“Pro, il Comune doveva intervenire”. La replica “Attenzione costante. Ora impegno per Siboni e giovani”

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“Sulla vicenda Pro Piacenza è mancata da parte del Comune una presa di posizione chiara a tutela dell’immagine di Piacenza e dei giovani calciatori”.

E’ il parere della minoranza in consiglio comunale dopo l’esclusione dal campionato della società rossonera a seguito della partita farsa di domenica a Cuneo.

“Invitiamo i fratelli Gatti – scrivono in una nota Gloria Zanardi (Misto) e i gruppi consigliari di Pd, Piacenza in comune, Liberi e Movimento 5 stelle – ad essere più indulgenti per la dimenticanza del Sindaco Barbieri verso la stupenda stagione che il Piacenza Calcio sta regalando a tifosi e città, culmine di un percorso virtuoso che dura ormai da anni e che è sempre stato contraddistinto da serietà sia nella gestione amministrativa sia sul campo (il riferimento è alla polemica della società biancorossa con il primo cittadino, ndr)”.

“D’altronde – aggiungono ironicamente – le origini cremonesi del primo cittadino non giocano a favore di uno smisurato amore per i colori biancorossi”.

“Vero è – proseguono – che sulle decisioni prettamente societarie e della Lega e Figc l’amministrazione non ha il potere di interferire in maniera diretta, tuttavia ci si aspettava almeno che la giunta si impegnasse a svolgere un ruolo maggiormente incisivo di intermediazione (ed anche di pressione), e soprattutto che si facesse sentire per smarcarsi da alcune situazioni, che hanno interessato il Pro Piacenza, a dire poco grottesche”.

“Ciò anche alla luce del fatto che questa maggioranza si è dimostrata prontissima, in altre occasioni passate di difficoltà dello sport locale, a scagliarsi contro l’ignavia di una classe politica (avversaria) da rottamare”.

“La farsa finale di Cuneo – si legge ancora nella nota – con il 20 a 0 rifilato a 6 ragazzini più un massaggiatore, mandati in campo allo sbaraglio da una dirigenza scellerata, poteva essere evitato o almeno condannato dal Sindaco, che avrebbe dovuto picchiare i pugni sul tavolo ricordando a Pannella e soci che è il nome di Piacenza quello che viene portato in giro per i campi d’Italia”.

“Meglio avrebbero fatto, Sindaco e assessore, a riflettere più a fondo sul clamoroso danno d’immagine alla città, coperta di ridicolo sulla stampa, non solo sportiva, d’Europa e del Mondo (persino il New York Times!), per non parlare degli enormi pregiudizi al percorso di crescita sportiva di decine di ragazzi e delle loro famiglie che hanno investito sogni, energie e denaro. Il tempo dirà a chi e in quale misura assegnare le responsabilità di quanto accaduto”.

“Nel mentre – concludono – riteniamo fondamentale anche spronare l’amministrazione a ragionare sul futuro dell’impianto sportivo della Besurica, utilizzato dal Pro Piacenza, che è sempre stato un punto di riferimento: sociale-sportivo ed educativo”.

La replica di Cavalli: “Attenzione costante. Ora impegno per il Siboni e per i giovani calciatori” – Non si è fatta attendere la replica di Palazzo Mercanti attraverso l’assessore allo sport Stefano Cavalli.

“La triste vicenda del Pro Piacenza non è certo materia da Bar Sport per chi amministra una città. Noto invece – commenta Cavalli – che la raffazzonata compagine della minoranza si dedica, condendo il tutto anche con battute e sarcasmo fuori luogo, a ragionar di calcio e di regolamenti, senza peritarsi nemmeno di approfondire tutta l’attività che in questi mesi l’Amministrazione comunale ha portato avanti su questa partita”.

“E’ da ottobre – prosegue Cavalli – che personalmente, insieme agli uffici competenti e in pieno accordo con la Federazione Calcio e la Lega, si sta monitorando con attenzione la vicenda societaria del Pro Piacenza, sulla quale, come la stessa rappresentativa dell’opposizione comunale riconosce, ben poco si poteva fare da parte del Comune”.

“Oggi – aggiunge l’assessore – dopo che si è consumata la pagina più triste di quella società, che ha avuto ripercussioni anche sul buon nome della città, siamo già impegnati per giungere a una tempestiva soluzione sulla gestione del campo Siboni, che ben sappiamo essere stato e rappresentare tuttora un centro sportivo e aggregativo di grande valenza, anche dal punto di vista sociale, per la Besurica e per l’intera città”.

“Allo stesso tempo ci stiamo impegnando – conclude Cavalli – perché ai giovani calciatori che hanno subito questa inqualificabile vicenda sia data la possibilità di concludere la stagione giocando a pallone e divertendosi come è giusto che sia, non subendo ulteriori ripercussioni a seguito di ciò che è accaduto”.

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