Fridays for Future, 2mila studenti in marcia “Abbiamo un solo pianeta” fotogallery video

Nel nome di Greta Thunberg per il futuro del pianeta.

Duemila i partecipanti, studenti, bambini delle elementari ma anche tante famiglie alla marcia “Fridays for future”, tenutasi anche a Piacenza nella mattinata del 15 marzo, in difesa dell’ambiente e contro il surriscaldamento globale.

Il corteo è partito poco dopo le 9 dal Pubblico Passeggio e ha continuato il proprio percorso fino a via Maculani, passando per Piazza Cavalli.

Vicino alle storiche mura di Piacenza i ragazzi hanno fatto sentire la propria voce, avanzando richieste precise per la tutela del pianeta terra. “Abbiamo solo un pianeta” infatti è la scritta riportata su diversi cartelli che hanno punteggiato la manifestazione.

Nelle foto e nel video alcuni momenti della marcia.

Mobilitazione anche per gli studenti del Polo scolastico “Volta” di Castelsangiovanni – Un sit in fuori dalla scuola per gli studenti del “Volta” Castello che hanno voluto lanciare un messaggio preciso: non solo il 15 marzo e non solo nei grandi centri dobbiamo mobilitarci per il clima, ma ogni giorno e in ogni luogo.

I ragazzi del Volta proporranno anche una performance pubblica sabato 16 marzo (non il 15, data prevista per lo sciopero sui cambiamenti climatici) nella piazza XX Settembre di Castel San Giovanni, tra le 10 e le 11, al fine di attirare l’attenzione delle persone che saranno indotte a riflettere sul problema del clima in un momento non ufficialmente dedicato, come se si ponesse una ideale pietra d’inciampo.

La marcia – idealmente collegata ad altre migliaia di manifestazioni che si stanno tenendo in tutto il mondo – alla quale aderiscono studenti, scuole, ma anche comuni cittadini, si inserisce sull’onda lunga del movimento di protesta per il cambiamento climatico fatto partire lo scorso agosto dalla giovanissima attivista sedicenne svedese Greta Thunberg.

La studentessa aveva infatti attirato su di sè l’attenzione del mondo quando, all’inizio dell’anno scolastico, iniziò la propria lotta a favore di un cambiamento delle politiche ambientali globali davanti al Parlamento svedese. Battaglia che sta continuando, con pacifica ostinazione, mettendo l’azione concreta prima del dovere sociale di andare a scuola.

Sulla scorta del suo esempio, una grande massa di giovani si è quindi unita al movimento Fridays For Future, trascendendo confini nazionali per rispondere a un problema globale.

Nella nostra città la marcia di venerdì mattina è stata promossa da Fridays For Future in collaborazione con Legambiente, Fiab Amolabici, Enegetica, Velolento e Cinemaniaci, ed alcuni studenti di diversi istituti della nostra città.

“L’adesione ricevuta da parte delle scuole è molto alta e diversificata – hanno spiegato alla vigilia della manifestazione gli organizzatori – siamo infatti a quota 1500 studenti partecipanti, che saranno presenti con slogan, manifesti e lettere per chiedere alle istituzioni locali e globali di cambiare per una politica sostenibile”.

GRETA THUNBERG E FRIDAYS FOR FUTURESvedese, figlia d’arte – i genitori sono la cantante d’opera Malena Ernman e l’attore Svante Thunberg – Greta Thunberg ha soltanto sedici anni, ed  è salita all’attenzione della cronaca mondiale il 20 agosto 2018, quando, a Stoccolma, ha preso la decisione di non andare a scuola fino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018 per esortare il governo a ridurre le emissioni di carbonio – come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico –  in seguito alle eccezionali ondate di calore e agli incendi boschivi senza precedenti che avevano colpito il suo paese durante l’estate.

E’ quindi rimasta seduta davanti al parlamento del suo Paese ogni giorno durante l’orario scolastico fino al giorno delle elezioni: il suo slogan era Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima).

A seguito delle elezioni, ha continuato a manifestare ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles e ha parlato alla manifestazione organizzata da Rebellion Extinction a Londra (31 ottobre 2018).

Il suo sciopero del venerdì ha attirato l’attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui i Paesi Bassi, la Germania, la Finlandia, la Danimarca e l’Australia. In Australia migliaia di studenti sono stati ispirati da Thunberg ad intraprendere lo sciopero del venerdì, ignorando l’appello del loro Primo ministro Scott Morrison, che ha dichiarato al parlamento «ciò che vogliamo è l’apprendimento nelle scuole e meno attivismo».

Il 4 dicembre 2018 Greta ha parlato alla COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia. Greta ha spiegato così la gravità del problema:

«Ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l’umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo anzitutto prenderne coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare quello che possiamo.»

In occasione dell’ultima giornata ufficiale di lavori, il 14 dicembre, ha dichiarato dalla tribuna della COP24, parlando ai leader mondiali riuniti:

«Voi parlate soltanto di un’eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. […] La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema.”

Greta Thunberg è inoltre da poco stata proposta per il Premio Nobel per la Pace. La candidatura è arrivata al Comitato dei Nobel – che ogni anno, in autunno assegna il prestigioso riconoscimento – da un gruppo di deputati socialisti norvegesi.

Come ha spiegato il deputato norvegese André Ovstegard “Abbiamo indicato Greta perchè la minaccia del clima è probabilmente una delle principali cause di guerre e conflitti. Il movimento di massa che lei ha innescato è un contributo molto importante per la pace”.

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