PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Caldo e siccità, il 2017 a Piacenza “annus horribilis”. E quest’anno potrebbe essere peggio

Che il 2017 fosse stato in Italia uno degli anni meno piovosi e a più alta siccità degli ultimi anni era chiaro a tutti anche senza bisogno di grafici e tabelle.

La conferma, a livello nazionale, è comunque arrivata il 19 marzo con la presentazione dell’annuario Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) in cui è emerso che quelli di due anni fa sono stati i 365 giorni tra i più secchi dell’intera serie calcolata dal 1961, secondi solo a quelli del 2001.

Una situazione che ha ovviamente riguardato anche Piacenza, come raccontato invece dall’Annuario regionale dei dati ambientali Arpae, il report – giunto alla sua sedicesima edizione – che si occupa di analizzare i dati relativi all’ambiente in Emilia Romagna.

Qualità dell’acqua, dell’aria, del suolo e del clima, oltre ai sistemi energetici, la gestione dei rifiuti e la biodiversità sono solo alcuni degli elementi monitorati dall’annuario, con lo scopo di offrire un resoconto chiaro e dettagliato a chiunque sia interessato a conoscere il territorio in cui vive e lavora.

Tornando al “focus” sulle temperature dell’Emilia Romagna, nel 2017 – l’ultimo anno preso in considerazione da Arpae – l’analisi delle massime mostra un’anomalia positiva su tutta la regione, con una media regionale di + 2,8°C rispetto al periodo di riferimento considerato che va dal 1961 al 1990.

silvi

Nel quadro analizzato, è proprio la nostra città che si segnala come il centro in cui l’anomalia è stata maggiore, con valori di circa + 4,7 °C – insieme ad altre aree isolate delle province di Modena, Bologna, Ravenna e Forlì – Cesena.

Anomalie che hanno interessato anche le precipitazioni medie annue: il trend regionale registrato rispetto al periodo di riferimento (1961 – 1990) racconta infatti di un valore medio di precipitazioni inferiore di 220mm. Anche in questo caso, valori molto alti in negativo hanno interessato la parte centrale della provincia di Piacenza, con circa 550 mm in meno di precipitazione rispetto al periodo di riferimento 1961-1990.

A livello stagionale, le precipitazioni sono state inferiori alla norma su tutta la regione durante l’inverno, la primavera e l’estate. Le anomalie negative più intense si sono verificate durante l’estate.

tabella anomalie precipitazioni 2017 Arpae

Anche se è forse prematuro parlarne, guardando a questi primi mesi del 2019 caratterizzati da alte temperature invernali e scarsità di precipitazioni, il timore è che quest’anno possa alla fine superare i “record” negativi registrati nel 2017.

A riprova di ciò le recenti dichiarazioni fatte dalla Coldiretti  in seguito alla pubblicazione dei dati Ispra, che hanno evidenziato come “Allo stato attuale nel nord Italia la situazione è peggiore di quella del 2017, che ha creato difficoltà anche per gli usi civili nei centri urbani ed è costata 2 miliardi di euro in danni all’agricoltura a causa della siccità che ha tagliato i raccolti delle principali produzioni, dagli ortaggi alla frutta fino al mais, ma anche alle risaie, ai vigneti e al fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte”.

foto: Arpae

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.