“Giocare le partite come fossero finali”: coach Cornalba lancia la volata biancoverde

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Meno cinque. Il Busa Foodlab apre la volata finale del campionato, un conto alla rovescia fatto di cinque partite, quindici punti in palio. E chissà di quali colpi di scena. «Può succedere ancora di tutto»: questo il pensiero di coach Gabriele Cornalba dopo i due punti strappati ad una agguerrita Normac Genova ed alla vigilia dell’incontro con Elevationshop.com Olginate in programma sabato alle 18:00 sul campo di casa di Gossolengo.

«Stiamo facendo un ottimo campionato, siamo ancora in corsa per tutto quello che c’è da rincorrere: la squadra, inoltre, sta reagendo anche alle prestazioni negative ed è cresciuta parecchio da inizio anno – commenta coach Cornalba – Tutte le partite che abbiamo affrontato e affronteremo sono complicate, dalla prima all’ultima. Ci dirigiamo comunque verso le ultime cinque gare con positività».

Il calendario che attende le biancoverdi appare decisamente complesso fin dalla partita di sabato contro quella squadra che all’andata aveva condannato il Busa Foodlab alla prima sconfitta: ad Olginate la gara si chiuse infatti 3-2 in favore delle lecchesi.

«Olginate rappresenta un’avversaria ostica che ha dimostrato di poter offrire prestazioni importanti: le attaccanti di palla alta rappresentano senza dubbio l’arma principale. Se poi dovesse rientrare Cattaneo sarebbe un’altra giocatrice da tenere in considerazione in una squadra piuttosto completa».

Dopo la partita casalinga con Olginate il Busa Foodlab è atteso dalla trasferta di Busnago e da un trittico dal coefficiente di difficoltà decisamente importante: Serteco Genova, il big match in trasferta con Costa Volpino ed il finale di fronte ad una ritrovata Lemen.

«Dobbiamo rimanere concentrati e giocare queste cinque partite come fossero finali – conclude Gabriele Cornalba – Quello che sarà l’esito della classifica ci dirà se abbiamo corso bene per raggiungere qualche obiettivo o se le nostre avversarie hanno corso più veloce di noi: è una legge dello sport che dobbiamo accettare».

Nicolò Premoli

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