco di appoggiare una moratoria all’apertura di nuovi centri e supermercati in quanto, lo ribadiamo, l’apertura di nuovi punti vendita non può trovare, nel già fragile tessuto economico piacentino, spazio”.

“Oggi chiediamo che tale moratoria venga applicata dilatando il più possibile la facoltà di avviare nuovi insediamenti commerciali di grandi dimensioni, quanto meno fino a che non verrà effettuato uno studio sulle necessità di nuove strutture di queste dimensioni e di prevedere, quanto meno, compensazioni economiche e di opere viabilistiche-urbanistiche (vedi aree di sosta, segnalazioni parcheggi, arredo urbano, abbattimento costi d’esercizio – occupazione suolo, IMU, ecc.) a carico di coloro che vorranno realizzare queste nuove superfici di vendita a favore di aree commerciali costituite da negozi di vicinato, come il nostro centro storico ma non solo”.

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