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“Simon & Garfunkel spiegati ai ragazzi”

Un agile volumetto per far conoscere e riscoprire due icone della musica pop americana anni 60 e il film che con la sua colonna sonora ha fatto esplodere le loro più celebri canzoni.

“Simon & Garfunkel. Un ponte su acque agitate” della giornalista e musicista Eleonora Bagarotti e “Il Laureato” di Mike Nichols hanno camminato insieme nella serata del 20 febbraio al cinema Corso di Piacenza, risvegliando atmosfere intramontabili mai dimenticate in una sala gremita di pubblico.

Prima della proiezione del film, una breve presentazione del libro, edito da VoloLibero, sotto forma di dialogo amichevole con Alberto Dosi della Fondazione Piacenza e Vigevano e l’inquadramento storico-cinematografico del capolavoro di Nichols con Piero Verani dei Cinemaniaci.

“Un libro che fa conoscere la carriera di Simon & Garfunkel come duo e come solisti con una ricca discografia ragionata, ma adatto anche per chi vuole approfondire l’universo dei due artisti” ha sottolineato Alberto Dosi.

Aneddoti, curiosità, storia umana e personale infatti non mancano.

“Un saggio agile scritto in breve tempo- spiega l’autrice – per esigenze editoriali e spinta personale di un appassionata di Paul Simon e di musica. Ero all’ultimo concerto di Simon ad Hyde Park l’estate scorsa, con mio figlio che ha ballato con me un intero lento; da lì mi è nata l’idea di scrivere questo saggio come se parlassi ai ragazzi, per far loro conoscere qualcuno che non non hanno vissuto direttamente”.

Poi le considerazioni sui tratti salienti del volume: “Simon musicista di prim’ordine, figlio di musicista”, che, “come e più di McCartney” evidenzia da buon beatlesiano Dosi “compone le melodie e poi a queste adatta sentitamente i testi, in lunghi o brevi processi creativi”, così come il “Garfunkel cantante”, “pensiamo ad esempio a The Sound of Silence” o “The Bridge over trouble water” ha ricordato la giornalista.

Poi il rapporto d’affetto con i Beatles, in particolare con George Harrison, che Paul Simon andava a trovare spesso a Londra in tutto il lungo periodo di permanenza in Inghilterra precedente alla produzione americana de”Il Laureato” nel 1967.

Spartiacque fondamentale che ha segnato la netta, sofferta separazione del duo (dalla fine degli anni 60 all’inizio degli anni ‘8o), riunitosi successivamente a seguito del divorzio tribolato tra Paul Simon e la bella Carrie Fisher e del suicidio dell’ amatissima compagna di Art Garfunkel nel 1979.

Già “Hearts and Bones” di Simon solista porta i segni di questa reunion che avverrà per l’ultima volta in grande stile nel concerto di Central Park del 1981.

“Una magia di continui allontanamenti e ritorni, resa possibile da un’amicizia nata nell’infanzia e mai veramente spenta che difficilmente si ritroverà nella storia della musica” conclude Eleonora Bagarotti.

Ma se con la colonna sonora de “Il Laureato” esplode il successo planetario di canzoni come “Mrs Robinson” e “The sound of silence” firmate dal duo americano, la proiezione cinematografica non poteva mancare a coronare la serata.

A definirne il contesto culturale è Piero Verani. “Siamo nella New Hollywood americana, tra la seconda metà degli anni ’60 e la fine dei ’70 – spiega -. In un contesto di diffusione e legittimazione delle droghe, di rivoluzione femminile, segnato profondamente dalla tragedia della guerra in Vietnam, il cinema smette di essere fabbricatore di sogni e diventa specchio della realtà”.

È il periodo di grandi registi, autori di capolavori: basti pensare a Taxi Driver di Scorsese, Gangster Story di Arthur Penn o Easy Reader di Dennis Hopper.

“ll laureato (1967) , film di rabbia e protesta seppur ancora parziale, si inserisce perfettamente in questo contesto – continua Verani – con un Dustin Hoffman bello, ma perdente”. Profetico con la “futura industria della plastica e la fiammante Alfa Romeo, presto auto di sistema”.

Attualissimo, se fin dalle prime inquadrature è evidente l’incomunicabilità del giovane protagonista con i genitori e con il mondo esterno.

Contemporaneo anche per contrasto: allora il futuro era nella plastica, oggi è plastic-free.

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