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Gabanelli incontra gli studenti della Cattolica “Le fake news si combattono con le notizie vere”

“Per ripartire in tutti gli ambiti è necessario incominciare dalla base, si comincia da piccoli e poi si prosegue, ognuno nel proprio ambito di responsabilità”.

Sono le parole della giornalista di La7 e Corriere della Sera Milena Gabanelli, che nella mattinata del 21 marzo ha incontrato gli studenti della facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Piacenza in un dibattito dal titolo “Ripartire dall’eccellenza”.

“Se sperate di avere una lezione di economia da me non l’avrete – ha esordito la Gabanelli –, non ho la presunzione di dire alcunché di nuovo, ma mi limiterò a parlare di quello che so, partendo dal mio osservatorio piuttosto trasversale, e provando a trovare un filo comune tra il mio mestiere e gli altri contesti lavorativi”.

“In virtù di ciò – ha continuato – ai giovani imprenditori di oggi dico che prima di iniziare un’attività si pensi a ciò che serve, a ciò che manca”.

Per fare ripartire il Paese, secondo la Gabanelli è fondamentale anche che i cittadini approfondiscano maggiormente, e a tutti i livelli, le competenze e le responsabilità dei soggetti che vanno ad occupare le posizioni chiave in ottica decisionale, con particolare riferimento alla classe politica.

“Quando è ora di scegliere il soggetto a cui “affidare le chiavi di casa” – ha commentato – può essere utile magari spendere un po’ più di tempo ad informarsi su chi è, cosa ha fatto prima. Questa cosa non viene fatta, spesso basta che qualcuno parli bene, racconti belle cose e ci si crede, dopodiché però i risultati sono questi. Abbiamo capito che le parole non bastano più”.

milena gabanelli in Cattolicailvi

Gabanelli non ha poi risparmiato qualche “stoccata” anche alla classe giornalistica “Bisogna anche che i giornalisti si diano una mossa, e non rimangano semplicemente sempre seduti davanti al computer a rimaneggiare le notizie che hanno dato gli altri. Le notizie vanno cercate, bisogna osare; a me non è mai stato censurato nulla, quindi vuol dire che le cose si possono fare bene. Non credo di fare niente di particolarmente innovativo, semplicemente cerco di costruire una informazione documentata e che vada un po’ più in là dell’ovvio e del banale”.

Su come limitare la diffusione delle cosiddette “fake news” la giornalista è stata chiara “Ci sono sempre state le “balle” – ha spiegato – adesso però il mezzo internet le moltiplica e le amplifica, rendendole disponibili a chiunque. Tuttavia, le notizie false, innanzitutto si combattono con le notizie vere – spesso tanti colleghi passano molto più tempo a parlare della notizia falsa piuttosto che concentrarsi sul dare rilievo ad una verità un po’ più oggettiva e di cui hanno una prova”.

Infine la Gabanelli ha voluto fare un commento sulla rottura del rapporto di fiducia tra giornalisti e lettori, sempre più alla ricerca di notizie disintermediate e che confermino convinzioni già radicate in precedenza “E’ qualcosa di molto isterico: ormai sembra che tutti sappiano tutto su ogni cosa” – ha riflettuto – inoltre, i lettori spesso decidono già da che parte stare prima di leggere la notizia, non cercando un confronto per capire quale è la fonte che documenta meglio. Nella scelta di quale informazione seguire ormai si tende a muoversi per schieramenti ideologici”.

Milena Gabanelli, volto noto della televisione italiana, dal 1982 collabora con la Rai e all’inizio degli anni novanta partecipa all’ introduzione in Italia dei nuovi canoni del videogiornalismo, lavorando da sola con una videocamera portatile per creare uno stile più diretto nelle interviste e in generale nel modo di fare programmi televisivi.

Inviata di guerra, si è recata in varie regioni del mondo dove vi erano conflitti armati per documentare le atrocità commesse e la vita difficile dei sopravvissuti, dal 1997 al 2016 conduce Report il più noto format di giornalismo investigativo in Italia. Affronta soprattutto temi di carattere economico, ma anche argomenti legati alla salute, alla giustizia, inefficienze dei servizi pubblici, e di questioni legate al crimine organizzato: ecomafia, servizi segreti.

Attualmente collabora con la La7 e con il Corriere della Sera: Dataroom è la rubrica di data journalism con cui Milena Gabanelli spiega i fatti con l’ausilio di dati e nuove tecnologie.

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