Al Trieste 34 quindici spettacoli con le compagnie teatrali piacentine PROGRAMMA

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Conto alla rovescia per la quinta edizione della rassegna teatrale/artistica “KM 0”, destinata, come appunto suggerisce il titolo, alle compagnie teatrali a chilometro zero, vale a dire attive nel nostro territorio e nei dintorni.

E sono davvero tantissime le adesioni: nella passata edizione erano stati 9 i titoli in cartellone, quest’anno sono diventati ben 15, in scena al Teatro Trieste 34 (via Trieste 34, Piacenza) dal 5 aprile al 7 giugno, con inizio spettacoli alle ore 21.

La rassegna, sotto la direzione artistica di Filippo Arcelloni, è un progetto di PKD (Piacenza Kultur Dom) nato per creare uno scambio e un confronto fra diverse esperienze artistiche alla presenza del pubblico. Un’occasione davvero unica, per le tante compagnie e per gli artisti, di avere la possibilità di esibirsi in un contesto teatrale.

Gli spettacoli in programma sono espressione di stili e ricerche artistiche molto diverse fra loro perché, come ci ricorda Filippo Arcelloni, “appositamente non abbiamo voluto fornire un tema o un motivo conduttore affinché lo specifico lavoro artistico di ogni compagnia potesse essere il vero protagonista”.

Un cartellone ricco, oltre il concetto stesso di teatro amatoriale, nutrito di grande professionalità, ricerca, passione, sperimentazioni, contaminazioni ed esplorazioni in ambiti e linguaggi differenti.

Si tratterà inoltre di una vera e propria compartecipazione, da parte delle compagnie, con lo stesso Teatro Trieste 34 che ospita l’iniziativa. Alle compagnie verrà concessa infatti la gratuità dello spazio, l’assistenza tecnica (luci/audio) e il sostegno nella promozione degli spettacoli. L’incasso, (costo del biglietto 10 euro), verrà suddiviso fra ospiti e ospitanti.

“Sono davvero poche, nella nostra città – dice ancora Arcelloni – le possibilità di esibirsi, in un contesto professionale, a costo zero. Vogliamo sostenere una cultura della compartecipazione, dello scambio, con la parte di ‘rischio’ che ciò comporta, sul solco della miglior tradizionale arte scenica del nostro paese”.

Una possibilità unica, insomma per ‘fare teatro’, per attivare energie artistiche ed espressive e per condividerle.

CALENDARIO

Venerdì 5 aprile ore 21.00

Spettacolo Evento “Nunca mas”

E’ nel sonno della pubblica coscienza che maturano le dittature. Musica e canzoni. Rappresentazione musicale teatrale per raccontare attraverso musica e testi, l’orrore delle dittature.

Nunca Mas (Mai più) nasce da un progetto di Massimiliano Malavasi, perfezionato e portato in scena insieme a Antonio Amodeo, Erica Opizzi, Ernesto Palummeri, Agnese Mozzanica e Pietro Cusimano. Il progetto artistico unisce canzoni sudamericane ed europee, suonate dal vivo, alla lettura degli atti del processo svolto in Italia che vede imputati i torturatori di italo-argentini durante la dittatura.

Il progetto prende spunto da una memoria autobiografica dell’Autore (Massimiliano Malavasi) ancora bambino che ci riporta ai Campionati Mondiali di calcio svoltisi in Argentina nel 1978. Ripercorre quanto accadde in Cile col colpo di stato del 1973 ed in generale in Sud America nel periodo della guerra non ufficiale contro il comunismo.

Dall’operazione “Condor” a Pinochet; dall’inizio della dittatura argentina di Videla, ai sequestri di persona da parte della polizia segreta, alle torture nei centri di detenzione clandestina. Dai figli tolti alle madri di “Plaza de Mayo” ai “voli della morte”. La rappresentazione è preceduta dalla proiezione di un cortometraggio di Ken Loach.

 

Sabato 6 aprile ore 21.00

Andrea Buffa – “L’umanità con le scarpe da ginnastica”

E’ uno spettacolo di teatro di narrazione diviso in due atti unici che corrispondono a due diverse storie. L’ambientazione di entrambe le storie è di tipo sportivo e, benché si tratti di fatti realmente accaduti, la narrazione ha come obiettivo altro dalla rievocazione sportiva.

L’umanità è l’argomento reale, l’umanità che nei suoi molteplici aspetti ci fa tutti uguali nel bene e nel male. Lo sport (Giro di Italia 1956 e Olimpiadi di Berlino 1936) è lo sfondo sul quale si innestano vicende umane di grande spessore, il cui valore trascende il tempo nel quale si sono svolte. Lo spettacolo, che ha già visto molte decine di repliche in tutta Italia, è veloce, a tratti brillante e, anche quando intercetta temi impegnativi, mai retorico.

Andrea Buffa, porta la sua Umanità in mezzo al pubblico con il quale non esita ad entrare in relazione direttamente. La scenografia è essenziale anche se alcune trovate sceniche sono di grande suggestione. L’attore/autore, ad esempio, chiude il primo atto recitando e pedalando contemporaneamente sul palco in sella a una vera bici.

 

Domenica 7 aprile ore 21.00

Stella polare e le Strix – “Il primo quarto di luna”

Testo di Monica Zanon

“Il primo quarto di luna” rappresenta la Giovane Strega, è l’energia nuova e attiva, è la Fanciulla spensierata e curiosa che sta crescendo. E’ associata alla libertà, al coraggio e al divenire. Essa, in quanto donna, è anche strega. Quattro giovani streghe apprendiste cominciamo a muoversi nel mondo della stregoneria aiutate da streghe non più giovani.

“Stella polare” è il laboratorio semipermanente del centro educativo “Stella polare” che lavora con i ragazzi delle scuole medie sul territorio del quartiere. Ospiti all’interno dello spettacolo le Strix, un gruppo di signore di diverse età che si diverte a far spettacolo ormai da una decina d’anni.

 

Venerdì 26 aprile ore 21.00

Guido Briocchi e Raffaella Destefano – “Il Sogno, la Vita, il Viaggio”

storyteller Guido Briocchi

chitarra acustica e voce Raffaella Destefano

sound designer Jacky Cella

chitarra elettrica Gaetano Maiorano

sassofono Gianluca Zanello

tecnico audio Stefano Spina

visual art Giulia Bonaldi

Questa storia racconta il progetto Ride the Change, un viaggio di 9.000 km su uno scooter 125 realizzato da Guido Briocchi, formatore aziendale e motivatore. Da Buenos Aires a Quito attraverso la Panamericana, in un susseguirsi di sfide e paure, fino alla scoperta di nuove possibilità.

All’interno di un coinvolgente storytelling con le immagini e i video realizzati da Guido durante il suo viaggio, si intrecciano le musiche originali della cantautrice Raffaella Destefano. Le canzoni suonate dal vivo durante lo spettacolo, fanno parte del suo ultimo disco Un atlante di me. Scritte appositamente per il viaggio, creano momenti di grande atmosfera sonora ed emotiva. Il sogno, la vita, il viaggio: Una storia ricca, un manuale di istruzioni fai da te per imparare a rendere reali i nostri sogni, partendo dalla nostra quotidianità.

 

Sabato 27 aprile ore 21.00

Andrea Buffa – “Volevo scrivere una canzone ma c’era la guerra”

Partendo da una vicenda autobiografica, Andrea Buffa, attore e autore, riprende uno dei temi a lui più cari: quello sempre drammaticamente attuale della guerra.

“Volevo scrivere una canzone ma c’era la guerra” guarda, raccontando tre vicende reali, alla tragicità della guerra e alla questione non facile della responsabilità. Lo spettacolo, che pure ha tre momenti fondamentali, scorre senza soluzione di continuità, punteggiato da alcune canzoni interpretate dallo stesso Buffa che, in questa occasione, mette in campo anche la sua esperienza di cantautore.

Uno spettacolo “veloce”, senza spazio per la retorica, che costringe inesorabilmente a guardare nella direzione di una delle attività ancora preferite tra gli uomini: quella di ammazzarsi a vicenda. Parole e musica intrecciate a ciò che ci fa tutti vicini: l’Umanità.

 

Venerdì 3 maggio ore 21.00

Pinuccia Zuffada – “Tocc e Buccon in Dialëtt”

Un salto nei ricordi, grazie ai monologhi e alle poesie dialettali di Valente Faustini- Parte dell’incasso sarà devoluto a La casa di Iris.

 

Sabato 4 maggio ore 21.00

Kabukista – “Delitto a villa Alba”

Con Giulia Antonucci, Diego Battistelli, Gaia Cavaliere, Francesca Cavozzi, Patrizia De Santis, Rosarita Di Croce, Salvatore Mortilla, Alessandra Olivieri. Regia: Francesco Ghezzi

Un irresistibile giallo liberamente ispirato alle opere di Achille Campanile in cui niente è come sembra e il gioco degli equivoci si sussegue rendendo le indagini sempre più intricate.

L’ispettore Brown, affiancato dal suo braccio destro Mortimer, cerca inutilmente il bandolo della matassa tra false piste, indizi indecifrabili, testimoni reticenti, triangoli amorosi e personaggi bizzarri in un tourbillon di esilaranti colpi di scena. Chi ha ucciso lo spregiudicato cacciatore di dote? E perché la giovane fidanzatina non si strugge di lacrime? Tra Venanzia e la domestica indiana dall’improbabile accento, la svampita padrona di casa e la zia senza scrupoli, il mistero si infittisce.

Nei panni degli strampalati protagonisti di questo spassoso mistery un gruppo di agguerriti e travolgenti attori che, pur calcando le scene per la prima volta, riesce a rendere giustizia al linguaggio poetico dell’autore, che analizza le molteplici sfaccettature della vita quotidiana e che, utilizzando un linguaggio solo in apparenza popolare, svela il paradosso della società intorno a noi.

 

Domenica 12 maggio

Kabukista – “Terrore e miseria del Terzo Reich”

di Bertolt Brecht. Con Luciana Baggi, Arianna Farao, Francesca Lanza, Riccardo Merli, Živko Miahjlov, Elia Nicoli, Lorenzo Paraboschi, Sara Paraboschi, Gian Luca Riggi, Paola Shyti.

regia: Silvia Zacchini Kab e Francesco Ghezzi.

In collaborazione con il Centro Culturale Italo-Tedesco.

Scene di vita quotidiana sotto uno spietato regime, una discesa verso l’abisso dell’umanità, dove fiducia e solidarietà sembrano scomparse e non esistono più punti di riferimento, sicurezze, dove ogni rapporto umano cela un tradimento.

I protagonisti – tra i quali le distinzioni tra vittime e carnefici paiono affievolirsi sempre più – sembrano osservare con disincanto e rassegnazione il crollo di ogni certezza schiacciati da un’oscurità che si inselva ovunque.

Un’opera quantomai attuale, qui presentata in versione ridotta, che mostra la grandezza della poetica di Bertolt Brecht, uno dei più importanti autori teatrali tedeschi.

Lo spettacolo viene messo in scena dagli attori dell’Under 22 Lab – un progetto voluto e sostenuto fortemente da Kabukista e dal Centro Culturale Italo-Tedesco di Piacenza – il cui scopo è creare una giovane compagnia teatrale attraverso una formazione costante e di ottimo livello.

 

Venerdì 17 maggio ore 21.00

Letizia Bravi and ChezActors – “Dannazione!”

di Carolina Migli e Letizia Bravi

con Letizia Bravi e con i “dannati” Samuel Bateson, Pietro Fenucci, Mattia Fragassi, Alice Robbi

design luci Anna Adorno

grafiche e cartoons Valentina Bertuzzi

video Roberto Dassoni

scenografia Stefano Zullo

effetti audio e registrazioni Audiozone

regia Carolina Migli

“Dannazione!” è uno spettacolo di nuova drammaturgia scritto a quattro mani da Letizia Bravi e Carolina Migli.

Una teenager figlia di genitori radical chic si trova all’improvviso in un luogo molto kitsch e comprende di essere morta. Tra varie riflessioni e dialoghi con altri giovani: una scout, un nerd, un calciatore e un hipster. Al contrario di loro lei non conosce la ragione per cui dopo la morte sia finita lì. Fino a scoprire che la ragione per cui è all’inferno è l’aver connesso il peccato più grave: sperare. La speranza è l’ottavo peccato capitale. Anche all’inferno cerca di non arrendersi perché in fondo la speranza è l’ultima a morire.

“Da molto tempo volevamo investigare sul tema della morte, il Business che ci sta dietro in vita, il tema della colpa e del peccato e come vivono i giovani queste tematiche.

Il lavoro è stato organizzato dall’ associazione ICON e sostenuto dalla Fondazione d Piacenza e Vigevano. Il testo prende spunto da autori ‘infernali’ quali Dante, Pasolini, Dario Argento e da ‘Damned’ di Chuck Palahniuck. Da loro abbiamo preso spunto per la protagonista della nostra storia. Questi autori ci hanno ispirate a scrivere del nostro rapporto con la morte e con l’aldilà. Su come ci immaginiamo l’inferno” (Letizia Bravi e Carolina Migli)

 

Sabato 18 maggio ore 21.00

MaiSentiti – “Decameron”

con Marion Andrieux, Benedetta Battagliese, Cassandra Gazzola, Emanuele Mazza, Davide Moussa, Alessandro Palazzo, Paolo Quaroni, Irene Spongano

musiche: cantate e suonate dal vivo dagli attori

luci Valeria D’Ellena

costumi e scene Atelier MaiSentiti

regia Leonardo Gazzola

Da Giovanni Boccaccio, adattato da Leonardo Gazzola

1910: un manipolo di anime alla deriva emigra su di un canotto sgangherato. Fuggono dalla miseria, dalla terra del non-domani. Situazione problematica o privilegiata? Intanto è scenario per una gara di abilità tra narratori dove magicamente, grazie alle invenzioni dei personaggi e con l’aiuto di qualche oggetto uscito dalle loro povere valigie, prendono vita le imperiture novelle di Boccaccio, ancora frizzanti dopo sei secoli.

Vicende di astuzia, di lussuria, di amore e di dolore, di compassione e di imbrogli. Di speranza.

 

Domenica 19 maggio ore 21.00

Kabukista – “Amleto non l’avrebbe fatto”

con Lorenza Agosti, Mauro Barilati, Silvia Bocciarelli, Roberta Dadini, Giulio Di Stefano, Elena Murmura, Maria Tagliafichi, Silvia Testa. Regia: Silvia Zacchini

Una scalcagnata compagnia di attori, disoccupati ormai da molto tempo, cerca di mettere in scena un improbabile Amleto tra rivalità, gelosie, manie da primedonne e dubbio talento.

Man mano che lo spettacolo prende forma affiorano insicurezze, fragilità, inaspettate alleanze e ardenti competizioni tramite cui ciascuno cerca di ritagliarsi il proprio momento di gloria, nella disperata ricerca di una seconda possibilità.

Ma quella che sembra essere un’ultima spiaggia dal punto di vista professionale, si rivela invece una straordinaria avventura umana che porterà ciascuno dei protagonisti a scoprire la parte migliore di se stessi, a lungo dimenticata.

Una commedia sul teatro, sull’amicizia, sulle scelte difficili e su ciò che davvero conta, messa in scena dal gruppo avanzato del Mestiere dell’Attore di Kabukista.

 

Sabato 25 maggio ore 21.00

DDT (Deserto Dentro Teatro) – “Park your car in Harvard Yard”

di Israel Horowitz. Con Grazia Alicanti, Fabio Doriali

assistente regia Martina Ramelli

scenotecnica Gianluigi Gandini, Silvano Labò, Piero Schiavi

grafica Cristina Castigliola

regia Fabio Doriali

“Park your Car in Harvard Yard è testo semisconosciuto di autore semisconosciuto. Almeno in Italia. Il drammaturgo-attore americano Israel Horovitz in realtà sconosciuto non lo è per nulla. E ‘Park your car…’ ne è testo tra i più paradigmatici.

L’ho scelto per continuare il discorso di DDT sul teatro contemporaneo letto secondo il mio credo grottesco-paradossale-sovraesposto. Un invalido-sordo non credibile assume una governante-badante non credibile. C’è qualcosa che i due si dicono poco a poco, come una lumaca che passeggia verso il bosco buio. E loro, un bosco buio, lo hanno alle spalle.

Ci sono macchine in scena.

Ci sono tanti, troppi, apparecchi acustici.

Ci sono tante troppe ingenuità.

Dai, non è possibile…..

Eppure……

‘Park your car…’ è uno scioglilingua.

Una filastrocca crudele.

Un noir gelido e tagliente come il temperino che non avevi alle elementari. ‘Love never dies…’ ne è il sottotitolo. Scoprirete perché” (Fabio Doriali)

 

Venerdì 31 maggio ore 21.00

Maurizio Sesenna, Salvatore Vanella & Friends – “A modo nostro”

Un affettuoso omaggio ai più grandi cantautori e un personalissimo viaggio nella canzone popolare

“Fra le canzoni in scaletta, quella sera canto due serenate siciliane, brani non certamente usuali per un nativo padano. Dopo il concerto mi si avvicina. Lui, siciliano doc (da Marsala) e bravissimo pianista (lo scopro dopo), si complimenta. Da quel momento ci siamo rivisti più volte, prima in tre (io, lui e un pianoforte), in seguito con altri amici, scoprendo comuni passioni

Abbiamo scelto una ventina di brani ( dal cantautorato alla musica popolare) che amiamo e che vogliamo proporre, insieme ad altri amici musicisti, a chi ama le cose belle. O, almeno, quelle che noi riteniamo tali” (Maurizio Sesenna)

 

Sabato 1 giugno ore 21.00

Collettivo Radici Sospese – “Senza/Con-fine”

con i danzatori: Valentina Battistoni, Susanna Danelli, Francesca De Fabritiis, Aurelia Delfino, Fabiola Filace, Rachele Petrini, Chiara Pisano, Eva Laura Testa

regista, disegnatore luci e scenografo:Pietro Farneti (Direttore e docente della scuola Risvegli Maria-Fux)

Lo spettacolo si sviluppa in 11 quadri, di cui uno con strumenti dal vivo. Senza/Con-fine è uno spettacolo costruito interamente con il metodo di danza creativa- danza terapia Maria Fux. Da anni praticata come arte terapia, la danza Fux si è affermata come preziosa alleata per il benessere e la libera espressione di tutte le persone di ogni età, diventando soprattutto un’ottima risorsa nel lavoro con la disabilità.

Le danzatrici in scena sono tutte danza terapiste diplomate alla scuola milanese “Risvegli-Maria Fux”. Nato come restituzione scenica di un lavoro triennale di formazione in danza creativa-danza terapia Senza/Con-fine è cresciuto fino a ottenere anche riconoscimenti artistici, entrando quest’anno nel cartellone del festival di danza indipendente Hangartfest di Pesaro e venendo ben accolto nell’innovativo spazio milanese di Factory32. Nel proporre questo nostro lavoro cerchiamo un’altra occasione per incontrare le persone, il cosiddetto pubblico, attraverso il linguaggio della danza, attraverso la sua comunicazione e contaminazione.

Senza/Con-fine prevede un momento finale di coinvolgimento del pubblico che secondo noi riporta la danza al suo vero significato di festa, riflessione, e condivisione. “Tracciano, separano, contengono, a volte sbarrano fin dentro al corpo. Ma anche definiscono, delineano, raccontano, chiariscono, proteggono. I nostri confini personali sono le linee del continuo divenire che ci portiamo dentro e fuori. A volte proprio un tumulto, a volte una linea di meditazione. A volte un ricamo: lieve, un sentiero, con il sole e appena un po’ di vento.

A volte i confini sono le trame che tessiamo insieme, facendo scricchiolare la curiosità oltre il nostro naso, oltre la nostra famiglia, oltre il solito gruppo di amici, oltre i conoscenti, oltre noi stessi. Ma confini sono anche gli spazi che abitiamo, a volte barriere che aumentano le distanze, a volte oasi che mettono in movimento pensieri comuni. Oppure, ovunque, quei ritmi quadrati di testa che dettano legge ai corpi con la scusa dell’efficienza e della velocità.

Presto e bene quando mai vanno insieme? Questo tempo, quello dei villaggi globali, è capace contemporaneamente di aprire portali sull’universo e di lasciare barriere di corpi sul fondo del Mediterraneo. Stare bene nei propri confini, nella propria pelle, in un paese è il primo movimento per incontrare gli altri, i loro confini, paese, pelle.

Comunicare, raggiungere un linguaggio comune. La danza, da sempre lingua di tutti i corpi, supera le barriere, viaggia senza passaporto” (Aurelia Delfino).

 

Venerdì 7 giugno ore 21.00

Progetto Cornucopia e Le Rane – “Up to you. Sta A Te”

Up To You è il desiderio di dare voce alle ombre che accompagnano il mondo femminile di oggi attraverso tre immagini, tre istantanee di vita quotidiana. In un mare di facce visibili e nascoste, tra passi di danza e dure parole, starà al pubblico decidere quale sia il volto della normalità.

Progetto Cornucopia nasce a Piacenza nel 2013 dal desiderio di Elena Rossetti di esplorare le interazioni tra Danza e Arti Visive, quali la Pittura, la Fotografia e la Scultura, attraverso performance di danza e laboratori esperienziali.

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