Il Consiglio di Stato “Un agriturismo non può pagare la Tari come se fosse un albergo”

“Siamo soddisfatti del pronunciamento del Consiglio di Stato che con sentenza del 19 febbraio riconosce la correttezza dalla posizione a suo tempo espressa come Agriturist, l’associazione degli Agriturismi di Confagricoltura, che da sempre sottolinea come sia scorretto equiparare gli agriturismi alle attività commerciali, bar e alberghi ritenute affini, ai fini della tassa rifiuti”.

Così Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Piacenza e di Agriturist Emilia-Romagna, che prosegue: “Apprezziamo il risultato ottenuto lavorando in sinergia con Agriturist nazionale che in questi giorni sta anche inoltrando via pec la sentenza a tutte le amministrazioni comunali affinché ne prendano visione e applichino una tariffa differenziata agli agriturismi, riconoscendo quanto la legge che disciplina questa attività già indica, ossia che si tratta di un’attività agricola, diversa rispetto a quella altri esercizi pubblici, perché si avvale della valorizzazione dell’economia circolare dell’azienda e perché deve soggiacere a stringenti vincoli in termini di volumi di attività e stagionalità delle produzioni”.

La sentenza a cui si riferisce il presidente di Agriturist regionale – evidenzia Confagricoltura – rende ragione ai titolari di alcune aziende agrituristiche che avevano impugnato le deliberazioni consiliari dei rispettivi Comuni di riferimento i quali avevano approvato il Regolamento “Imposta unica comunale (IUC): imposta municipale propria (IMU), tassa sui rifiuti (TARI) e tributo per i servizi indivisibili (TASI)” e le tariffe per l’anno 2014, nella parte in cui si equiparavano ai fini della TARI le tariffe per gli alberghi e gli agriturismi.

I ricorrenti lamentavano vari profili di eccesso di potere e la violazione del principio di capacità contributiva: l’equiparazione era per loro illegittima, l’agriturismo rientrava nella categoria dell’imprenditoria agricola ai sensi dell’art. 2135 Cod. civ.  e dei parametri della normativa regionale, tenendo conto anche dei locali utilizzati ad uso agrituristico.

“Auspichiamo – conclude soddisfatto Bisagni – che grazie a questa sentenza sia fatta una volta per tutte chiarezza e che gli Enti locali possano così stabilire una tassazione congrua a quella che è effettivamente la realtà delle nostre aziende”.

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